"Perché prevedo pochi morti...". Gismondo "ridimensiona" la seconda ondata

La virologa dell'ospedale Sacco parla della seconda ondata: "Sarà gestibile e l'influenza potrebbe essere meno massiccia del solito"

Ci sarà la seconda ondata del virus nella stagione fredda? Se sì, cosa dobbiamo aspettarci? ''Sono abbastanza tranquilla perché abbiamo imparato a gestire le situazioni critiche'' afferma la virologa dell'Ospedale Sacco di Milano Maria Rita Gismondo che, in un'intervista rilasciata all'Adnkronos Salute, rassicura sull'eventualità di un colpo di coda funesto del Coronavirus al prossimo inverno.

Una pioggia di buone notizie che fuga le previsioni apocalittiche dei catastrofisti. In barba ai pronostici di lutti e sventure, la direttrice del Laboratorio di Microbiologia clinica, Virologia e Diagnostica delle bioemergenze del Sacco spiega che, qualora dovesse arrivare un nuovo sciame di contagi, il rischio di rimpiombare nell'incubo del mese di marzo, quando le terapie intensive erano sature e tenere la conta dei decessi era diventato uno strazio quotidiano, è quasi nullo. Posto che il Sars-Cov-2 resti pur sempre un nemico invesibile e meschino, ad oggi, non vi è motivo di preoccupazioni eccessive: "Previsioni precise sono impossibili da fare. - premette la virologa - Mi aspetto ondate più o meno importanti di contagi. Ma siamo abbastanza tranquilli perché siamo diventati molto più bravi a gestire la malattia, e questo ci porterà senz'altro a un numero limitatissimo di decessi".

In Italia, e in tutto il resto d'Europa, c'è stata una risalita dei casi di infenzione nelle ultime settimane. Ma il dato numerico, fine a sé stesso, è irrilevante senza una interpretazione congrua di quello che è l'attuale - e reale - andamento della curva epidemiologica. D'altraparte, era più che pronosticabile un incremento dei contagi durante la stagione estiva, specie durante gli spostamenti per le vacanze. ''In questo momento stiamo 'pagando pegno' per esserci lasciati un po' andare in vacanza, - aggiunge la Gismondo - con qualche misura di contenimento in meno".

Fior fior di studi sul Covid hanno appurato che il patogeno acquisisce virulenza - diventa più aggressivo - durante la stagione invernale. Ma del resto, si tratta della condizione ottimale per la sopravvivenza di molti virus, specie quelli responsabile delle manifestazioni influenzali ."Sappiamo che la temperatura più fredda non ci aiuta contro i virus respiratori - ammette la microbiologa - ma abbiamo un'ottima notizia che ci sta provenendo dall'altro emisfero dove ci precedono per la stagione influenzale. Nuova Zelanda, Australia, Canada è come se avessero saltato l'epidemia influenzale. Anche questo è da attribuire alle misure di contenimento prese, perché quando mettiamo la mascherina o ci laviamo le mani ci difendiamo non solo da Covid-19, ma anche da tutte le altre infezioni che potremmo prendere attraverso queste vie". Per il prossimo inverno, dunque, "ci aspettiamo probabilmente anche un'ondata inferiore di influenza stagionale. Grazie alle protezioni adottate, ma anche perché - auspica la virologa - speriamo in una massiccia vaccinazione antinfluenzale".

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Commenti
Ritratto di Adespota

Adespota

Gio, 17/09/2020 - 14:57

Bene, anzi benissimo...a patto che domani non compaia una dichiarazione su queste pagine di completo segno opposto.

FrancoM

Gio, 17/09/2020 - 15:30

Ma quale è il fondamento scientifico? O ha guardato i fondi del caffè?