Pansa: "Vi racconto l'Italia in cui tutti, o quasi, gridavano Eia Eia Alalà"

Nel suo nuovo libro Giampaolo Pansa autore del «Sangue dei vinti» ricostruisce l'ascesa del fascismo e il consenso di massa al regime. Che molti dimenticano...

Si chiama Eia Eia Alalà ed è in libreria da oggi. Se non bastasse il titolo (a caratteri cubitali rossi in stile molto littorio), ci pensa il sottotitolo a spiegare che cosa si può trovare in questo volume (Rizzoli, pagg. 378, euro 19,90) a firma Giampaolo Pansa: Controstoria del fascismo . Pansa infatti, usando l'artificio del romanzo - «a me il lettore piace acchiapparlo per la coda, non annoiarlo a colpi di saggio» - mette i puntini sulle «i» della storia italiana della prima metà del '900 per spiegare che cosa sia stato e come sia nato il Ventennio mussoliniano. Il suo espediente narrativo è partire dalla sua terra e raccontare attraverso le vicissitudini del possidente terriero Edoardo Magni (personaggio di fantasia, ma nel libro ce ne sono molti realmente esistiti) come l'Italia sia diventata, convintamente, fascista. E lo sia rimasta a lungo. Non c'è bisogno di dire, viste le scomode verità venute a galla con i suoi precedenti libri (a partire da Il sangue dei vinti ) e il tema, che la polemica è garantita. E che qualche gendarme della memoria, per usare un'espressione dello stesso Pansa, avrà qualcosa da dire.

Dunque, Eia Eia Alalà. L'urlo di una generazione?

«Non sai quante volte l'ho sentito gridare quando ero bambino ed ero un Figlio della Lupa. Ho anche una foto in cui, piccolissimo, facevo il saluto romano, davanti al monumento ai Caduti. Non ho fatto in tempo a diventare balilla, però. Il regime è caduto prima. E per quanto in casa dei gerarchi sentissi dire peste e corna. Il sottofondo della vita degli italiani era quello lì».

Per questo l'hai scelto come titolo?

«In parte, volevo anche un titolo che cantasse. Che rendesse l'idea di quello che a lungo il regime è stato per gli italiani. L'avventura del fascismo è stata legata all'idea di vincere, di migliorare il Paese. Rende l'idea di quella giovanile goliardia che affascinò molti. Un fascino che iniziò a incrinarsi solo con le orribili leggi razziali e crollò definitivamente solo con gli orrori della guerra».

Non molti hanno voglia di ricordare che il fascismo ebbe davvero una presa collettiva. Tu invece questo lo racconti nel dettaglio...

«Ho voluto fare un racconto senza il coltello tra i denti. Che cosa rimprovero io a storici, anche molto più bravi di me che di solito scrivono su Mussolini? Ma di avere una partecipazione troppo calda, schierata. Io, anche grazie all'invenzione di un personaggio come Magni, invece ho cercato di fare un racconto neutrale. Per chi c'era è un'ovvietà che il fascismo ebbe un consenso di massa. Tutti erano fascisti tranne una minoranza infima. Gli antifascisti erano una scheggia microscopica rispetto a milioni di italiani. Gli italiani ieri come oggi volevano solo un po' di ordine... E Mussolini glielo diede. Ai più bastò».

Tu attribuisci molte responsabilità ai socialisti che favorirono involontariamente il successo del fascismo, regalandogli il potere... A qualcuno verrà un colpo!

«La guerra perpetua tra rossi e neri creava sgomento. Gli scioperi nelle città, ma soprattutto nelle campagne crearono il caos... Si minacciò la rivoluzione senza essere capaci di farla davvero. Si diede l'avvio alle violenze senza calcolare quali sarebbero state le reazioni. E per di più, esattamente come la sinistra attuale, i socialisti erano perpetuamente divisi. Pochi capirono quanto fosse grave la situazione. Tra questi Pietro Nenni, il quale a proposito della scissione comunista del 1921 scrisse: “A Livorno è cominciata la tragedia del proletariato italiano”».

Però qualche responsabilità la ebbe anche la borghesia italiana, o no?

«Noi non avevamo la tradizione liberale di altri Paesi. Ed eravamo in una situazione economica terribile che a tratti mi ricorda quella di oggi. C'erano dei partiti-casta in cui la gente non si riconosceva e lo scontro tra ceti (o classi) era alle porte... Il nero è nato dal rosso, la paura ha fatto allineare gli italiani come vagoni ferroviari dietro a Mussolini. Non per obbligo, nonostante le violenze degli squadristi. Sono stati conquistati dalla grande calma dopo la marcia su Roma. L'italiano dei piccoli centri, delle professioni borghesi, voleva soltanto vivere tranquillo. Avuta la garanzia di una vita normale e dello stipendio a fine mese, di chi fosse a palazzo Chigi o a palazzo Venezia gli importava poco».

Qualunquismo?

«L'Italia continuava a essere soprattutto un Paese agricolo. Lo sciopero agrario del 1920 rischiò di paralizzare la campagna. Le leghe rosse impedendo la mungitura, nel libro lo racconto, minacciarono di far morire le mucche... Da lì nacque un fascismo virulento e tutto particolare che poi si prese la rivincita. Il fascismo è stato il ritratto di gruppo degli italiani. C'era dentro di tutto. C'erano molte forze vitali e diverse. Poi il criterio dell'obbedienza cieca, pronta e assoluta che tanto propagandava Starace fece sì che nel cerchio di persone più vicine al Duce si andasse verso una triste selezione al ribasso».

In Eia Eia Alalà descrivi la parabola triste di molti fascisti «diversi».

«La scollatura tra italiani e regime iniziò con le leggi razziali, non prima. Lì inizio il male assoluto, la vergogna. Una delle figure più tragiche del libro è Aldo Finzi. Di origine ebraica, aviatore, fascista della prima ora, poi messo ai margini e fucilato alle Fosse Ardeatine. Poi è arrivata la guerra e la rimozione di massa».

Ma davvero vedi così tante assonanze tra l'oggi e l'avvento del fascismo?

«È possibile non vederle? L'unica variante è il terrorismo internazionale. Ed è una variante peggiorativa».

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Commenti
Ritratto di dbell56

dbell56

Mer, 17/09/2014 - 11:03

Ho letto ultimamente Il Sangue Dei Vinti e l'ho trovato, come al solito, estremamente interessante sotto tutti i punti di vista (narrativo, storico ecc.). Dello stesso autore ho letto anche altri libri (Il Revisionista, La Grande Bugia ecc.) e penso che non mi lascerò sfuggire neanche questo. Pansa che che ne dicano i suoi detrattori "storici allineati al pensiero unico", scrive bene ed è molto efficace nel far capire al lettore il suo pensiero con poche parole ben assestate! Bravo!!

Ritratto di Soldato di Lucera

Soldato di Lucera

Mer, 17/09/2014 - 12:09

La cosa stonata è solo quella di sentirsi ancora di sinistra, dopo aver constatato anche solo in parte come sono state le cose.

lorenzovan

Mer, 17/09/2014 - 12:28

se sentirsi di sinistra e' cosa stonata...cos DIRE DI CHI SI SENTE ANCORA NERO NERO dopo i disastri delle guerre e le persecuzioni razziali ??? che gli italiani ..specialmente dal 35 in poi..fossero al 99% fascisti nessun dubbio...d'altronde fino a poco tempo fa erano al 50% berlusconiani ed ora renziani... la teoria dell'uomo salvifico fa sempre breccia nelle teste bacate e scansafatiche

spigolatore

Mer, 17/09/2014 - 12:30

Bravo Pansa. Eia, Eia. Alalà !

lorenzovan

Mer, 17/09/2014 - 12:47

io c'ero sotto i bombardamenti...c'ero con mia madre..mio padre e mio nonno quandi i nazifascisti ci misero al muro...e ci salvammo grazie a mio padre ppena ritornato dal Don senza piedi amputati per il gelo...che masticava qualche parola di tedesco...io c'ero...e non sopporto nessuna nostalgia e nessun nostalgico.. gli alleati avrebbero dovuto trattare gli italiani come trattarono tedeschi e austriac forse oggi andrebbe meglio

lorenzovan

Mer, 17/09/2014 - 13:04

il fatto che il fascismo dal 22 al 35 abbia fatto grandi cose...nessuno lo mette in dubbio...ma scusate...io possoper 40 anni essere la persona piu' simpatica..caritatevole...amica...e poi ammazzo mia mogli e i vicini di csa....pensate che saro' giudicato per i primi 40 anni di vita impeccabili o per le ultime follie???'

paco51

Mer, 17/09/2014 - 13:26

I nostalgici sono molti, tanti. Si devono anche criticare gli errori: La guerra perché non preparata e persa; la legge razziale verso gli ebrei che ha provocato danni; il buonismo verso gli avversari( confino, esilio, ecc. ) gravissimo errore! Il voler nasconder le nostre mancanze ed incapacità. Non prepararsi alla possibilità degli eventi che sono accaduti.

uggla2011

Mer, 17/09/2014 - 13:41

Eia,Eia.Alalà !

lorenzovan

Mer, 17/09/2014 - 13:55

x paco 51...hai dimenticato la guerra all'Etiopia...andarea ad invadare un paese..sperpaerare soldi e risorse...quando si potevano investire nel Sud...altro che costruire strade ad Addis Abeba..quando non ce n«'erano tra Reggio Calabria e Matera !!!! sorbirsi le sanzioni e finire in braccio ad Hitler...e tutto per dare il titolo di imperatore a sciaboletta ???? ma facciamola finita con ste nostalgie

lorenzovan

Mer, 17/09/2014 - 14:00

Pansa scrive cose giuste e vere...che qualsiasi persona avanti coll'eta'sapeva gia benissimo...il ssolo problema e' che da argomenti di rivalsa a gente fanatica e ignorante della verita' storica...incapace di vedere i due lati della medaglia...ma solo accecati dall'odio e dall vendetta

Ritratto di dbell56

dbell56

Mer, 17/09/2014 - 14:21

lorenzovan, se come dice nell'intervista Pansa, dal marasma sinistrato è uscito fuori il fascismo, forse la colpa di tutto ciò che è capitato dopo il 1921 è proprio dell'ideologia marxista-leninista e dell'operaismo socialista nato dalla rivoluzione industriale inglese (Owen ecc.) ovvero, della sua inconcludenza a risolvere effettivamente e razionalmente il problema delle masse proletarie e contadine. C'è un vecchio proverbio che dice che con troppi galli nel pollaio, non fa mai giorno. E' vero! Poi, sinceramente, ognuno di noi ha avuto lutti seri nell'ultimo conflitto mondiale. Se a questo aggiungi le violenze e gli stupri subiti dagli italiani e, soprattutto, dalle italiane dai c.d. alleati, il quadro che si presenta diventa proprio miserevole.

roberto.morici

Mer, 17/09/2014 - 14:22

Io c'ero. Avevo quasi dodici anni alla fine della guerra e serbo un ricordo non molto buono di quegli anni. Comunque, nella metà degli anni '30, il fascismo non godeva di eccessive antipatie. Lo stesso PCI non ne era troppo disgustato: "Noi comunisti facciamo nostro il programma fascista. Un programma di pace, di lbertà e di difesa degli interessi dei lavoratori".

lorenzovan

Mer, 17/09/2014 - 15:16

xdbell56...certo...ad una analisi superficiale...e' evidente che ilfascismo nacque come cura alle pzzie sinistroidi...ma perche' ci furono queste pazzie in russia...italia e portogallo? perche' erano pESI POVERI...CON CLASSI DOMINANTI CIECJHE E ILLIBERALI dunque se vogliamo...l'orine dell'origine fu nella classe lto borghese...industriale e politica dell'epoca...le esagerazioni delle sinistre ne furono le conseguenze..e per rimadiare a queste conseguenze arriviamo al fascismo cio' dimostra ch il peccato originale non stava nel soxialismo o comunismo..ma nelle classi predominanti che spingevano le masse operaie per disperazione verso quelle ideologie aberranti

linoalo1

Mer, 17/09/2014 - 16:06

A prescindere dalle proprie idee,pro o contro,sicuramente tutte sbagliate perchè partigiane,una cosa è certa:i corsi ed i ricorsi storici!Avvengono e si susseguono imperterriti come le Onde del Mare!E noi,cosa stiamo vivendo?Un corso od un ricorso?Per saperlo,basterebbe guardarsi indietro e cercare le analogie!Lino.

Ritratto di marforio

marforio

Mer, 17/09/2014 - 16:10

Quanti padri o nonni di molti cretini rossi sono stati su quella piazza a dire duceduceduce.? Vero COGLIONCINI ROSSI .

Ritratto di marforio

marforio

Mer, 17/09/2014 - 16:20

@lorenzovan-Mio padre classe 1888 ha fatto 3 guerre .Sempre socialista alla Turati . Morto nel 1957 senza prendere pensione di guerra.Mai stato fascista , mai preso tessera PNF, con le obbligatorie negativita. IO suo figlio mai stato comunista con le obbligatorie negativita .QUi si tratta solo di sapere una cosa .Suo padre prima di andare in russia era fascista , aveva la tessera; o era anche lui un amico di togliatti ?

82masso

Mer, 17/09/2014 - 16:41

marforio... Come gl'ex Missini ora berlusconiani, la stessa identica cosa.

paomoto

Mer, 17/09/2014 - 16:51

Per chi non lo avesse ancora fatto, leggere Bella Ciao, controstoria della Resistenza, sempre di G. Pansa.

lorenzovan

Mer, 17/09/2014 - 16:51

mio padre era un tipico prodotto delle scuole e postscuole dell'epoca...tipo obbedire credere combattere...per questo se le fece tutte...dall'etiopia...alla francia..all'albania...per finire congelato in Russia coi suoi scarponcini di cartone e il fuciletto 15-18... non si interessava di politica...era solo ligio agli ordini e al potere ...se il potere era nero...obbediva...se era rosso...obbediva...senza farsi troppe dmande...

lorenzovan

Mer, 17/09/2014 - 16:57

x marforio...mi scusi...ma suo padre o suo nonno ??? perche' le daate lasciano molti dubbi...siamo nel 2014.. e quali 3 guerre ??? mio nonno era pure dell'88...e la seconda guerra mondiale non la fece...

baio57

Mer, 17/09/2014 - 17:50

@ lorenzovan (12,47) - La colpa fu di chi mandò migliaia di giovani,senza un'adeguata attrezzatura nell'inferno Siberiano in una battaglia già persa in partenza.Altrettanta colpa fu di chi "volutamente" non mosse un dito per salvare o quantomeno alleviare le sofferenze di quei poveracci durante la ritirata. Da archivi storici si apprende che un dirigente del PCI dell'epoca , chiese a Togliatti di intercedere presso il compagno-amico Stalin,ma il "migliore" rispose che la tragedia era un male necessario ,che sarebbe servito di lezione alle famiglie e all'opinione pubblica ....

lorenzovan

Mer, 17/09/2014 - 18:05

baio 57....e allora la colpa di tutto sarebbe di Togliatti? gia' sarebbe ridicola una tale pretesa e ancora piu' ridicola se pensiamo al momento storico...con un Stalin inbufalido..20 milioni di russi massacrati dalle SS..ma davvero pensate che togliatti o altri del cominform contassero qualcosa??' se vogliamo attaccarci a tutto...ok...ma cerchiamo di essere seri

lorenzovan

Mer, 17/09/2014 - 18:06

e poi caro Baio...non era l'inferno siberiano...quello lo affrontarono purtroppo i poveri nostri prigionieri...era solo il fronte del Don..che con la Siberia non ha niente a che vedere

lorenzovan

Mer, 17/09/2014 - 18:13

e poi...siamo onesti...tutto qullo di buono e positivo che Mussolini fece tra il 22 e il 35 sulla bilancia della storia non equivale agi tragici errori che commise poi...dalla guerra in etiopia ..al patto d'acciaio..alla buffonata dello spezzeremo le reni lla Grecia ( ci stavano buttando a mare...senza l'intervento dei tedeschi...) all'asservimento totale e vergognoso della repubblica di salo' al nazismo...ddivenne un fantoccio nelle mani di un criminale pazzoide e provoco' una sanguinosa guerra civile le ui consguenze paghiamo ancora oggi no..amici miei...pollice verso...l'Uomo si brucio' il cervello e brucio' il paese intero...nessuna commiserazione o discolpa

baio57

Mer, 17/09/2014 - 18:46

@ lorenzovan - Se hai letto bene non ho detto questo ,comunque Togliatti contava molto ,ed era in contatto quasi quotidianamente con l'affamatore e sterminatore di masse Russo. Avrebbe potuto fare molto in quell'occasione, e dati e testimonianze storiche lo dimostrano a chiare lettere.

Tino Gianbattis...

Mer, 17/09/2014 - 22:26

O Pansa che dici EJA? EJA' ALALA' (dal greco) fu coniato da Gabriele d'Annunzio al raduno aereo di Brescia in occasione del suo primo volo, una volta sceso a terra si pose davanti al mezzo esclamando EJA' EJA' ALALA'. L'esclamazione divenne il motto dell'aeronautica il 9 agosto 1917 sul campo della Comina, sostituito alla fine della guerra con il Gheregheghez! Ghez! deribato dal 1° stormo caccia nel 1924

Mario Mauro

Ven, 19/09/2014 - 17:24

Perle ai porci?

angelomaria

Mar, 27/01/2015 - 19:06

GRANDE PANSA UNICO KOMPAGNO CHE NON HA POTUTO PIU'MENTIRE SEI UN GRANDE DAVVERO DA TUTTI SE L'AVREBBERO ASPETTATATA MA NON DA UN KOMPAGNO BRAVO BRAVO'!!!!