La passione per il noir nasce da piccoli (brividi)

Escono antologie con storie di Sherlock Holmes e Miss Marple rivisitate per lettori in erba. A curarle giallisti come Malvaldi e De Giovanni

La passione per il noir nasce da piccoli (brividi)

Gli Oscar Junior Mondadori giocano un poker d'assi di classici per ragazzi. Si tratta di quattro volumi antologici che ripropongono un'accurata selezione di storie di suspense illustrate da Fabio Visintin e siglate da Arthur Conan Doyle, Edgar Allan Poe, H.P Lovecraft e Agatha Christie. A scegliere le storie sono stati quattro protagonisti del noir italiano contemporaneo: Maurizio De Giovanni, Gianni Biondillo, Sandrone Dazieri e Marco Malvaldi. Ognuno di loro racconta in maniera sincera il proprio rapporto emozionale con queste letture. Così nella prefazione de Le avventure di Sherlock Holmes (che raccoglie cinque inchieste del segugio di Baker Street) De Giovanni confessa: «Io l'ho incontrato a dodici anni, Sir Arthur, me l'ha presentato mio padre, quando ha deciso che ero abbastanza grande per divertirmi leggendo, e per capire che i superpoteri non erano soltanto una faccenda da muscolosi ragazzi americani con strani costumi colorati ma che potevano anche consistere nelle capacità di capire, con una semplice occhiata, il mestiere di una donna dalla manica del suo cappotto». Lo scrittore napoletano ci tiene a spiegare ai ragazzi come la letteratura sia magica e quanto i personaggi mantengano la loro forza viva a distanza di anni: "perché vedrete a questo serve la letteratura: a immaginare. A esercitare quel fragile muscolo involontario che si chiama fantasia».

Dal canto suo, Gianni Biondillo per avvicinare i giovani a Poe, «cantore della paura e della meraviglia», in Storie di terrore e follia confessa che quando era bambino giravano pochi libri a casa sua e che talvolta era persino costretto a rubarli. Fra i suoi furti racconta quello effettuato alla Biblioteca della Scuola Elementare di via Trilussa: una copia di Ventimila leghe sotto i mari . «Se con Verne ho scoperto la magia della letteratura, con Poe è come se avessi fatto un corso accelerato di ciò che si può fare scrivendo. Poe mi fece diventare un lettore consapevole. E a pensarci bene già la sua vita è un romanzo, una storia affascinante e terribile». E così passando da Il pozzo e il pendolo a Il gatto nero , Biondillo fa entrare i piccoli lettori nello studio del grande narratore americano mostrandone l'estrema duttilità nello scegliere stili, storie e personaggi.

Sandrone Dazieri, invece, per presentare H.P. Lovecraft e i suoi Racconti dell'incubo sceglie di rievocare quando con alcuni compagni delle medie fondò il Wonder Club. Si trattava del luogo di ritrovo di cinque studenti che avevano scelto «tanto di statuto e inno cantato sulle note di una trasmissione tv di cartoni animati. Scopo del club, a parte la discussione e il prestito di libri e fumetti, era quello di entrare in contatto con altri come noi, scrivendo agli indirizzi che trovavamo nelle appendici di riviste specializzate». Se il tentativo di entrare in contatto con altri ragazzi risultò infruttuoso, durante uno di quegli incontri saltò fuori Storie di fantasmi e racconti del soprannaturale di Lovecraft, volume che fece scoprire a Dazieri un autore davvero strano. Uno scrittore che sembrava avere inventato un genere a sé dove «erano mescolati mostri, magia, sogni e viaggi nello spazio» e che faceva uso di una «scrittura molto più elaborata e colta di quella a cui ero abituato con termini arcaici e dissertazioni filosofiche». Galeotta per la scoperta de Le indagini di Miss Marple è stata invece per Marco Malvaldi una brutta febbre. Lui chiese a sua madre di portargli un fumetto di Asterix e lei ritornò a casa con un giallo di Agatha Christie. «Uno di quelli che piacciono tanto a tuo fratello» e che aveva per protagonista «una vecchietta che risolve i casi mentre lavora a maglia». Malvaldi avrebbe preferito lasciare il libro sul comodino ma un guasto al televisore improvviso lo costrinse «a fare qualcosa di più divertente che giocare al termosifone prendendo il mano il libro con quel personaggio demenziale». A fare innamorare delle storie dell'arzilla vecchietta lo scrittore toscano è stato il suo talento innato per «il pettegolezzo investigativo» che le permette di risolvere qualsiasi caso. Inoltre, ammette Malvaldi, esiste nella sua testa una personale Miss Marple che è «un cocktail speciale di mia nonna Tilde, della signorina Ferro e della vedova Sbrana, dolci vecchiette che hanno popolato la mia infanzia».

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