Verona, minacciavano le donne col vodoo ​per farle prostituire

Le ragazze arrivavano dalla Nigeria, costrette alla prostituzione, per pagare i debiti contratti nel loro Paese

Erano terrorizzate dalla minaccia del vodoo, tanto da prostituirsi, pur di non essere sottoposte a quelle pratiche ancestrali. Così, Lilian Edward, 40 anni, insieme al suo compagno, era riuscita a mettere in piedi un giro di prostituzione a Verona, costringendo le ragazze a sottoporsi ai loro ordini.

L'indagine era partita a seguito della denuncia degli operatori di un centro di accoglienza, che avevano dato l'allarme a inizio del 2017, quando una ragazza nigeriana era scappata dal centro. La ragazza era arrivata in Italia nel 2016, dopo una traversata coi barconi e, una volta nel nostro Paese, aveva raccontato di avere un debito con gli uomini che le avevano organizzato il viaggio, riservandole un futuro sulla strada.

Le forze dell'ordine avevano rintracciato la nigeriana a Verona e sono risaliti all'abitazione in cui la giovane viveva con un'altra ragazza. Le due dipendevano dagli ordini della Edward, loro "maman", che operava insieme al camerunense Denis Morgan e al compagno, come riporta il Corriere della Sera.

Ieri mattina, gli agenti di polizia hanno liberato le due ragazze, affidate ora a una comunità protetta. La "maman" e il compagno sono stati arrestati per riduzione in schiavitù, tratta di esseri umani e sfruttamento della prostituzione.

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Commenti
Ritratto di Evam

Evam

Mer, 31/10/2018 - 20:08

Speriamo che la sinistra non ricorra anch'essa disperatamente al vodoo per fini politici. Sicuramente Bergoglio, nel caso, non emetterebbe scomuniche, anatemi o esorcismi che dir si voglia.