Dal rigattiere di parole: "Telamone"

Bella parola dotta del linguaggio architettonico, usata soprattutto al plurale per indicare le figure maschili scolpite e usate come colonne, pilastri o lesene per sostenere mensole, modiglioni, cornici, architravi

Dal rigattiere di parole: "Telamone"

Bella parola dotta del linguaggio architettonico, usata soprattutto al plurale per indicare le figure maschili scolpite e usate come colonne, pilastri o lesene per sostenere mensole, modiglioni, cornici, architravi. Deriva dal greco telamon, identico in latino, a sua volta tratto dal greco tlamon (“che sopporta, che sostiene”), da cui anche il latino tollere (alzare, levare in alto, prendere su di sé). Telamone era un altro nome di Atlante; e proprio Atlante – il gigante della mitologia greca che reggeva sulle spalle il mondo – è indicato dallo Zingarelli come sinonimo di telamone nel significato di colonna.

La parola ha anche il suo corrispettivo femminile, che è cariatide: le cariatidi sono le statue femminili poste a reggere quegli stessi pesi architettonici. Il nome deriva dalle donne della città di Caria (o Carie), in Laconia, fatte schiave dagli ateniesi i quali per perpetuare la vergogna dei vinti vollero rappresentarle come sostegni negli edifici. Cariatide, nell'uso, ha avuto più fortuna di telamone, e questo lo si deduce da due fatti: il primo, perché può indicare anche statue maschili, e non solo femminili, quindi ha allargato il suo perimetro; il secondo, perché ha assunto nel tempo significati metaforici che telamone non ha. Cariatide, nel linguaggio comune, è spregiativo e indica genericamente una persona – donna o uomo - “vecchia e brutta” , “che rappresenta un passato ormai superato” (Devoto Oli), “persona grande e grossa

che se ne sta ritta o impettita senza smuoversi, o è comunque tarda, indolente”; e anche: “sostenitore di idee antiquate, persona anziana” (Treccani), “persona così immobile o silenziosa da ricordare una statua” (Dir). Per il Tommaseo far da cariatide significa “sostenere meccanicamente e servilmente un uffizio in pro d'altri e ad altrui volere”, invece lo Zingarelli riporta un esempio netto come una sciabolata: “una cariatide rinsecchita”. Cariatide, con la stessa derivazione da Caria, era anche un epiteto di Diana e cariatidi erano le feste che le vergini della città tenevano in onore della dea.

Un quasi-sinonimo di cariatide è canefora: indica sempre l'elemento architettonico che sostituisce le colonne, ma questa volta raffigurante una fanciulla che porta un cesto sulla testa. Le canefore infatti nell'antica Atene erano le vergini che nelle processioni reggevano sul capo una cesta in cui venivano riposti oggetti sacri.

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