Una strampalata commedia amara da non perdere

A Zonzo è una commedia amara ma irresistibile sulla solitudine e l'inconsistenza dei rapporti umani. Tre stralunati protagonisti portano in scena il lato più tragicomico della vita di un'intera generazione....

Un boy-scout, un medico, un cantante. Non è l'inizio di una barzelletta: sono i protagonisti dello spettacolo “A zonzo”, progetto e regia della Compagnia InBalìa, in scena a Campo Teatrale fino a domenica 26 ottobre.

I tre attori (Marco Cacciola, Michelangelo Dalisi, Francesco Villano) sono tre stralunati “deficienti” che tentando di sfuggire ad una catastrofica invasione aliena, non fanno altro che girare in tondo facendosi domande simil-esistenziali sulla vita, i rapporti umani e il futuro.

Sono tre uomini soli: il medico ha alle spalle un matrimonio naufragato a causa di episodi di violenza domestica (che si scoprirà alla fine perpetrati dalla moglie ai suoi danni), il cantante vive del ricordo malinconico di una donna di cui nulla si sa se non che era bellissima, lo scout (anche chiamato Padre per la sua vocazione a infondere pace e speranza nel prossimo) è reduce da anni di solitudine su un ghiacciaio perché stanco dell'egoismo della gente.

Il medico, che poi in realtà pare non abbia mai preso una laurea (come non pensare a taluni sedicenti Dottori?), è l'improbabile leader di questa stralunata compagnia: dà ordini, indica la rotta, sostiene con rinforzi di medicine il morale del gruppo, si sacrifica per gli altri facendosi catturare dagli alieni.

Lo scout, dopo aver “visto la luce” sulle vette del ghiacciaio, cerca di infondere gioia al gruppo ma senza molto successo. Gli altri due lo emarginano e alla speranza nel futuro e nel genere umano, preferiscono farsi di medicine per alzare artificialmente il livello di serotonina.

Il cantante, fan di David Bowie, di cui indossa una maglietta sdrucita, insieme ad una giacca frangiata molto '70s, si rifugia nella musica e nella gioia dei tempi che furono.

Parlano di sé, si confidano, si drogano di una felicità fittizia ma nessuno si fida del prossimo. Il nemico sono gli alieni che non si vedono ma sono ovunque, anche davanti al palco. Gli alieni siamo noi tutti: ci incontriamo, ci confrontiamo, litighiamo, ci divertiamo insieme ma rimaniamo inevitabilmente estranei se non nemici l'uno verso l'altro. Una sottesa diffidenza e indifferenza pare legarci gli uni agli altri.

Una commedia strampalata come lo sono i suoi protagonisti che lascia l'amaro in bocca: un ritratto impietoso e scanzonato di quello che siamo tutti noi oggi. Alieni che non fanno altro che girare a zonzo.

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