Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 23:21
Politica

«Diamo l’allarme ma non ci ascoltano E i più imprudenti sono gli adulti»

Ancora valanghe e ancora vittime...

«Purtroppo non possiamo impedirlo. Noi ci occupiamo di prevenzione e segnaliamo gli allerta meteo». A parlare è Valerio Zani, vice presidente del Corpo nazionale di Soccorso Alpino e Speleologia.

Allarmi che però spesso vengono ignorati

«Sì. Purtroppo registriamo numerosi casi di persone che sottovalutano i rischi e disattendono le regole».

Ma cos’è una sfida, semplice incoscienza?

«Un mix di incoscienza, inesperienza e voglia di protagonismo».

Come comportarsi?

«La montagna è semplicemente un ambiente che esige il rispetto delle regole».

Dopo le ultime tragedie è aumentato il bilancio di incidenti rispetto all'anno scorso?

«Al momento non ci sono incrementi significativi ma è un po' presto per fare confronti visto che la stagione entra nel vivo proprio adesso»

Cosa può fare il soccorso alpino per evitare altre tragedie?

«Stiamo monitorando diverse località e a gennaio in 50 città diverse abbiamo sensibilizzato gli sci-alpinisti sul campo»

Pensa sia abbastanza?

«È un passo avanti anche se a volte la voglia di sfidare il pericolo è più forte di tutto il resto, e questo a volte si rivela fatale».

Quando per fortuna questo non accade, rimane il capitolo delle spese di soccorso?

«Un intervento è molto oneroso sia dal punto di vista dei costi sia del personale impiegato. Se poi viene utilizzato anche un elicottero i costi gravano sul servizio sanitario pubblico e quindi sui cittadini».

Si può tracciare un profilo dell'imprudente?

«Paradossalmente sono più incoscienti e più pericolosi gli adulti perché ormai il loro modus operandi è immodificabile. Mentre i giovani sono più pronti ad essere istruiti».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.