L'Heidegger inedito sugli ebrei: "Nella Shoah si autoannientarono"

L'ultima scoperta dai "Quaderni neri" del filosofo tedesco. Che scriveva: "Gli Alleati hanno fermato il progetto del popolo tedesco. Una colpa peggiore di Auschwitz"

Torna ad allungarsi l'ombra dell'antisemitismo sulla figura del filosofo tedesco Martin Heidegger. Nuove frasi choc che rivelano come Heidegger ritenesse che l'Olocausto fosse "l'autoannientamento degli ebrei": la tesi emerge dal nuovo volume dei "Quaderni neri", che sta per essere pubblicato in Germania dall’editore Klostermann.

Cinquecentosessanta pagine di appunti redatte tra il 1942 e il 1948, tra cui un quaderno risalente al 1945-46, recuperato la scorsa primavera dopo che si pensava fosse andato perduto. Si tratterebbe di un tassello fondamentale per ricostruire il pensiero del filosofo tedesco in merito all'ebraismo e all'Olocausto negli anni a cavallo della Seconda guerra mondiale.

Sono i mesi, in particolare, in cui la Germania conosce la sconfitta per la seconda volta in meno di trent'anni: il suolo tedesco invaso dagli eserciti stranieri, il Paese in macerie, il sogno del Reich millenario infranto. Heidegger ragiona sulla "storia dell'Essere", alla ricerca di una via per salvare l'anima dell'Occidente. E quando filosofa, lo fa anche sugli ebrei. Con tesi inquietanti.

Nella shoah gli ebrei si sarebbero autoannientati; la responsabilità è quindi solo loro, il termine-chiave "Selbstvernichtung", autoannientamento. Già nel 1940 e nel 1941, per la verità, come scrive il Corriere, era stata menzionata la necessità di una "purificazione dell'Essere", in relazione alla nozione di autoannientamento.

Nella concezione heideggeriana gli ebrei sarebbero quindi gli agenti della modernità, colpevoli di aver minato le fondamenta dello spirito occidentale, collaborando all'accelerazione della tecnica. Unico baluardo contro questa deriva sono il popolo tedesco e il suo spirito. E, conclude Heidegger, cos'è Auschwitz se non l'industrializzazione dello sterminio? Promotori dell'accellerazione della tecnica, gli ebrei si sarebbero così autodistrutti.

La "comunità degli ebrei — scrive nel 1942 — è nell’epoca dell’Occidente cristiano, cioè della metafisica, il principio di distruzione. Solo quando quel che è essenzialmente 'ebraico', in senso metafisico, lotta contro quel che è ebraico, viene raggiunto il culmine dell’autoannientamento nella storia".

L'olocausto sarebbe quindi il "sommo compimento della tecnica" che, consumata ogni cosa, avrebbe finito per usurare se stessa. Ciò che distruggeva avrebbe finito per distruggere, in ultima istanza, anche se stesso. Solo dopo la fine, rappresentata dall'ebreo, può avere inizio il "nuovo mattino europeo".

Certo, alla fine della guerra, l'annientamento del popolo ebraico, per quanto immane, non ha raggiunto tutti: gli agenti di quella macchinazione potrebbero sembrare i vincitori, rappresentando ancora un pericolo per i tedeschi, a rischio di essere trascinati nel loro "ingranaggio di morte".

"Gli Alleati - conclude Heidegger - non hanno compreso la missione dei tedeschi e li hanno fermati nel loro progetto planetario. Questo crimine sarebbe ben più grave di tutti gli altri crimini, questa colpa non avrebbe termini di paragone, neppure con le "camere a gas" (espressione inserita tra virgolette!). Per la storia dell’Essere il vero incommensurabile misfatto è quello compiuto contro il popolo tedesco che avrebbe dovuto salvare l’Occidente."

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Commenti

Spaccaossa

Lun, 09/02/2015 - 19:16

Allo Stato di Israele massima stima e simpatia. Agli Ebrei presi singolarmente qualche perplessità da quando il mio compagno di banco mi disse: "Io non sono Italiano, io sono Ebreo".

Ritratto di BIASINI

BIASINI

Lun, 09/02/2015 - 19:49

Sono cose risapute. Si guardò bene dal condannare le leggi razziali tedesche e di difendere la sua amante Hannah Arendt, ebrea, che fu costretta ad emigrare in America. Analogo trattamento riservò al suo maestro e mentore Husserl, ebreo pure lui. La sua filosofia contorta e oscura, volutamente oscura, è la fotografia dell'uomo. Un nullità.

profpietromelis...

Lun, 09/02/2015 - 20:55

da pietromelis.blogspot.com domenica 8 febbraio 2015 IL GRANDE ERRORE DEL GRANDE HEIDEGGER. NON PREVIDE NELL'ISLAMISMO IL VERO NEMICO DELL'OCCIDENTE

profpietromelis...

Lun, 09/02/2015 - 20:57

domenica 8 febbraio 2015 IL GRANDE ERRORE DEL GRANDE HEIDEGGER. NON PREVIDE NELL'ISLAMISMO IL VERO NEMICO DELL'OCCIDENTE da pietromelis.blogspot.com

Ritratto di moshe

moshe

Lun, 09/02/2015 - 20:59

Gli idioti tedeschi non finiscono mai, sono come le blatte, infestano tutto.

Ritratto di Runasimi

Runasimi

Mar, 10/02/2015 - 01:29

Mi chiedo che differenza ci sia tra filosofi come Heidegger e certi filosofucci nostrani che inneggiano alla violenza di quei "bei giovanottoni" (sic) che si oppongono alla costruzione dell'alta velocità ferroviaria.

Ritratto di giuseppe zanandrea

giuseppe zanandrea

Mar, 10/02/2015 - 03:19

anche Heidegger è un pensatore che giganteggia nel mare del nihilismo edonistico che ci ammorba. Certo con gli ebrei ci va pesante e i tempi non lo consentono. Ma io il pensiero di questo come di altri pensatori fondamentali che identificano lo spirito occidentale...lo vorrei vedere nei programmi di insegnamento nelle scuole. Ma si sa, la storia la scrivono i vincitori- che per ora sono quelli stessi che ci ammorbano di retorica pacifista e suicida nei confronti dell' Islam. Sugli ebrei posso non condividere quanto dice, ma grande rispetto a questo filosofo che come Nitsche ha lasciato un' impronta indelebile nel pensiero occidentale.

Dordolio

Mar, 10/02/2015 - 08:12

Heidegger si cimenta - come è ovvio - nella filosofia. Si fosse occupato di economia avrebbe invece concluso che i successi della Germania hitleriana furono di origine puramente ebraica. L'artefice della rinascita tedesca (nazista) fu infatti Schacht. Economista immenso, ed ebreo. Non capisco perchè non se ne parli mai. Anzi, lo comprendo benissimo...

salvatore40

Mar, 10/02/2015 - 18:29

Tesi stampalata,davvero.Ma coerente con principi teorici da Heidegger ritenuti assolutamente validi, come la condanna della Tecnica qua talis. Il filosofo spesso vede una sola traiettoria,procede su quella come toro impazzito come nella fiesta di san Firmin a Pamplona. L'ebraismo metafisico, oltre a essere una assurdità,è in un pensatore TEDESCO una sorta di PRAEGUNG preconcettuale da cui un grande pensatore poteva benissimo liberarsi. Possibile che una persona colta e acutissima come lui non si sia soffermata sul monologo shakespeariano di Shylock? Peccato, avrebbe capito che gli ebrei sono di razza umana. Qualche genio ha trovato difficoltà nel comprendere l'uomo !Di certo filosofume si può anche morire -

angelomaria

Mer, 11/02/2015 - 15:14

RIPUDIANTE ARTICOLO!!!

Libertà75

Mer, 03/06/2015 - 16:25

Heidegger ha ragione sul fatto che i centri di potere (solitamente poco popolosi) che dirigono la maggioranza delle persone finiscono prima o poi nella storia per essere odiati e sovverchiati (per questo esistono le rivoluzioni). Pur essendo vero questo, nessuno avrebbe dovuto auspicare un olocausto (e su questo dovrebbe vergognarsi di chiamarlo progetto), forse sarebbe stato sufficiente espropriare le ricchezze e cacciare le persone. Purtroppo Hitler considerò 3 fattori: 1 che le persone in vita si lamentano più di quelle morte, 2 che il genocidio degli armeni non aveva scosso più di tanto la comunità internazionale e 3 l'ascesa del comunismo in Russia fu ottenuto con un bagno di sangue. Diciamo che gli ebrei più che vittime di se stessi, furono principalmente vittime di un periodo storico che non concepiva il dissenso, la convivenza e la democrazia. Speriamo l'uomo non si macchi nuovamente di tale vergogna.

forbot

Mer, 27/01/2016 - 16:25

! ... " salvare l'Occidente "... come medico per salvare il malato? Gli dico : Medico, salva te stesso !