Come sarà la seconda ondata: ecco i quattro scenari del governo

Svelato il piano ministero della Salute. Quattro situazioni diverse per l'autunno. Tutto ruota attorno al coefficiente Rt

L'Italia non può permettersi di farsi trovare impreparata da un'eventuale seconda ondata: il ministero della Salute ha da poco reso noto un documento che, nelle intenzioni, dovrebbe fornire ausilio agli enti intermedi italiani.

La scienza, sulla seconda ondata del Covid-19, ha avvisato gli esecutivi tempo fa. Per qualche scienziato, la seconda ondata di contagi da Sars-Cov2 è una certezza, mentre per altri si tratta di uno scenario da constatare strada facendo. Certo, i numeri odierni suggeriscono di tenere alto il livello dell'attenzione. E alcuni elementi derivanti pure dalla gestione dei fenomeni migratori sembrano minare il quadro di relativa tranquillità che sta accompagnando gli italiani durante questa estate. Comunque sia, il ministero della Salute ha già predisposto la base per le mosse da fare caso per caso.

Il documento - un vero e proprio "piano" - è già stato inoltrato agli organi competenti, così come ripercorso dall'Agi. Il testo del ministero della Salute, in collaborazione con l'Istituto Superiore di Sanità, è intitolato: "Elementi di preparazione e risposta a COVID19 nella stagione autunno-invernale". Gli esperti immaginano che l'Italia possa essere interessato da quattro diverse condizioni: dalla "Situazione di trasmissione localizzata sostanzialmente invariata rispetto ad oggi..." alla "Situazione di trasmissibilità sostenuta e diffusa ma gestibile dal sistema sanitario...", passando per "Situazione di trasmissibilità sostenuta e diffusa con rischi di tenuta del sistema sanitario...", per arrivare alla "Situazione di trasmissibilità non controllata con criticità nella tenuta del sistema sanitario...".

Ad ogni situazione, viene associato un indice di Rt. Il documento serve a "fronteggiare in modo ottimale un eventuale aumento nel numero di nuove infezioni da SARS-CoV-2 nella stagione autunno-inverno 2020-2021". Come spiegato dalla fonte sopracitata, l'elemento attorno cui ruotano le differenze di gestione è appunto l'indice Rt. Il coefficiente che dovrebbe essere tenuto il più possibile sotto l'uno e che non dovrebbe mai sfondare quella che è considerata una soglia fondamentale per evitare misure stringenti. Il caso più grave tra quelli individuati è il seguente:"situazione di trasmissibilità non controllata con criticità nella tenuta del sistema sanitario, con valori di Rt regionali sistematicamente e significativamente maggiori di 1.5 nel suo intervallo di confidenza inferiore per periodi lunghi (almeno 1 mese)". Se Rt dovesse regionalmente sfondare l'1.5., insomma, saremmo di nuovo in grossi guai sanitari.

Al documento è stata allegata una "check list" che dovrebbe coadiuvare gli enti intermedi nella individuazione delle risorse proprie di ogni settore utile a contrastare anche la diffusione dei contagi. Si legge per esempio della necessità della dotazione di un "Sistema di sorveglianza e monitoraggio epidemiologico e clinico istituito e operativo che consenta l'identificazione precoce di casi sospetti di COVID-19 tra i residenti e gli operatori all'interno di ogni struttura e tempestivo trasferimento presso strutture ospedaliere o alberghiere destinate a soggetti positivi". La sensazione è che, anche per via delle condizioni economiche-sociali, si voglia ragionare prima sui comportamenti e sulle strategie in grado di scongiurare un secondo lockdown.

Da segnalare, qualche minuto fa, la richiesta del governatore della Regione Campania De Luca, che ha domandato al governo la predisposizione di un "un piano specifico di controlli capillari che mobiliti in maniera massiccia e quotidiana tutte le forze dell'ordine, per garantire il rispetto delle norme anti Covid". De Luca ha ventilato un'ipotesi secondo cui, stando così le cose, l'Italia potrebbe dover affrontare una nuova crisi da contagi molto prima della riapertura delle scuole, così come ripercorso dall'Italpress.

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