Coronavirus, la verità sulla raffica di contagi in Italia

Alcuni modelli matematici, basati su positivi tamponati e deceduti, parlano di 100mila contagiati nel Paese. La letalità scende ma la diffusione è sottostimata

Coronavirus, la verità sulla raffica di contagi in Italia

Oltre 100mila. È il numero di persone che potrebbero essere già state contagiate in Italia secondo uno studio non revisionato e basato su modelli matematici di previsione. La pubblicazione, come riporta il Corriere, è stata fatta sul sito medRxiv ed porta la firma di Livio Fenga dell'Istat.

La stima corregge la mancanza di dati sul numero di infetti da coronavirus, calcolando in via statistica anche le persone che sono in isolamento a casa e gli asintomatici. I risultati mostrano cifre molto elevate: mentre i dati ufficiali al 12 marzo riportano 12.839 casi in Italia, le persone infette dal virus cinese potrebbero arrivare fino a 105.789. Il calcolo, che presuppone anche dei margini di errore, è stato ottenuto usando i numeri certi dei decessi e dei positivi nel Paese. Secondo i dati raccolti a livello regionale dal 24 febbario al 12 marzo, i casi in Italia sarebbero tra i 74.950 e i 105.789. In Lombardia, la regione più colpita, tra i 37.744 e i 49.723. In Veneto tra gli 8.382 e i 12.028.

Risultati simili sono stati ottenute anche dalla Fondazione Gimbe: "Ci sono almeno 100mila casi di contagi da coronavirus, di cui 70mila non identificati", ha spiegato il presidente Gimbe, Nino Cartabellotta, al Sole24Ore. "Assumendo una distribuzione di gravità della malattia - ha sottolineato - si può ipotizzare che la parte sommersa dell'iceberg contenga oltre 70.000 casi lievi/asintomatici non identificati".

La sottostima dei casi positivi è comune anche ad altri Paesi. In Cina, ad esempio, venivano considerati positivi i sintomatici gravi che non erano stati testati con tampone, ma solo sulla base delle radiografie. Queste stime però vanno anche ad abbassare il tasso di letalità rispetto a quanto indicato nelle statistiche ufficiali. Ad oggi il tasso risulta dello 7,9%, ma con oltre 100mila casi positivi il dato crollerebbe al 2,4%. In questo modo, i numeri andrebbero ad allinearsi con quelli di Wuhan, la città cinese epicentro della pandemia.

Secondo i risultati di questi studi quindi, la diffusione "ufficiale" del coronavirus sarebbe sottostimata. Il rischio di propagazione si fa quindi ancora più forte visto che molti altri casi potrebbero non essere stati rilevati. Mentre gli esperti lavorano per un tracciamento più puntuale, l'unica soluzione è restare a casa, come chiesto in continuazione dalle autorità. Sono ancora troppe le persone che escono dalle proprie abitazioni rischiando così di diffondere il virus o contrarre il Covid-19.

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