Forse è di Plinio il Vecchio il cranio scoperto sulla spiaggia di Ercolano

Il teschio fu scoperto più di cento anni fa. Ora, nuove analisi, avvalorano l'ipotesi che si tratti dei resti dell'intellettuale romano

Potrebbe essere proprio di Plinio il Vecchio il teschio ritrovato più di cento anni fa sulla spiaggia tra Ercolano e Stabia. Andrebbero in questa direzione i risultati di un nuovo progetto di ricerca, durato 2 anni, che ha permesso di svolgere nuovi esami sui resti.

Il cranio venne scoperto ai primi del 1900 da un ingegnere napoletano, Gennaro Matrone, che fece eseguire alcuni scavi vicino alla spiaggia di Stabia. Le ricerce portarono alla luce 70 scheletri, fose uccisi dal gas liberato dal Vesuvio durante l'eruzione del 79 d.C. Tra questi c'erano anche un cranio e una mandibola, carichi di insegne militari e ora conservata dall'Accademia di arte sanitaria a Roma.

I risultati delle ricerche, effettuate su teschio, mandibola, denti e Dna, avvalorano l'ipotesi che si tratti dei resti di Plinio il Vecchio, l'intelletuale ed eroico ammiraglio, che era intervenuto durante l'eruzione del Vesuvio, in aiuto dei civili. Come racconta il nipote, Plinio il Giovane, in due lettere, nel 79 d.C., l'intellettuale si trovava sulla spiaggia di Stabia, prendendo parte alla prima operazione documentata di protezione civile della storia.

L'input iniziale dello studio era partito da Flavio Russo aveva preso in esame una serie di importanti indizi, basandosi sulla pubblicazione dello Stato maggiore della Difesa del 79 d.C., Rotta su Pompei. Poi lo storico dell'arte Andrea Cionci aveva suggerito di far eseguire una serie di analisi, portate a termine grazie a sponsor privati e alla onlis Theriaca: è iniziato così il Progetto Plinio. Inizialmente, l'esame su denti e mandibola inferiore avevano fornito un'età che non corrispondeva a quello di Plinio il Veccio: 37 anni, mentre l'intellettuale era morto a 56. Poi, però, gli studiosi hanno scoperto che cranio e mascella non appartenevano alla stessa persona: la mandibola potrebbe essere appartenuta a uno schiavo dell'ammiraglio. L'età del cranio, invece, corrisponde a quella di Plinio e nello scavo era stato ritrovato un "ricco corredo aureo", corrispondente a quello di un alto ammiraglio romano.

"Le probabilità che la calotta cranica sia di Plinio aumentano- ha spiegato Cionci- ma una sola cosa è assolutamente certa: fino allo stato attuale degli studi nessun indizio è emerso per negare che questa calotta cranica appartenga veramente al grande personaggio". Gli elementi sembrano andare in questa direzione, ma la certezza non c'è ancora e il lavoro dell'Accademia continua: "Sperando che l'Accademia possa essere sovvenzionata, o dallo Stato o da altri privati, proseguiremo nelle ricerche".

Commenti
Ritratto di Quintus_Sertorius

Quintus_Sertorius

Ven, 24/01/2020 - 21:34

Interessante. Ma il ragionamento di Cionci è antiscientifico, non è quasi mai possibile provare un'ipotesi negativa.