"Non deve più accadere", in tv il diario-denuncia di Alessandra Appiano

Un racconto autobiografico dei sali e scendi di una vita stretta nella morsa della depressione: Alessandra Appiano è stata riportata in tv a due anni dalla morte per denunciare l'omertà sulle malattie psicologiche

"Non deve più accadere", in tv il diario-denuncia di Alessandra Appiano

Alessandra Appiano è scomparsa a Milano il 3 giugno del 2018, portata via dalla depressione mentre si trovava ricoverata in ospedale. Si è suicidata per quel male di vivere che è ancora un tabù, per il quale il documentario che le è stato dedicato può rappresentare una picconata nel muro dell'omertà. L'amica di salvataggio, questo il titolo, è un doc scritto dalla penna di suo marito Nanni Delbecchi e di Vito Oliva, amico di una vita che li aveva presentati.

Il racconto si è svolto all'interno dell'appartamento che Delbecchi ha condiviso con Alessandra, attraverso le stanze e gli spazi che sono stati il loro rifugio e il loro nido. A dare voce ad Alessandra Appiano è stata Lella Costa, perfetta interprete dei pensieri e delle parole della giornalista in una narrazione che ha scelto il registro autobiografico per entrare dritto nella mente di chi, in seconda serata, si è trovato a vivere in punta di piedi le emozioni e le paure di una delle scrittrici e giornaliste più note degli ultimi vent'anni. Ed è così che Alessandra Appiano è stata raccontata dal suo punto di vista, attraverso i suoi diari, i suoi appunti, gli articoli e le interviste realizzate nel corso della sua carriera, camminando negli ambienti che l'hanno ospitata e l'hanno accolta negli ultimi anni della sua vita.

Alessandra Appiano è stata raccontata, o meglio, si è raccontata insieme agli amici di sempre, personaggi che ne hanno incrociato il cammino e che hanno arricchito la trama del documentario con i loro ricordi e aneddoti. La storia si è snodata come se fosse un viaggio nella vita di Alessandra Appiano, realmente vissuta o da lei immaginata, che con incedere lento e inesorabile è cambiata nel suo percorso, trasformandosi fino a essere completamente attanagliata dalla depressione, dal disagio e dalla malinconia. Un male di vivere che emerge con delicatezza, cambiando il registro del racconto. È Alessandra a raccontarlo, perché nessuno più di chi l'ha vissuto ne può definire contorni e ne può toccare le corde più profonde.

Il lavoro di Nanni Delbecchi e di Vito Oliva per questo documentario, con il supporto degli amici e dei conoscenti, è stato orientato non solo al ricordo di Alessandra Appiano. Attraverso lei e le sue parole, il documentario è uno squarcio delicato ma deciso nel muro dell'omertà delle malattie psicologiche, ancora coperte dal drappo dell'indifferenza e di una scarsa attenzione. È un atto di denuncia affinché la sua morte non sia stata vana. "Non deve più accadere", ha detto il marito a la Repubblica.