Ogni millesimo come un’opera d’arte. È questa la filosofia che accompagna l’ultima uscita della maison Bruno Paillard, il Blanc de Blancs 2015, uno Champagne che nasce da una precisa interpretazione dell’annata e che viene affiancato a un progetto artistico firmato dal pittore americano Jeff Kowatch. Un dialogo tra vino e arte che punta a trasformare ogni cuvée in un racconto autonomo, dove il carattere del millesimo trova una corrispondenza visiva attraverso il lavoro di un artista contemporaneo.
L’idea è quella di considerare lo Champagne non soltanto come il risultato di un processo produttivo, ma come un’opera di creazione. Ogni annata viene letta nella sua unicità, riceve un tema e viene quindi affidata a un artista chiamato a interpretarne il carattere. Per il Blanc de Blancs 2015 il concetto scelto è “Presenza”, una parola che vuole sintetizzare la personalità del vino: intenso, luminoso, capace di imporsi fin dal primo sorso senza perdere profondità durante l’evoluzione nel bicchiere.
L’annata 2015 è stata caratterizzata da un andamento climatico piuttosto articolato. Dopo un autunno mite e un inverno fresco e piovoso, la primavera ha mantenuto una buona disponibilità idrica, seguita però da circa dieci settimane di siccità tra la fine di maggio e l’inizio di agosto. Le piogge tornate nella seconda metà di agosto hanno favorito una rapida ripresa della maturazione, completata da
un settembre asciutto e fresco che ha consentito di svolgere la vendemmia in condizioni favorevoli tra il 2 e il 18 settembre.
Il vino nasce esclusivamente da Chardonnay provenienti da Grand Cru e Premier Cru della Côte des Blancs, ottenuti dalla prima spremitura. Un quarto della massa viene vinificato in piccole botti di rovere già utilizzate, mentre l’affinamento supera i sette anni sui lieviti, ai quali si aggiungono almeno ventiquattro mesi di riposo dopo la sboccatura. Il dosaggio è extra brut, con 3 grammi di zucchero per litro.

Nel bicchiere si presenta con un colore oro pallido brillante e un perlage fine e persistente. Il profilo aromatico si apre su fiori bianchi, per poi evolvere verso il miele, le nocciole, il burro, la pasticceria, gli agrumi canditi, leggere note affumicate e tostate. Al palato emerge una struttura ampia e intensa, sostenuta da una marcata componente minerale. Il finale è sapido, con richiami iodati e una sorprendente freschezza vegetale. Notevole la persistenza così come la speranza di vita, con una longevità presunta di almeno vent’anni.
La produzione rimane volutamente limitata: 16.022 bottiglie, 1.063 magnum e appena 55 jeroboam.
Ad accompagnare il vino, come tutte le annate del Blanc de Blancs, un progetto artistico che quest’anno è stato affidata a Jeff Kowatch, artista californiano nato nel 1965 e residente in Belgio dal 2002. Dopo gli anni trascorsi a New York, Kowatch ha sviluppato una ricerca pittorica fondata sul colore, ispirandosi ai protagonisti dell’astrazione americana come Mark Rothko e Brice Marden, ma recuperando anche tecniche della tradizione fiamminga, in particolare le velature ottenute con antiche ricette a base di olio di lino. Più recentemente ha realizzato una serie di lavori con oil stick su Dibond, caratterizzati da colori intensi e sovrapposizioni di materia che danno vita a superfici luminose e profonde.
La Maison Bruno Paillard nasce con l’obiettivo di creare uno Champagne diverso dagli altri, improntato a purezza, eleganza e complessità. Il suo stile si fonda sull’assemblaggio di cru, uve e
millesimi, sull’uso esclusivo della prima spremitura e su un dosaggio di zucchero ridotto al minimo. Ne derivano vini dalla bollicina finissima, colori naturali, aromi nitidi, grande freschezza, mineralità autentica e una complessità che si affina con il tempo.