Sarà un dialogo raro e intenso quello che Paolo Del Debbio avrà stasera 8 luglio con Vittorio Sgarbi (e Stefano Papetti) al Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno nell'ambito della Milanesiana ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi. Lo spunto è l'ultimo libro di Vittorio Sgarbi, Il cielo più vicino. La montagna nell'arte edito da La Nave di Teseo che è - parola di Del Debbio - "un gran bel libro e sbaglia chi dice di leggerci uno Sgarbi diverso da prima perché lui è sempre stato così".
Da quando vi conoscete?
"Dal 1993, quando si stava mettendo su Forza Italia".
Di che cosa parlerete?
"Il libro è denso, filosofico e si presta a molte riflessioni diverse. È un volume di gran pregio anche iconografico e si presta al dialogo con un uomo che è arrivato a questo momento della vita attraverso la sofferenza. Come lo immaginavano già i mistici del Cinquecento, il modo per arrivare a Dio è passare per la noche oscura. Vittorio ha fatto un percorso simile a quello di Giovanni della Croce".
Lei e Vittorio Sgarbi.
"Abbiamo molti punti in comune, infatti sogno di scrivere un libro con lui e penso che lo realizzerò".
Durante la serata ci saranno le letture di Sabrina Colle.
"Ho un ottimo rapporto con Elisabetta e sono contento di ritrovare anche Sabrina, con la quale ho grande amicizia".
Sgarbi è stato spesso ospite dei suoi talk show in tv.
"Una volta mi ricordo che mi disse: Ma perché dobbiamo sempre parlare da seduti?. E allora facemmo l'intervista da sdraiati".