Italiano costretto a sposare una vietnamita (per la cittadinanza)

L'italiano, raggirato, è stato costretto con minacce a sposarsi per far ottenere la cittadinanza ad una giovane vietnamita, poi sparita poco dopo esser giunta in Italia. Ora l’incubo è finito

Italiano costretto a sposare una vietnamita (per la cittadinanza)

Una vicenda a dir poco incredibile quella che ha visto come protagonista un 42enne di Reggio Emilia, costretto con l’inganno e poi con le minacce a sposare una ragazza vietnamita.

I fatti risalgono al lontano maggio 2013 quando l’uomo, single da tempo, si lascia convicere da una coppia di amici vietnamiti che gli propongono di conoscere tramite Skype la loro nipote 20enne.

L’italiano e la vietnamita intessono così un rapporto a distanza, fatto di messaggi e di frivole chiacchierate, ben lontano da una vera relazione. Gli zii della giovane, tuttavia, premono affinché i due si incontrino ed incoraggiano il 42enne a raggiungere la ragazza in Vietnam.

“Chissà che non ne nasca una bella amicizia, noi ti paghiamo il viaggio e tu ti fai una bella vacanza in Vietnam”, gli avrebbero detto, come riporta “Il resto del Carlino”.

Il reggiano, ancora una volta, si lascia convincere. È certo delle buone intenzioni dei suoi amici, e curioso di conoscere Ly, una ragazza bellissima.

Siamo a settembre quando il 42enne arriva in Vietnam, accompagnato da un amico che fa in fretta ad abbandonarlo. Ritrovatosi da solo, l’uomo viene portato a Thuan, un piccolo villaggio poco distante dall’aereoporto, e subito accolto con apparente cordialità.

La trappola, però, è oramai scattata. Con una scusa, i parenti della ragazza vietnamita si fanno affidare il passaporto ed i 3mila euro contanti che il 42enne aveva con sé. “Qui è pericoloso tenerli addosso”, gli avrebbero spiegato.

In breve, purtroppo, quella che sarebbe dovuta essere una piacevole vacanza ed un’occasione per conoscere, magari, la compagna della propria vita, si tramuta in un incubo.

Il reggiano racconta che, passato poco tempo, l’atteggiamento dei familiari della ragazza nei suoi confronti cambia di netto. Da gentili ed accondiscendenti, questi ultimi diventano sfuggenti e rigidi, arrivando addirittura a confinarlo in una capanna. È stato in quel momento che il 42enne ha compreso la reale destinazione del suo viaggio. Al telefono con la coppia di amici vietnamiti di Reggio, gli zii della giovane, l’uomo apprende di essere in procinto di sposarsi ed a nulla sarebbe valsa la sua richiesta di ritornare immediatamente in Italia. I parenti della ragazza, infatti, non avevano alcuna intenzione di rinunciare ad un’opportunità così ghiotta: lui avrebbe sposato la giovane Ly, dandole modo di ottenere il permesso di soggiorno. Alla decisa negazione del 42enne, sarebbero seguite delle palesi minacce: "Tu non vai da nessuna parte. Stai qui e se crei problemi nel tuo paese non tornerai mai”.

Trovatosi in ostaggio della famiglia ed incapace di sfuggire alla prigionia imposta, l’uomo non può fare altro che cedere al ricatto ed acconsentire. Il matrimionio viene celebrato il 7 settembre 2013 con un lungo rito tradizionale, a cui segue una grande festa. Il passaporto viene riconsegnato al legittimo proprietario il 29 dello stesso mese, quando la novella coppia può finalmente partire alla volta dell’Italia.

Il 42enne fa presente alla moglie la sua intenzione di far annullare il matrimonio, ma arrivano immediate delle nuove minacce che lo costringono a recarsi in questura e chiedere il permesso di soggiorno per la ragazza. Tempo due settimane e la vietnamita svanisce nel nulla.

L’uomo, contattati i suoi avvocati, da l’avvio ad una lunga e difficoltosa pratica legale per ottenere l’annullamento del vincolo a cui era stato costretto. "La vicenda è stata particolarmente complessa anche per le difficoltà nel notificare gli atti del giudizio in un villaggio del Vietnam. Sono stati necessari molti tentativi prima di raggiungere l’obiettivo. Alla fine di questa incredibile vicenda, il nostro cliente è riuscito finalmente ad ottenere il suo stato civile libero”, racconta uno dei legali.

Solo adesso, a distanza di ben 5 anni, il 42enne ha riottenuto la libertà. Il matrimonio, infatti, è stato dichiarato nullo in quanto celebrato senza il reale assenso di una delle due parti, che ha acconsentito solo a seguito di violenze e di minacce.

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