Cronache

"Al Virgilio comandano i figli della Roma bene. E i genitori li difendono"

Soffitti crollati, video hard tra studenti, occupazioni e rave party: il liceo sembra non avere pace. La denuncia della preside

"Al Virgilio comandano i figli della Roma bene. E i genitori li difendono"

"Un clima mafioso e intimidatorio all’interno della scuola da parte di un gruppetto di studenti. Con i genitori che li spalleggiano". È quanto rivela la preside del liceo Virgilio di Roma, Carla Alfano.

Il liceo classico di via Giulia è da un mese al centro delle cronache capitoline: a inizio ottobre è crollato un soffitto del Cinquecento, poi l'occupazione dell'istituto durante la quale è stato organizzato un rave party, bombe carta lanciate durante la ricreazione, infine un video hard tra due studenti che è stato pubblicato in rete. Ora la preside denuncia lo spaccio e il consumo di cocaina nell'istituto.

Il Virgilio è controllato da un gruppo di ragazzi che sembrano avere il controllo su tutto."C’è stata l’occupazione, un’iniziativa anormale, strumentalizzata. Una gazzarra: sesso, droga e alcol. Sono una minoranza di soggetti che comanda su una maggioranza silenziosa, fin troppo silenziosa", afferma la preside al Corriere. "Hanno un atteggiamento di sfida, intimidiscono compagni e adulti. Senza parolacce, perché comunque vengono da famiglie della Roma bene. Sono subdoli e hanno trasformato questa scuola in un porto franco. Ma questa è una scuola pubblica, mica una lobby di studenti e genitori!".

E i genitori difendono i i figli-spacciatori. "Quando convochiamo padri e madri ci rispondono che gli spinelli servono per calmare i figli, che se consumano stupefacenti a scuola, in fondo non sono preoccupati, perché meglio in classe che per strada. Qualcuno è anche arrivato a rispondermi: 'Vuol dire che qui c’è roba buona'".

I professori cercano di reagire ma "è una lotta impari: ci sono genitori che gliele fanno togliere o che ricorrono al Tar contro le bocciature. E vincono", dichiara Alfano. La preside racconta di aver sempre denunciato quello che accade nell'isituto. "A volte vorrei andare a insegnare in periferia o nelle scuole dove ci sono i figli dei camorristi. Almeno lì saprei con chi ho a che fare".

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