"Nelle rsa è omicidio colposo": le morti finiscono in procura

Al centro dell'attenzione diversi istituti geriatrici italiani, tra cui il Pio Albergo Trivulzio, finito al centro di un'inchiesta per possibili errori di gestione dei casi di Covid-19. La procura milanese contesta anche il reato di "diffusione colposa di epidemie"

"Nelle rsa è omicidio colposo": le morti finiscono in procura

La procura di Milano sta indagando sulle case di riposo e sul numero dei morti tra i ricoverati per coronavirus, a cominciare da uno degli istituti più conosciuti del capoluogo lombardo, il Pio Albergo Trivulzio. Come spiegato dal procuratore aggiunto di Milano, Tiziana Siciliano, ad Adnkronos, "l'intero sesto dipartimento della procura, competente per la salute pubblica, sta lavorando alle varie segnalazioni: contestiamo reati di diffusione colposa di epidemie e omicidio colposo". Il sospetto, in piena emergenza causata dal Covid-19, è che qualcosa nei protocolli di alcune strutture possa non aver funzionato.

Gli ispettori

E in queste ore è stata comunicata la decisione del ministro della Sanità, Roberto Speranza, e del suo vice, Pierpaolo Sileri, di inviare gli ispettori nel polo geriatrico milanese più conosciuto. Secondo quanto riportato da Repubblica, il Pio Albergo Trivulzio sarebbe finito al centro di un'inchiesta della procura con l'accusa di avere celato casi di contagio, mettendo così a rischio ospiti e sanitari.

"Al Trivulzio tutto sotto controllo"

Intanto, il direttore sanitario dell'Azienda di servizi alla persona, Istituti Milanesi Martinitt e Stelline e Pio Albergo Trivulzio, Pierluigi Rossi, contattato da Adnkronos, dichiara che "la situazione è sotto controllo": "Abbiamo una serie di pazienti attenzionati che presentano i sintomi da Covid-19, che stiamo curando in maniera efficace. Ovviamente, ci sono anche pazienti che decedono. La nostra popolazione è molto anziana e i decessi avvengono non solo per il Covid, ma per molte altre patologie".

I numeri e i contagiati

Come spiegato da Rossi, a marzo, su 70 morti, 18 pazienti sarebbero deceduti in Hospice, a causa di problemi neoplastici. "Alcuni nostri addetti sono stati ricoverati e hanno fatto il tampone e alcuni sono risultati positivi, ma ora, per fortuna, sono tutti dimessi. Dal 21 marzo stiamo anche attuando la politica di controllare la temperatura a tutti quelli che accedono al nostro istituto e chi ha più di 37,5 viene rinviato al domicilio e posto in isolamento cautelare", continua il direttore della struttura, che spiega sia stata applicata "una politica di isolamento di tutti i casi sospetti, che avevano febbre o problemi respiratori, dato che non potevamo fare il tampone". Il direttore sanitario ha poi aggiunto: "Non sappiamo se in futuro, aumentando anche la capacità dei laboratori, ci sarà questa possibilità".

Le "diagnosi di sospetto"

Come spiegato da Rossi, siccome la Regione Lombardia "ha fatto la scelta di privilegiare i pronto soccorso degli ospedali per gli acuti", mentre le strutture come il Pio Albergo Trivulzio non avrebbero avuto la stessa possibilità. "Non abbiamo potuto fare le nostre diagnosi di certezza e quindi facciamo diagnosi di sospetto", ha concluso Rossi. Intanto, Liberi e Uguali, in un'interrogazione parlamentare, il cui primo firmatario è Nicola Fratoianni, presentata in queste ore e rivolta a Speranza, si chiede "di avviare immediatamente tutte le iniziative utili e necessarie a ricostruire la vicenda denunciata dagli organi di stampa su quanto avvenuto nel mese scorso all'interno delle Rsa del Pio Albergo Trivulzio".

La risposta di Gallera

In Lombardia "non abbiamo mai imposto alle Rsa di accogliere i pazienti covid" ma solo alle strutture che avevano aree separate dedicate agli ospiti anziani, di dare spazio anche ai pazienti in via di guarigione. Lo ha precisato l'assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera, nel corso della conferenza stampa giornaliera per fare il punto sull'emergenza. "Non abbiamo mai chiesto né imposto" alle Rsa di accogliere i pazienti dagli ospedali "assieme ad altri anziani" e chi lo dice fa un "atto ignobile, vergognoso che non rende merito all'azione che abbiamo fatto di tentare di salvare vite alle persone".

La delibera regionale

L'assessore regionale lombardo ha ricordato la delibera regionale dell'8 marzo sulla possibilità di spostare pazienti dagli ospedali "per renderli ancora recettivi" e che, ha detto "adesso viene sbandierata e qualcuno ci attacca politicamente". "Abbiamo chiesto anche alle Rsa se avevano la possibilità di fare questo ma in strutture fisicamente indipendenti o in padiglioni separati e anche autonome dal punto di vista organizzativo. Abbiamo detto alle Rsa che si trovano in queste condizioni se potevano e volevano aiutarci a salvare vite, qualcuno lo ha fatto, in numero ristretto", ha proseguito. L'assessore ha quindi parlato di "travisamento della realtà" di chi "ci imputa azioni che sono il contrario di provvedimenti che abbiamo scritto nero su bianco". Un fatto "grave, triste e inaccettabile per chi come noi nella più grande emergenza dell' epoca moderna ha messo in campo misure per offrire speranza", ha concluso.

Gli altri istituti segnalati

In base a quanto ricostruito, le diverse denunce sarebbero sul tavolo del procuratore aggiunto d e riguarderebbero, oltre alla "Baggina", la casa di riposo don Gnocchi, la casa famiglia ad Affori, la Sacra Famiglia di Cesano Boscone e la casa di riposo del Corvetto. Attualmente, le indagini si stanno concentrando sulle posizioni documentali. I fascicoli aperti nascono dalle denunce dei parenti degli anziani, ma anche da associazioni e sindacati che avrebbero segnalato episodi poco chiari.

I controlli in Italia

Speranza avrebbe poi espresso grande preoccupazione per il caso di un'anziana ospite riportata a casa dal Trivulzio, positiva al coronavirus e che ora sarebbe in fin di vita. "Le ispezioni stanno partendo, gli inviati del ministero chiederanno informazioni dettagliate e verificheranno tutti gli atti, avvalendosi anche dell'aiuto dei Nas", ha chiarito Sileri. Il quale ha poi specificato che le disposizioni non riguardano soltanto l'istituto milanese: "Abbiamo deciso di mandare gli ispettori all'Oasi di Troina (Enna, ndr), dove ci sono stati problemi con pazienti disabili. Alla Fontanella di Soleto, in provincia di Lecce, e a Chiaravalle, vicino a Catanzaro, dove ci sono stati dieci morti e c'è un'indagine aperta dalla procura". In base a quanto riportato dal quotidiano, le ispezioni saranno estese a tutte le rsa.

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