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Cucina

Blanc de Blancs 2015, il capolavoro di Bruno Paillard

La giovane ma blasonata maison della Champagne presenta un millesimo da uve 100 per cento Chardonnay che interpreta con precisione l’annata e si lega a una parola – quest’anno “Presenza” – che ne sintetizza la personalità. Tema che viene anche affidato a un artista contemporaneo chiamato a firmare un progetto: in questo caso il californiano Jeff Kowatch

Blanc de Blancs

Ogni millesimo come un’opera d’arte. È questa la filosofia che accompagna l’ultima uscita della maison Bruno Paillard, il Blanc de Blancs 2015, uno Champagne che nasce da una precisa interpretazione dell’annata e che viene affiancato a un progetto artistico firmato dal pittore americano Jeff Kowatch. Un dialogo tra vino e arte che punta a trasformare ogni cuvée in un racconto autonomo, dove il carattere del millesimo trova una corrispondenza visiva attraverso il lavoro di un artista contemporaneo.

Blanc de Blancs
Blanc de Blancs

L’idea è quella di considerare lo Champagne non soltanto come il risultato di un processo produttivo, ma come un’opera di creazione. Ogni annata viene letta nella sua unicità, riceve un tema e viene quindi affidata a un artista chiamato a interpretarne il carattere. Per il Blanc de Blancs 2015 il concetto scelto è “Presenza”, una parola che vuole sintetizzare la personalità del vino: intenso, luminoso, capace di imporsi fin dal primo sorso senza perdere profondità durante l’evoluzione nel bicchiere.

L’annata 2015 è stata caratterizzata da un andamento climatico piuttosto articolato. Dopo un autunno mite e un inverno fresco e piovoso, la primavera ha mantenuto una buona disponibilità idrica, seguita però da circa dieci settimane di siccità tra la fine di maggio e l’inizio di agosto. Le piogge tornate nella seconda metà di agosto hanno favorito una rapida ripresa della maturazione, completata da

un settembre asciutto e fresco che ha consentito di svolgere la vendemmia in condizioni favorevoli tra il 2 e il 18 settembre.

Il vino nasce esclusivamente da Chardonnay provenienti da Grand Cru e Premier Cru della Côte des Blancs, ottenuti dalla prima spremitura. Un quarto della massa viene vinificato in piccole botti di rovere già utilizzate, mentre l’affinamento supera i sette anni sui lieviti, ai quali si aggiungono almeno ventiquattro mesi di riposo dopo la sboccatura. Il dosaggio è extra brut, con 3 grammi di zucchero per litro.

Blanc de Blancs
Blanc de Blancs

Nel bicchiere si presenta con un colore oro pallido brillante e un perlage fine e persistente. Il profilo aromatico si apre su fiori bianchi, per poi evolvere verso il miele, le nocciole, il burro, la pasticceria, gli agrumi canditi, leggere note affumicate e tostate. Al palato emerge una struttura ampia e intensa, sostenuta da una marcata componente minerale. Il finale è sapido, con richiami iodati e una sorprendente freschezza vegetale. Notevole la persistenza così come la speranza di vita, con una longevità presunta di almeno vent’anni.

La produzione rimane volutamente limitata: 16.022 bottiglie, 1.063 magnum e appena 55 jeroboam.

Ad accompagnare il vino, come tutte le annate del Blanc de Blancs, un progetto artistico che quest’anno è stato affidata a Jeff Kowatch, artista californiano nato nel 1965 e residente in Belgio dal 2002. Dopo gli anni trascorsi a New York, Kowatch ha sviluppato una ricerca pittorica fondata sul colore, ispirandosi ai protagonisti dell’astrazione americana come Mark Rothko e Brice Marden, ma recuperando anche tecniche della tradizione fiamminga, in particolare le velature ottenute con antiche ricette a base di olio di lino. Più recentemente ha realizzato una serie di lavori con oil stick su Dibond, caratterizzati da colori intensi e sovrapposizioni di materia che danno vita a superfici luminose e profonde.

La Maison Bruno Paillard nasce con l’obiettivo di creare uno Champagne diverso dagli altri, improntato a purezza, eleganza e complessità. Il suo stile si fonda sull’assemblaggio di cru, uve e

millesimi, sull’uso esclusivo della prima spremitura e su un dosaggio di zucchero ridotto al minimo. Ne derivano vini dalla bollicina finissima, colori naturali, aromi nitidi, grande freschezza, mineralità autentica e una complessità che si affina con il tempo.

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