Dal rigattiere di parole: Sputatondo

“Persona che sta sul grave in checchessia, e parla sentenziando e con sonanti parole” (Rigutini e Fanfani), “che ostenta gravità fuor di proposito” (Palazzi),” in tuono da oracolo” (Panlessico)

 Dal rigattiere di parole: Sputatondo

“Persona che sta sul grave in checchessia, e parla sentenziando e con sonanti parole” (Rigutini e Fanfani), “che ostenta gravità fuor di proposito” (Palazzi),” in tuono da oracolo” (Panlessico).

Sinonimo è “sputasenno”, che a sua volta rimanda a “cacasenno”, “cacasentenze”, “cacasodo”, “cacapensieri”: parole molto affini, dense di sarcasmo popolare grazie alle espulsioni fisiologiche alle quali rimandano, tutte voci medievali e di gusto boccaccesco.

Imparentata, pur con significato diverso, è la parola “sputazzucchero”, “spirante dolcezza, nauseante nel parlare” (Manuzzi).

“Sputapane”, invece, appartiene allo stretto ambito del desco familiare: “pesce che per essere liscoso obbliga spesso a sputare le lische ed il pane con che si mangia” (Zanoletti).

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