Alla Scala arriva Romeo et Juliette

Lo spettacolo di Charles Gounod torna nel teatro milanese dopo nove anni nell'allestimento di Bartlett Sher, caratterizzato dalla scenografia tradizionale ma da una recitazione decisamente moderna

Al Teatro alla Scala di Milano dal 15 gennaio c'è Romeo et Juliette, di Charles Gounod.

L’allestimento, che vede alla regia Bartlett Sher, apprezzatissimo regista di musical pluricandidato ai Tony Awards - tradisce in parte l’approccio “americano” al lavoro di Gounod: complice sicuramente anche la produzione della Metropolitan Opera House di New York, l’opera appare a tratti tradire un certo spirito “broadwayano” che forse qualche tradizionalista non apprezzerà totalmente. In realtà, spostando il punto di vista, si può interpretare questa messa in scena come un tentativo riuscito di portare uno stile recitativo moderno e - di conseguenza - più prossimo ai gusti contemporanei, pur mantenendo tradizionale la scenografia. La buona riuscita di questa declinazione dell’opera è senz’altro dovuta anche al cast: i cantanti sono anche ottimi attori, a partire da Giulietta e Romeo, interpretati rispettivamente da Diana Damrau e Vittorio Grigolo.

Lunga fu la gestazione di quest'opera da parte del suo autore: Gounod la iniziò nel 1841, durante un suo viaggio in Italia, utilizzando un famoso libretto di Felice Romani sulla storia dei due amanti veronesi. Il progetto fu però poi abbandonato e ripreso solamente nel 1865, su un libretto di Jules Barbier e Michèl Carrè, e completato in pochi mesi.

Per esordire, però, ben due anni dopo, al Théâtre Lirique du Châtelet, con grande successo; e diventare una delle opere più rilevanti del suo autore, che rimaneggiò comunque ancora, più e pù volte, la sua opera, fino alla versione definitiva, quella del 1888, rappresentata all’Opera National de Paris e diretta dal compositore stesso.

Fu con quest’opera che Gounod diede inizio a un nuovo genere, che rivoluzionò l’opera francese nella seconda metà dell’Ottocento: il “drame lyrique’” un tipo d’opera che se da una parte è certamente influenzata dal modello wagneriano, dall’altra ne rifiuta la platealità, insistendo piuttosto nella ricerca di un dramma interiorizzato.

E, ca va sans dire, con un canto tipicamente francese: Gounod, non per caso, fu il fondatore della "melodie" francese.

L'opera è diretta da Lorenzo Viotti, qui al suo debutto scaligero, pur essendo - a soli trent’anni - direttore designato dell’Opera di Amsterdam e già presente nelle stagioni delle grandi orchestre europee. Il Coro e l'orchestra sono quelle del Teatro alla Scala.

Nel cast sono presenti Sara Mingardo, Mattia Olivieri, Marina Viotti.

Romèo et Juliette resterà al Teatro alla Scala di Milano fino al 16 febbraio 2020.

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