Derby-scudetto all'Inter Milito e Pandev per il 2-0 Salgono Napoli e Palermo

Dominano i nerazzurri. Gol dell'argentino, poi Sneijder si fa espellere. Ma il macedone raddoppia su punizione. Poi nel finale Lucio espulso e Ronaldinho sbaglia un rigore. Partenopei al quarto posto. Cosmi si dimette

Milano - Forza, testa e cuore. Così l'Inter stritola il Milan nel derby che poteva valere un pezzo di scudetto. I nerazzurri si tengono stretto il primato e allontanano il tentativo di aggancio dei rossoneri. Venti minuti di dominio totale. Con un gol da killer spietato di Milito. Poi 65' di sofferenza, difesa attenta e chiusura millimetriche con l'uomo in meno. Sneijder, che si fa cacciare in sessanta secondi follia. Prima inveisce contro l'arbitro Rocchi, "colpevole" di un velo sull'olandese, poi si lancia in un applauso prolungato sotto lo sguardo dell'uomo in giallo fosforescente (per l'ammonizione su simulazione a Lucio). A quel punto l'arbitro non può far altro che cacciarlo. Ma Mourinho compatta i suoi, che rischiano qualcosa solo a inizio e fine ripresa. In mezzo arriva il punto della tranquillità. Lo firma Pandev, qualche secondo prima di uscire, con la complicità di un goffo e svagato Dida. Lezioso e troppo poco incisivo il Milan cui capita l'occasione buona solo al 90'. Rigore fischiato per mani di Lucio in area (e brasiliano espulso). Ma Ronaldinho si fa ipnotizzare da Julio Cesar.

Inter schiacciasassi Pronti via e l'Inter è già padrona. Al 2' Sneijder si gira fuori area e bacia il palo esterno di destra. A Dida, impreparato, corre un brivido. All'8' parte Pandev in contropiede, serve ancora l'olandese in area e Dida si salva di piede. Un minuto dopo i nerazzurri vanno in vantaggio. Pandev lancia spalle alla porta Milito da centrocampo. Abate, in vantaggio, appoggia di testa sulla coscia del Principe che entra in area e fulmina Dida sul secondo palo. Al 15' ancora l'argentino liberato in area: spara su Dida. Poi l'epulsione di Sneijder cambia volto al match. Ma prima dell'intervallo il Milan è tutto in una punizione dal limite di Pirlo deviata in corner.

Milan imbarazzato Gli uomini di Leonardo girano molto al largo. Beckham è sempre pericoloso nei cross, ma né l'inglese né Ronaldinho saltano mai il diretto avversario. E il possesso palla è sterile. Nella ripresa entra Seedorf e qualcosa migliora. Al 2' proprio l'olandese di testa viene fermato da Julio Cesar sulla linea. Poi un'occasione per Dinho, innescato da uno stop di petto di Borriello: fuori di poco. Al 14' il bomber ex Genoa mette alto di testa da due passi. Poi, in tre minuti, il colpo di coda dell'Inter. Pieno di veleno. Al 17' Pandev, liberato da un assist di Milito in contropiede, supera Dida con un pallonetto, ma sbatte sul palo. E tre minuti dopo, un attimo prima della sostituzione, il macedone indovina la punizione del raddoppio. Il Milan, sempre più lento, va definitivamente in confusione. Ci provano in diversi: ma i tiri dal limite finiscono in curva. Al 45' Huntelaar mette in difficoltà Julio Cesar. Pochi secondi dopo Ronaldinho si fa parare dal portiere brasiliano il rigore dell'illusione rossonera.

Ecce Napoli Il Napoli non si ferma più. E adesso è a un solo punto dal terzo posto: la Champions League è qualcosa di più di un sogno grazie al 14esimo risultato utile della banda Mazzarri. A Livorno è meno facile del previsto, complici anche le assenze di Lavezzi e Quagliarella. A battere gli amaranto ci pensa Maggio con uno strepitoso gol al volo sul finire del primo tempo. Gli uomini di Cosmi reagiscono e in avvio di ripresa hanno la palla del pareggio. Ma De Sanctis para un rigore a Cristiano Lucarelli. Prima del 90' Cigarini fa espellere De Lucia (tocco di mani fuori area) e poi castiga su punizione: è 2-0.

Cosmi si dimette Dopo la sconfitta se ne va l'allenatore che aveva portato fuori dalle secche il Livorno. "Ho preso questa decisione, che per me è dolorosa, perché interrompe un lavoro entusiasmante inseguito ad insanabili divergenze di vedute con il presidente Spinelli riguardo alla guida tecnica della squadra": così Serse Cosmi ha spiegato la sua decisione. Troppo differenti le visioni con il presidente Spinelli che ha appena venduto Candreva alla Juventus, senza acquistare un sostituto.

Arriva il Palermo Alle spalle del Napoli fanno capolino i rosanero di Delio Rossi. La lezione impartita alla Fiorentina di Prandelli al Barbera è memorabile: 3-0.Confusi i viola e nettamenti sorpassati, in classifica e nelle chance europee. Il mattatore è l'urugaiano under 20 Hernandez. Prima corregge di testa in tuffo il tiro di Miccoli respinto dalla traversa. Poi, lanciato da Pastore, punisce Frey in uscita. Nella ripresa c'è gloria ancheper Budan che gira in acrobazia da dentro l'area.

Il Cagliari non passa a Siena Se per Malesani era l'ultima spiaggia, forse all'allenatore spetta un'altra opportunità. Bloccato sull'1-1 il brillante Cagliari di Allegri e classifica mossa dopo quattro sconfitte consecutive. Vanno addirittura in vantaggio, dopo un primo tempo dalle mille occasioni, i toscani: Calaiò trova l'angolo sotto l'incrocio da fuori area. Ma i sardi ci mettono poco a rimediare. Segna Matri su rigore.

Due squilli Genoa Torna alla vittoria il Genoa di Gasperini. Già nei primi 45' i rossoblù si portano avanti con il lavoro condannando alla prima sconfitta sulla panchina dell'Atalanta il nuovo allenatore Mutti. Prima Palacio di piattone mette sopra la testa di Coppola in uscita. E prima dell'intervallo tocca a Crespo, di testa in tuffo in mischia, chiudere il match: 2-0 e Cagliari raggiunto in classifica. La Juve è a sole due lunghezze. Inciampo per i bergamaschi che si fanno staccare dal Catania.

Samp, senza Cassano si vince Il braccio di fero blucerchiato l'ha vinto Del Neri. Lasciato a casa Cassano per scelta tecnica ("E' fuori forma") il tecnico punta sulla concretezza di Pazzini e Pozzi. E il risultato gli dà ragione. Partita emozionante e viva fino alla fine con i blucerchiati che passano per 3-2. Scappa in vantaggio l'Udinese per due volte: rigore di Di Natale e splendido gol di Isla all'intervallo. In mezzo il pareggio di Pazzini su rigore. Nella ripresa però segnano solo i blucerchiati. Prima Pozzi pareggia, poi Semioli infila la rete del successo. Crisi nera in casa Udinese: il cambio di De Biasi con Marino sulla panchina non ha scosso l'ambiente. I friuliani hanno un solo punto di vantaggio sulla terz'ultima, il Catania.

Lazio sempre in crisi Non si sblocca la Lazio di Ballardini. I biancocelesti, contestatissimi dal pubblico dell'Olimpico, non riescono a vincere contro il Chievo nonostante il vantaggio pescato da Stendardo di testa su assist di Cruz. Gli uomini di Di Carlo non smarriscono gioco e pazienza e, a 10' dalla fine, pareggiano con il ritorno al gol di Pellissier.  

Bologna nel segno di Gimenez Il Bari viene non solo raggiunto, come nel recupero di mercoledì a Genova, ma anche sorpassato a Bologna. Il gol del vantaggio è una perla di potenza e precisione che Barreto incastona sotto la traversa. Ma nel finale, come a Firenze, ci pensa ancora l'uruguaiano Gimenez. Oggetto misterioso fino a Natale l'attaccante arriva alla terza rete in due partite (e nemmeno giocate tutte). Prima pareggia con un colpo di testa incrociato, poi con una deviazione fortunosa a due passi da Gillet. E il Bologna ringrazia lasciando, per il momento, la compagnia di quelli che ballano per non retrocedere.

Classifica: Inter 49, Milan 40, Roma 38, Napoli 37, Palermo 34, Juventus 33, Cagliari e Genoa 31, Fiorentina e Sampdoria 30, Bari e Parma 29, Chievo 28, Bologna 23, Lazio e Livorno 21, Udinese 20, Catania 19, Atalanta 17, Siena 13. Milan, Cagliari, Fiorentina e Udinese una partita in meno.

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