Viaggo a casa di Alberto Sordi: la grande mostra per il centenario

A Roma, in piazzale Numa Pompilio, dal 16 settembre apre la casa museo del grande Alberto Sordi

A Roma, in piazzale Numa Pompilio, dal 16 settembre apre la casa museo del grande Alberto Sordi. L’occasione è quella del centesimo compleanno dell’attore. E della grande mostra qui allestita: “Il Centenario – Alberto Sordi 1920-2020”.

La mostra, curata da Alessandro Nicosia, vuole ricostruire - qui (oltre che al Teatro dei Dioscuri dove tra le tante sezioni è dedicato un focus al progetto tanto voluto dall’attore “Storia di un italiano”) - il percorso di uomo e di artista di Sordi in modo immersivo e totalizzante, tramite un ritratto completo in ogni possibile sfaccettatura: il “Sordi segreto”, come viene definito in una delle sezioni espositive, che ci racconta del suo rapporto con le donne, o del Sordi tutt’altro che tirchio come voleva la vulgata, ma segretamente benefattore. Tutto a sottolineare la grande eredità artistica e umana che ci lascia Sordi, ma con un obiettivo che va oltre l'esposizione stessa. Ovvero, quello di trasformare questa meravigliosa villa degli anni 30, affacciata sulle Terme di Caracalla, che nel 1954 Sordi soffiò a Vittorio de Sica in una sorta di asta tra i due giganti del nostro cinema, in un vero e proprio museo sul cinema italiano. Il compimento di un progetto fortemente voluto dall’attore stesso, e poi dalla sorella Aurelia.

La villa, quindi, apre al pubblico. E sembra quasi un paradosso, considerando che Sordi era gelosissimo di questo posto. In questa casa, in particolare dal 1972 in poi, erano ammessi solo pochi amici strettissimi; o i colleghi attori con cui doveva recitare, e che qui, alla scrivania del suo studio, lui faceva sedere di fronte a sé per provare le rispettive parti. Quasi un santuario, come la definiscono i fratelli Verdone, coinvolti in prima persona nelle vesti di consulenti nella tutela e valorizzazione della casa, già sottoposta - con tutto ciò che contiene - al vincolo della Sovrintendenza.

Un posto dove il Sordi privato, del tutto diverso da quello pubblico, amava vivere lontano dal caos e dal clamore, in silenzio, seguendo quasi dei rituali. Come quello che si svolgeva nella barberia: in questo spazio, uno dei più iconici della villa, che sta tra il negozio di barbiere e il camerino del grande attore, Sordi ogni mattina si faceva radere e impomatare il viso, si preparava al trucco, e intanto rileggeva la parte che avrebbe dovuto recitare. O come i pranzi, per pochi intimi appunto. Una delle ospiti ricorrenti era Monica Vitti, che spesso si recava qui per mangiare le famose fettuccine di casa Sordi; non grandi ricevimenti, quindi, ma poche preziose visite. E i più fortunati tra gli amici qui, nel teatro della villa, avevano il privilegio di assistere alle anteprime dei film di Albertone.

In questa casa, tra opere d’arte, quadri seicenteschi,dipinti di De Chirico, e ancora ceramiche, per cui l’attore aveva una grande passione, e arredi e fregi coevi della villa stessa, spiccano i cimeli: Sordi conservava gelosamente ogni accessorio utilizzato nei suoi film.

Sono questi cimeli, assieme a documenti inediti, fotografie, oggetti e abiti, a raccontarci la vita di un personaggio di cui ben conosciamo l'enorme carriera, ma la cui dimensione privata ci viene svelata soltanto ora, grazie alla mostra, in cui materiali sorprendenti dialogano con gli ambienti della casa, rimasti intatti come erano quando l’attore era in vita

La mostra “Il Centenario – Alberto Sordi 1920-2020” sarà aperta al pubblico fino al 31 gennaio 2021; aspettando la casa museo di Alberto Sordi, aperta per sempre, in onore del grande cinema italiano e del più grande attore italiano.

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