Cuenca, la città degli artisti che l’Unesco ha dichiarato patrimonio dell’Umanità

A Cuenca, nella Mancha, succedono cose strane. Può capitare, come sosteneva agli inizi del secolo scorso lo scrittore spagnolo Pio Baroja: «di vedere un asino affacciarsi al settimo piano di una casa». E passeggiando lungo le vie del centro cittadino (origini arabe, anima spagnola), ci si può imbattere in una lunga fila di turisti venuti fin qui per una mostra, come se avessero preso i due musei cittadini di arte contemporanea per il Thyssen-Bornemisza o il Prado di Madrid. C'è una spiegazione. Le case di questa cittadina che l'Unesco ha dichiarato Patrimonio dell'Umanità, 50mila anime nel cuore spagnolo della penisola iberica, sono casas colgadas: sospese, cioè, lungo il perimetro della cittaddella araba costruita a strapiombo sulla gola del fiume Huécar, con i piani più alti a livello strada (dove ai tempi di Baroja passeggiavano gli asini) e quelli inferiori aggrappati alle viscere della roccia. Per i torpedoni di turisti invece la questione è più complessa: durante la dittatura franchista, molti artisti lasciarono il paese per un esilio volontario nelle capitali europee. Una volta tornati in patria, cercarono ispirazione nei luoghi tranquilli della provincia a sud di Madrid. A Cuenca viveva già Gustavo Torner. Poi arrivarono Fernando Zóbel, Gerardo Rueda e Antonio Saura, che a sua volta chiamò Antonio Pérez. Insieme diedero un impulso decisivo al recupero della città vecchia, allora quasi abbandonata. E fondarono due musei straordinari: la Fundación Juan March, un edificio (sospeso) oggi sede del Museo de Arte Abstracto Español (www.march.es). E il Museo de Arte Contemporáneo Antonio Pérez nell'ex convento delle Carmelitane, con un'esposizione permanente di 2600 opere e mostre temporanee di artisti del calibro di Miró, Man Ray, Warhol, Brancusi (www.dipucuenca.es). Lì accanto, un indirizzo speciale, dedito a un'altra forma d'arte: la Posada de San José, un'architettura del XVII secolo dove servono menu a base di tapas e ricette della regione (ottimi gli arrosti e i formaggi, www.posadasanjose.com). Per dormire nella storia, nell'antico convento di San Pablo è stato aperto il Parador de Cuenca. Si affaccia sulla gola del fiume Huécar, e ha la migliore vista sulle case arroccate della città vecchia (www.parador.es). Come arrivare: con la R3 - A40 da Madrid (169 km), o con la A3 - N320 da Valencia (199 km). In alternativa c'è il treno da Madrid. Info: Ente Spagnolo per il Turismo in Italia, tel. 199906082, www.spain.info/it

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