Virus, niente zona rossa per sei giorni: così ad Alzano e a Nembro c'è stata un'ecatombe

A inizio marzo, nella Bergamasca, si sono registrate le prime anomalie, tra pazienti deceduti, tamponi non fatti e mancate sanificazioni. Infine, la richiesta di una zona rossa che ha tardato ad arrivare potrebbe aver accelarato il processo di contagio

Il primo caso di morte per cornavirus nell'ospedale Pesenti Fenaroli di Alzano Lombardo (anche se non ufficiale), in provincia di Bergamo, si è registrato tra il 21 e il 22 febbraio. La prima persona deceduta è una signora ricoverata nella struttura sanitaria per uno scompenso cardiaco, le cui condizioni non destavano particolare preoccupazione. Dopo essere rimasta sotto osservazione per circa dieci giorni, la donna accusa improvvisamente febbre a 39 e una polmonite. Dopo diverse crisi respiratorie se ne va alle due di notte del 22 febbraio. Alla donna (e ai suoi familiari) non è mai stato fatto alcun tampone.

La vicinanza tra pazienti

Il figlio della signora, Francesco Zambonelli, i tre pazienti affetti da Covid-19 della zona li ha visti tutti. E, in base a quanto ricostruisce un'inchiesta del Corriere della sera sulla diffusione della malattia in provincia di Bergamo e sulla mancata chiusura dei centri abitati più colpiti, in quella circostanza avrebbe avuto a che fare anche con i loro familiari: "Eravamo tutti insieme, nello stesso reparto di medicina, al terzo piano. E con i rispettivi familiari facevamo due chiacchiere nell'atrio di ingresso".

Le strane mascherine

Zambonelli è rimasto vicino alla madre fino al momento della sua morte e in quella circostanza si accorge di una "stranezza", cioè che gli infermieri indossano mascherine che non utilizzano sempre, cioè le FFP2 senza valvola. Nel frattempo, in un'altra provincia lombarda, a Lodi, vengono scoperti i primi casi a Codogno. Poi anche in Veneto, a Vo' Euganeo, in provincia di Padova. E nelle stesse ore, nell'ospedale dove è morta la madre di Zambonelli, si registrano i primi due pazienti positivi alla nuova malattia respiratoria.

I primi positivi

Si tratta di due cittadini di Nembro, altro comune molto colpito della Bergamasca: Franco Orlandi, ex camionista, e Samuele Acerbis, rappresentante di commercio. Entrambi sono ricoverati nella struttura ospedaliera di Alzano nello stesso reparto della madre di Zambonelli, ma ai due pazienti, i tamponi sarebbero stati fatti dopo circa una settimana di permanenza in ospedale. Intanto, il 23 febbraio, nel pomeriggio, il pronto soccorso dell'ospedale viene chiuso, ma dopo alcune ore tutto riapre e, secondo quanto riportato dal quotidiano, senza alcuni tipo di sanificazione e senza alcuna creazione di un triage differenziato.

"Hanno fatto un'ecatombe"

"Dall'ospedale di Alzano, qualcuno avrebbe dovuto almeno avvisare dell'esistenza di un pericolo micidiale. Invece hanno lasciato che la gente andasse avanti e indietro ancora per un'altra settimana, dal pronto soccorso agli ambulatori. Era pieno di anziani che andavano a fare l'esame del sangue. Hanno fatto un'ecatombe", ha dichiarato Zambonelli. Anche il padre è deceduto di coronavirus, il 13 marzo, e sua zia Luciana, di 72 anni, che si alternava a lui nell'assistenza al genitore, è morta due giorni dopo. E anche i primi due pazienti risultati positivi nella struttura ospedaliera di Alzano, Orlandi e Acerbis, sono deceduti, esattamente come la donna che aveva il letto di fronte al loro e ad altri malati ricoverati.

Quali responsabilità?

Il virus, nella zona, si sarebbe propagato anche dalla struttura ospedaliera di Alzano Lombardo, ma la responsabilità risulta oggi piuttosto difficile da individuare. Secondo i numeri citati dal quotidiano, a oggi, le persone contagiate nel comune in provincia di Bergamo sarebbero 177, mentre a Nembro 2017. In tutta la Bergamasca le vittime hanno raggiunto il numero di 2.378 e ora tutti pensano alla mancata serrata dei comuni. Le istituzioni che hanno potere di chiudere le aree sono l'Ats locale, alla quale spetterebbe un parere non vincolante , e la Regione, della quale ogni istituto di cura rappresenta un presidio territoriale.

Nessuna zona rossa

A oggi, in molti si chiedono come mai non sia stata istituita subito una zona rossa nella provincia di Bergamo, una delle aree che ha contato i numeri più alti di morti. Le ipotesi sono tante e alcune sono legate al lavoro. Il distretto industriale di Alzano-Nembro è uno dei primi cinque d'Italia per Comuni sotto i 300mila abitanti e secondo i dati di Confindustria Bergamo, un'eventuale zona rossa in quell'area avrebbe riguardato 376 aziende, con una forza lavoro che varia dai 120 agli 800 dipendenti, per circa 850milioni di euro all'anno di fatturato. Nessuno, però, dal 3 al 9 marzo, si sarebbe assunto la responsabilità di chiudere l'area (con una conseguente ricaduta economica).

La differenza tra Lodi e Bergamo

Come riportato dal quotidiano, la corrispondenza privata governo-Regione, avrebbe però consentito di ricostruire quanto avvenuto, chiarendo come mai per istituire la zona rossa intorno a Codogno ci sia voluto meno di un giorno, con un'ordinanza firmata dal presidente della regione Lombardia, Attilio Fontana, e dal ministro della Sanità, Roberto Speranza, che chiudeva dieci comuni in entrata e in uscita nel Lodigiano, con i posti di blocco, mentre per Bergamo, che presentava dati più allarmanti non sia bastata una settimana.

I dubbi e le carte

Il 2 marzo scorso, l'assessore lombardo al Welfare, Giulio Gallera, avrebbe espresso dubbi e perplessità sull'utilità di una zona rossa in quell'area. Secondo quanto ricostruito dall'inchiesta, i primi cinque report quotidiani che, a partire dalla mattina del 21 febbraio la regione Lombardia inviava alla protezione civile, non avrebbero fatto alcun cenno alla situazione della provincia di Bergamo. Per quasi una settimana, nel documento, sarebbero stati segnalati soltanto i focolai identificati fino a quel momento: quattro e tutti nel Lodigiano. Ma già il 27 febbraio, in provincia di Bergamo, erano 72 i nuovi casi di positività: 19 di questi e tre decessi facevano di Nembro il quarto comune più colpito della regione (insieme a Casalpusterlengo che, però, era già zona rossa).

L'inferno a Bergamo

Intanto nella città lombarda i numeri aumentano e gli ospedali sembrano avere difficoltà. Il 29 febbraio a Nembro ci sono altre 25 persone contagiate e ad Alzano ne vengono segnalati altri 12 e l'intera provincia ormai supera i cento contagi. Nella stessa giornata, la Confindustria di Bergamo pubblicava il video "Bergamo is running", rilanciato anche dal sindaco del Partito democratico, Giorgio Gori. In diverse circostanze, però, al Nord la classe dirigente sembra orientata a "riaprire tutto" o a non fermarsi.

Il parere tecnico-scientifico

A quel punto, Regione Lombardia invocava misure più restrittive, ma non avrebbe mai chiesto, almeno in modo ufficialie, l'istituzione di una zona rossa in quella provincia. Il comune accordo per questa richiesta sarebbe arrivato il 3 marzo, con 423 contagiati nella provincia, 58 a Nembro e 26 ad Alzano, con una scelta comunque affidata al parere degli scienziati. Il Comitato tecnico scientifico, quel giorno, sul suo verbale scrive: "Nel tardo pomeriggio sono giunti all'Istituto superiore di Sanità i dati relativi ai due comuni sopramenzionati, poi esaminati dal Cts. Al proposito sono stati sentiti al telefono l'assessore Giulio Gallera e il direttore generale Luigi Cajazzo di Regione Lombardia che confermano i dati. Ciascuno dei due paesi ha fatto registrare attualmente oltre 20 casi, con molta probabilità ascrivibili a un'unica catena di trasmissione. Ne risulta, pertanto, che l'R0 è sicuramente superiore a uno, il che costituisce un indicatore di alto rischio di ulteriore diffusione del contagio. In merito, il Comitato propone di adottare le opportune misure restrittive già adottate nei comuni della 'zona rossa', al fine di limitare la diffusione dell'infezione nelle aree contigue. Questo criterio oggettivo potrà, in futuro, essere applicato in contesti analoghi".

La chiusura

L'unità di crisi della Regione, con una mail a Silvio Brusaferro, direttore dell'Iss, a quel punto, invia una mappa dettagliata della diffusione del virus in tutta la Bergamasca. Nella stessa sera di inizio marzo, in Val Seriana, arriva l'esercito, ma ancora non si chiude nulla. Il 4 marzo, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, firma il primo nuovo decreto che impone la chiusura in tutto il Paese fino al 15 marzo per università, scuole, teatri, cinema. "Con specifico riferimento alla proposta avanzata dal Comitato tecnico scientifico ai due comuni della provincia di Bergamo", comunque già "assoggettati" a misure più restrittive di quelle applicate sul territorio nazionale con il decreto varato il 1° marzo, il capo dell'esecutivo giallo-rosso chiede ai suoi esperti di "approfondire" le ragioni della loro richiesta di una zona rossa per Alzano e per Nembro.

Una fase sempre più critica

Intanto, il 3 e il 4 marzo la Lombardia attraversava una fase critica: a Bergamo i casi erano 33, a Lodi 38, a Cremona 76, a Crema 27, nel comune di Zogno 23 e Soresina e Maleo 19. Ma per il governo "appariva necessario acquisire ulteriori elementi per decidere se estendere la 'zona rossa' a questi due soli comuni oppure, in presenza di un contagio ormai diffuso in buona parte della Lombardia, estendere il regime all'intera regione e alle altre aree interessate".

Le scelte di Conte

Brusaffero sceglie di rispondere il 5 marzo con una nota scritta e dichiara: "Pur riscontrandosi un trend simile ad altri comuni della Regione, i dati in possesso rendono opportuna l'adozione di un provvedimento che inserisca Alzano Lombardo e Nembro nella zona rossa". Il 6 marzo, Conte si reca alla protezione civile e lì incontra i membri del Cts per una decisione definitiva, ma ancora non ci sono indicazioni certe e così si supera "la distinzione tra 'zona rossa','zona arancione' e resto del territorio nazionale in favore di una soluzione ben più rigorosa". Il 7 marzo, a notte fonda, viene annunciata la serrata del Paese intero e il decreto viene firmato la sera dell'8 marzo, entrando in vigore il giorno seguente (quando ad Alzano ci sono 55 contagiati, a Nembro 197 e in tutta la provincia di Bergamo 1.245). La Lombardia è zona rossa, come tutta l'Italia, ma dalle prime richiesta sono passati sei giorni.

Le responsabilità

Come riportato dall'inchiesta, una nota interna di palazzo Chigi, sembrerebbe fare riferimento a due possibili dispute sul mancato provvedimanto: "Quanto alle competenze e ai poteri della Regione Lombardia, si fa presente che le regioni non sono mai state esautorate dal potere di adottare ordinanza contingibili e urgenti". Che, tradotto, potrebbe significare che se la Lombardia avesse ritenuto opportuno creare una zona rossa nei comuni di Nembro e Alzano avrebbe potuto farlo in autonomia.

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Commenti

DRAGONI

Lun, 06/04/2020 - 12:28

TRAGICA IMPOROVVISAZIONE DOVUTA AD IMPREPARAZIONE .

maurizio-macold

Lun, 06/04/2020 - 12:31

Insomma, la responsabilita' dell'ecatombe di Alzano e Nembro sono delle Asl locali e della regione. Al riguardo, cosa ha da dire il governatore Fontana?

Nick2

Lun, 06/04/2020 - 12:37

Cominciate a mettere le mani avanti. Stasera Report ne parlerà e i responsabili dell'ecatombe nelle province di Bergamo e Brescia li conosciamo tutti...

Gattagrigia

Lun, 06/04/2020 - 12:37

Quindi, dal vostro articolo, si evince che la responsabilità è della regione Lombardia e dei suoi amministratori. Non è questione di ideologia o di orientamento politico ma di capacità o di incapacità. In questo caso il governatore e il responsabile al welfare e gli altri amministratori della Lombardia si sono dimostrati incapaci e responsabili di quello che è successo

WSINGSING

Lun, 06/04/2020 - 12:39

Nell'articolo c'è la verità. La zona rossa non venne fatta perchè molti imprenditori si ribellarono. "Così perdiamo il lavoro": questa era la parola d'ordine. E la zona rossa o non venne fatta o venne fatta con ritardo. Molti imprenditori - persone oneste e capaci ma prive di cognizioni mediche - hanno perso vita e lavoro......

tiromancino

Lun, 06/04/2020 - 12:53

Ci saranno una sequela di denunce e qualcuno pagherà carissimo la sciatteria attendista,di qualunque colore politico sia. I morti non sono numeri

cgf

Lun, 06/04/2020 - 12:53

Ovvio che le regioni avrebbero potuto operare in autonomia, MA OGNI VOLTA che vi hanno provato, sono state ostacolate e per i provvedimenti "non concordati", vedi il caso delle Marche, i provvedimenti sono stati annullati dal governo SCARICABARILE!! Ma quando andranno a casa?

wintek3

Lun, 06/04/2020 - 12:53

Inizia il giochino dello scarica barile. Chissà chi resterà col cerino in mano!

moichiodi

Lun, 06/04/2020 - 12:57

Dai, che la gara incominci. Fontana o Conte? Conte o Fontana?

LUCATRAMIL

Lun, 06/04/2020 - 12:59

Se il racconto è corretto, sembra palese che Lombardia ha voluto il parere degli esperti nazionali, che hanno tentennato anche perchè nel frattempo si è esteso il lockdown al Paese. Non è un caso che, dopo quella esperienza, Lombardia abbia spesso anticipato le decisioni nazionali, affidandosi ad esperti locali più agili nel fornire consigli (vedi limiti alla circolazione, uso protezioni, ecc.).

necken

Lun, 06/04/2020 - 13:04

della serie col senno di poi sono pieni i fossi....

ziobeppe1951

Lun, 06/04/2020 - 13:12

C’è un unico colpevole..si chiama giuseppi ...è dal 31 gennaio che sapeva (come riportato dalla gazzetta ufficiale)...ma, c’era Sanremo

Abit

Lun, 06/04/2020 - 13:20

Lucatramil: credo che le cose siano come da lei descritte.

Rondo

Lun, 06/04/2020 - 13:21

..boh..io avevo inteso che a confindustria non sconfinferava tanto l'idea. Sarà anche vero che il Governatore poteva emettere un'ordinanza (per disperazione) ma mi risulta che non potesse incidere sulle attività produttive che comunque rimanevano esposte ai crediti esigibili e a tutti i contenziosi che ne discendevano a danno della regione..ovvero sarebbe stata un'ordinanza non adeguatamente titolata. E' poi significativo che quando Fontana emise la sua (disperata ordinanza, ancorchè zoppa) il Sig. Conte ebbe la prontezza di andargli appresso con la famosa diretta rinviata di minuto in minuto dove affermava di un provvedimento per tutta italia..provvedimento che poi scoprimmo non esserci di fatto per qualche giorno. Insomma chi vuol capire capisca!

Ritratto di rr

rr

Lun, 06/04/2020 - 13:21

Già che avete copiato un'inchiesta del Corriere copiatene anche l'illuminante finale: "La Regione e la Ats locale non hanno ancora risposto alle domande rivolte dal Corriere sulla mancata chiusura dell’ospedale di Alzano Lombardo"

Mr Blonde

Lun, 06/04/2020 - 13:24

uno scenario vergognoso in piena emergenza additare agli untori, siano essi conte fontana o negligenze di singole asur o reparti. A fine emergenza si faranno i conti, lasciamoli lavorare in pace, sono in prima linea e delle vostre beghe politiche (di chi magari, unico sforzo della giornata è passare dalla cucina al cesso) possono farne a meno

steluc

Lun, 06/04/2020 - 13:27

Lo stato di emergenza fu decretato dal governo il 31/1 , governo rimasto poi fermo per settimane, mesi quasi.Ma la magistratura pretenderà, come gli dei , i sacrifici umani, e siccome da Greganti in poi cane non mangia cane, prevedo tempi duri per una parte politica.....

Ritratto di onefirsttwo

onefirsttwo

Lun, 06/04/2020 - 13:44

Onefirsttwo(alias Tutankhamon da Hokkaido(JAPAN)) : Hi !!! STOP L'importante è che ora Fontana e Galleria hanno messo la museruola , pardon la mascherina , a tutti i lombardi !!! STOP E ricordate : Una volta c'era Dracula , oggi c'è Giuseppi , il Cuonta mxxxxxate !!! STOP Yeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhh

Frankdav

Lun, 06/04/2020 - 13:46

Prendiamo appunti per la prossima emergenza.. se le decisioni sono delegate a livello comunale, regionale, nazionale con la possibilità di rimpallarsi le responsabilità a vicenda non ne verremo mai a capo

xxyyzz

Lun, 06/04/2020 - 13:50

Quanti bravi a parlare... DOPO! Pienamente d'accordo con necken. Del senno di poi son piene le fosse.

Mborsa

Lun, 06/04/2020 - 13:56

Tutti quelli che dichiaravano in televisione che abbiamo il SSN tra i migliori del mondo ora fanno la corsa a dare la colpa alla Regione Lombardia. In realtà un sistema che richiede 1-2 mesi per farti fare un ECG e una visita del cardiologo non è buono, è solo sclerotizzato! Se il sistema è inidoneo per esaminare prontamente una patologia comune non può essere in grado di individuare un evento inedito come la epidemia!

Ritratto di Roberto_70

Roberto_70

Lun, 06/04/2020 - 13:59

Ora contiamo ancora i morti, più di ogni altra provincia. Si poteva fare meglio sicuramente, si poteva fare subito sicuramente. Spesso non agire è peggio di sbagliare.

ricciardi_massi...

Lun, 06/04/2020 - 14:02

Ma davanti ad una emergenza come una pandemia globale come è possibile lasciare competenze a regioni e comuni? Il risultato è evidente ognuno va per suo conto e non si capisce più nulla

pallosu

Lun, 06/04/2020 - 14:04

Il disastro provocato dalla giunta leghista è evidente ormai a tutti,fontana e soci passando gran parte del tempo in TV addossando a ogni essere responsabilità che alla fine sono riconducibili a loro.adesso si capisce il senso dell'emendamento della lega con primo firmatario Salvini per dare lo scudo legale agli amministratori regionali addossando tutta la colpa ai medici.

Ritratto di theRedPill

theRedPill

Lun, 06/04/2020 - 14:07

È interessante leggere su wikipedia la cronologia del coronavirus, con informazioni che erano a disposizione dell'OMS e dei governi; dal 22/1 a Wuhan vige l'obbligo di usare la mascherina e inizia la quarantena; a inizio febbraio era già chiaro cosa succedeva in Cina, ma in Europa e in Italia nessun governo ha avuto il coraggio di dirlo con fermezza. Tutti i governi europei sono responsabili! Chi ha snobbato le mascherine è responsabile.

marc59

Lun, 06/04/2020 - 14:07

Il sindaco di Bergamo però pensa alle polemiche invece di agire in tempo.

rokko

Lun, 06/04/2020 - 14:08

Il contenuto dell'articolo mi torna. La zona rossa avrebbe potuto istituirla anche la Regione, oltre che il governo. Ricordo benissimo anche che, almeno all'inizio, ad opporsi maggiormente furono proprio gli imprenditori ed i lavoratori della zona. Detto ciò, questa analisi può essere utile solo per evitare di commettere errori simili in futuro, perché con il senno di poi sono tutti bravi. Diciamo la verità, all'inizio questa faccenda è stata presa sotto gamba un po'da tutti, ed è normale che sia accaduto, come del resto è avvenuto anche in tutte le altre nazioni.

maurizio-macold

Lun, 06/04/2020 - 14:17

Signor zioBeppe1951 (13:12), l'articolo lo dice CHIARAMENTE, erano la ASL locale e la regione (Fontana) a dover prendere provvedimenti. Possibile che lei non abbia un briciolo di onesta' intellettuale ?

Ritratto di onefirsttwo

onefirsttwo

Lun, 06/04/2020 - 14:25

Onefirsttwo(alias Tutankhamon da Hokkaido(JAPAN)) : Hi !!! STOP Quando la Germania dice plebaglia ? STOP Non ha torto !!! STOP E ricordate : Una volta c'era Dracula , oggi c'è Giuseppi , il Cuonta mxxxxxate !!! STOP Yeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhh

Ritratto di onefirsttwo

onefirsttwo

Lun, 06/04/2020 - 14:30

Onefirsttwo(alias Tutankhamon da Hokkaido(JAPAN)) : Hi !!! STOP Confindustria de che ? STOP Di 4 ferri vecchi ? STOP Confindustria è la causa prima di tutti i mali del Paese !!! STOP Andrebbe stritolata per tutti i guai che nel corso del tempo ha combinato !!! STOP E ricordate : Una volta c'era Dracula , oggi c'è Giuseppi , il Cuonta mxxxxxate !!! STOP Yeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhh

ricciardi_massi...

Lun, 06/04/2020 - 14:44

Il fallimento del governo non è negli 8000 morti in lombardia che è la regione più popolosa e colpita per prima già a gennaio. Il fallimento è negli 8000 morti nel resto di italia dove c.era ampio tempo per intervenire e limitare se non azzerare il contagio

ulio1974

Lun, 06/04/2020 - 14:51

cgf 12:53: se il governo avesse poi abolito la zona rossa, ne avrebbe risposto anche delle conseuenze. fossi stato in fontana l'avrei fatto subito, così, giusto per pararmi il didietro.

realista89

Lun, 06/04/2020 - 15:03

Tranquilli, si sta preparando il "dopo" quando interverranno i magistrati. I grandi giornali si stanno già posizionando con articoli ed "inchieste" ad hoc mirati a colpire sappiamo chi. Non certo quei sindaci che in piena emergenza urlavano ai quattro venti che le città da loro amministrate non chiudevano per il virus.

maurizio-macold

Lun, 06/04/2020 - 15:10

Signor ulio1974 (14:51), le riporto uno stralcio dell'articolo che lei evidentemente non ha letto bene : "Le istituzioni che hanno potere di chiudere le aree sono l'Ats locale, alla quale spetterebbe un parere non vincolante , e la Regione, della quale ogni istituto di cura rappresenta un presidio territoriale." Sono chiare adesso le responsabilita' ?

Ritratto di babbone

babbone

Lun, 06/04/2020 - 16:02

andare fino in fondo, chi ha sbagliato paghi.

dafisio

Lun, 06/04/2020 - 16:07

Per chiudere un'area bisogna poter disporre della polizia di Stato e dei carabinieri. Se la regione decide di chiudere di sua iniziativa senza l'accordo del governo, il suo provvedimento risulta inefficace.

Rondo

Lun, 06/04/2020 - 16:17

La dichiarazione di Zone rosse è un provvedimento eccezionale che, tra l’altro, va ad intaccare l’art. 13 della Costituzione che regola la limitazione delle libertà personali. Limitazioni la cui competenza in nessun caso, nemmeno in questa emergenza, è lasciata ai Presidenti di regione.

lavitaebreve

Lun, 06/04/2020 - 16:23

LA COLPA PIÙ GRANDE CE L'HA IL PREMIER CONTE. DOPO IL VARO DEL DECRETO DI FINE GENNAIO PER L'EMERGENZA CORONAVIRUS, CONTE AVREBBE DOVUTO ALLERTARE TUTTE LE REGIONI, L'ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ E TUTTI GLI ITALIANI. INVECE ANDAVA DICENDO: SIAMO PRONTI, PRONTISSIMI, NON C'È PERICOLO.

Ritratto di theRedPill

theRedPill

Lun, 06/04/2020 - 16:24

Il sistema che si è creato in Italia dopo la guerra è stato fatto in modo che nessuno possa avere un vero potere, che è poi quello che ci ha portato a questo governo insulso. Le regioni hanno sì la responsabilità della sanità, ma in regime "normale". La crisi coronavirus era "eccezionale", doveva essere gestita in tempi brevi e la conoscenza della pericolosità non poteva che essere dell'entità più alta in grado, il governo. Quando le regioni hanno chiesto il blocco degli ingressi il governo lo ha impedito. Il PdR si trastullava coi bambini della elementari. La responsabilità della crisi è del governo, non di altri, perché non ha coordinato per tempo la situazione. Le mascherine, se date estensivamente e per tempo, avrebbero almeno mitigato la situazione; la Cina le aveva rese obbligatorie per tutti il 21 gennaio.

Ritratto di WjnnEx

WjnnEx

Lun, 06/04/2020 - 16:25

Che, tradotto, potrebbe significare che se la Lombardia avesse ritenuto opportuno creare una zona rossa nei comuni di Nembro e Alzano avrebbe potuto farlo in autonomia. Fontana VERGOGNA!!!!!

maurizio-macold

Lun, 06/04/2020 - 17:15

Signor LAVITAEBREVE (16:23), lei stesso scrive che Conte a fine gennaio ha emanato il decreto EMERGENZA per corona virus e poi scrive che avrebbe dovuto "allertare le regioni" ! Ma lei c'e' o ci fa ?

Ritratto di theRedPill

theRedPill

Lun, 06/04/2020 - 17:31

Il 27 gennaio 2020 il Premier Conte rassicurava in diretta nazionale circa l’emergenza coronavirus che si stava sviluppando in Cina: “Siamo prontissimi". Questa è una pubblica assunzione di responsabilità, e dopo una figura di palta simile una persona con un minimo di onestà si sarebbe dimesso, assieme al ministro Speranza. Conte non può dimettersi poiché è solo immagine di un potere nascosto che si è insediato a prescindere dalla volontà degli elettori. Conte si è trovato in una situazione molto più grande di lui; una persona di buon senso se la sarebbe cavata, ma lui non può usare il buon senso, e il paese sta andando a rotoli. A fine crisi, quando sarà il momento giusto, Conte sarà il capro espiatorio.

anna.53

Lun, 06/04/2020 - 17:57

Tutti responsabili, nessun responsabile. X la chiusura occorre l esercito, che non è alle dipendenze delle Regioni. Per contenere le malattie professionalidei sanitari... sarebbero occorsi da subito, almeno verificarne la diffusione (negli ospedali e fra i medici di base, non so se ci rendiamo conto che vi erano carenze enormi?) una volta proclamato lo stato di emergenza... Chi doveva provvedere? Non si è ancora capito, per la verità. I bilanci alla fine, e anche un chiarimento di competenze, non si è capito nulla, la testa 'andava x gradi'e praticamente non faceva da' guida', i virologi si contraddicevano giorno x giorno... Un caos generale. Non sembra un modello da imitare, almeno all'inizio.

McGeorge

Lun, 06/04/2020 - 18:01

Ricordo che sull'eco di Bergamo c'erano le foto dei mezzi militari e dei carabinieri pronti per chiudere la zona rossa di Alzano e di Nembro, come in veneto. Poi sembra che siano prevalse le ragioni dell'economia e delle imprese. La chiusura delle aziende e potere disporre dell'esercito o dei carabinieri non è di competenza della Regione; solo il Governo avrebbe potuto farlo. Dopo lunghe file di camion militari ritorneranno quotidianamente a Bergamo per portare in altre regioni le salme da cremare. In Spagna vogliono denunciare Sanchez per il ritardo con il quale sarebbe intervenuto.

LeoRossi

Lun, 06/04/2020 - 18:17

@maurizio-macold 12:31. Cosa vuoi che dica Fontana? Le colpe sono sempre degli altri.

LeoRossi

Lun, 06/04/2020 - 18:20

@WSINGSING:hai perfettamente ragione.

LeoRossi

Lun, 06/04/2020 - 18:24

@maurizio-macold è fiato sprecato.

Ritratto di El Presidente

El Presidente

Lun, 06/04/2020 - 18:25

@anna.53 Eppure Bonaccini in Emilia-Romagna ha chiuso il territorio di Medicina con un'pordinanza regionale, senza Esercito, Aeronautica e Marina ... chissà come ha fatto ...

Peppiniello

Lun, 06/04/2020 - 18:26

Attribuire colpe, dopo, è facile.Io penso che la responsabilità morale di quelli errori sono principalmente del vizio "lombardo" del "ghe pensi mi" e di considerare le indicazioni del governo "roba che viene dal sud" e quindi fare il contrario. L'espressione politica di questa mentalità è il leghismo.

Ritratto di El Presidente

El Presidente

Lun, 06/04/2020 - 18:29

Eppure l'articolo è chiaro, perché qualche lettore fatica a comprenderlo. La regione Lombardia aveva tutta l'autorità per intervenire e ha scelto di non farlo. Sia l'Emilia-Romagna che il Lazio hanno emesso ordinanze per interdire territori dove c'erano focolai, oltre tre settimane fa. Ma sarà un caso che solo la Lombardia è massacrata così pesantemente?

ST6

Lun, 06/04/2020 - 18:34

È il caso di dirlo, li hanno fatti morire soffocati ma "chini sul fatturato" cit. Da ergastolo, se accertato.