Vaticano, freno alla beatificazione del vescovo tradizionalista Sheen

Il Vaticano pone un freno temporaneo alla beatificazione dell'arcivescovo tradizionalista. E c'è chi ipotizza l'esistenza di un disegno dottrinale

Fulton Sheen sarebbe dovuto divenire beato per la Chiesa cattolica il prossimo 21 dicembre, ma in questi giorni - a ridosso quindi dall'evento promosso dal Vaticano - c'è stato un vero e proprio colpo di scena. E il predicatore televisivo potrebbe finire fuori dal novero di coloro che saranno riconosciuti in via ufficiale attraverso il primo grado del processo di canonizzazione della Santa Sede.

Il motivo è presto detto: qualche alto esponente ecclesiastico, dalle parti di piazza San Pietro, vuole verificare meglio. Nel senso di analizzare in maniera ancora più certosina la figura di Fulton Sheen, che è stato pure arcivescovo. Sheen non è un consacrato qualunque della storia del cattolicesimo: i suoi messaggi, che sono filtrati per lo più attraverso i media, sono ancora attuali, oltre ad essere intrisi di tradizione cattolica. E allora il sospetto è che il disegno sia quello di impedire che un pastore etichettato come tradizionalista possa essere elevato a beato, quindi a simbolo e guida dei tempi odierni.

Perché la disamina di fondo di quello che viene chiamato "fronte tradizionale" è spesso la stessa: esiste un blocco progressista - una grossa corrente dottrinale - che ha un'idea specifica di quello che la "Chiesa in uscita" di Papa Francesco deve declinare. Una conventio ad exclundendum nei confronti dei conservatori?

Per quanto valga la pena sottolineare come le dietrologie possano essere condite da interessi di parte. "Nel clima attuale, è importante che i fedeli sappiano che non c’è mai stata, n’è c’è adesso, alcuna accusa nei confronti di Sheen in relazione ad abusi su un minore". Questa, intanto, è una delle prese di posizione, che proviene nello specifico dal vescovo Daniel Jenky, di Peoria. Negli Stati Uniti si fa un gran parlare del "collasso morale" che ha investito alcune realtà ecclesiastiche.

Tutti i consacrati, in qualche modo, sembrano essere soggetti a discussioni da parte di chi sostiene l'esistenza di una sorta di crisi irreversibile. E si indaga anche sul passato di molte realtà confessionali. Alcune diocesi americane hanno fatto o stanno facendo i conti con i risarcimenti dovuti alle vittime, mentre qualche alto ecclesiastico - basta citare l'ex cardinale Theodore McCarrick - è finito al centro di vere e proprie bufere mediatiche e non. Non è - vale la pena sottolinearlo - il caso di Fulton Sheen, che potrebbe comunque divenire beato con il tempo. Ma non è detto. Se non altro perché si vocifera pure di un accostamento con un caso di abusi. In Vaticano non vogliono lasciare nulla al caso.

Stando a quanto riportato dall'edizione odierna de La Verità, però, pare si possa parlare di una mossa specifica proveniente da certi ambienti americani. E allora torna in auge la versione secondo cui la visione del mondo di Sheen sarebbe incompatibile con un cristianesimo troppo aperturista.

Quello progressista e all'acqua di rose, che i conservatori associano spesso allo sviluppo di correnti teologiche contrarie ed opposte a quella di Sheen.

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