Detenuto maliano si scaglia con calci e pugni contro gli agenti

I poliziotti erano intervenuti per proteggere altri detenuti aggrediti dal violento africano. Solidarietà da parte dell'On Maria Cristina Caretta, che si fa promotrice di un'interrogazione parlamentare in merito alla vicenda

Arriva dalla casa circondariale San Pio X di Vicenza la notizia dell'ennesimo increscioso caso di violenza commesso ai danni degli agenti di polizia penitenziaria, aggrediti da un detenuto durante lo svolgimento delle proprie mansioni. A darne notizia è in questo caso l'onorevole Maria Cristina Caretta, deputato di Fratelli d'Italia, che ha già avviato un'interrogazione parlamentare in merito al grave episodio.

Protagonista in negativo della vicenda riportata dalla rappresentante della Camera dei deputati è un detenuto di nazionalità maliana, responsabile di un'aggressione ai danni di due poliziotti intervenuti in difesa di altri ospiti del penitenziario di Vicenza contro i quali lo stesso straniero si era avventato.

"Solidarietà e vicinanza agli agenti di polizia penitenziaria in servizio presso il carcere di Vicenza, presi a calci e pugni da un detenuto del Mali.", esordisce nel comunicato l'onorevole Caretta, come riportato da "Vicenza Today". "La colpa degli agenti è stata quella di essere intervenuti a difesa di altri detenuti aggrediti da un “signore” che dobbiamo mantenere con vitto e alloggio nelle nostre carceri, quando dovrebbe starsene dietro le sbarre nel suo Paese", accusa ancora la deputata originaria di Thiene (Vicenza).

Una situazione, quella dei penitenziari, oramai allo sbando, specie per quanto riguarda la sicurezza di chi vi opera prestando il proprio servizio. "Un episodio vergognoso che conferma quanto sia allarmante la situazione nella struttura vicentina. Ho presentato una interrogazione a riguardo, evidenziando le cause, da ricercarsi nelle sezioni aperte e nella cronica mancanza di personale", annuncia l'on. Caretta.

"Ho inoltre chiesto che l’intervento, ormai indifferibile, avvenga in tempi rapidi per sanare una situazione ormai troppo rischiosa per gli agenti. Cos’altro deve accadere perché chi di dovere prenda le adeguate iniziative utili a salvaguardare il personale del penitenziario, quotidianamente abbandonato al proprio destino, sottoposto a turni intollerabili e perennemente a contatto con gentaglia della peggior risma?", si domanda infine la deputata con preoccupazione.

Sul caso è intervenuto anche il segretario generale per il Triveneto di UilPa polizia penitenziaria Leonardo Angiulli. "Trovo evidente che il sistema penitenziario del regime aperto non funzioni e, ancora di più, che a pagarne le spese sia il corpo della polizia penitenziaria", dichiara il segretario su "Rete Veneta". "Noi oggi riteniamo più che mai che sia indispensabile che si debba pensare ad un decreto legge per fornire agli agenti di polizia penitenziaria dei taser affinchè si possa intervenire in situazioni di criticità e salvaguardare l'incolumità dei poliziotti", conclude Angiulli.

Commenti

venco

Mer, 12/02/2020 - 18:12

Li mantengono troppo bene in prigione, farli patire un po di fame e si calmano.