Al diavolo (per ora) Dinho. Meglio Seedorf

L’olandese segna il gol decisivo e toglie il Milan dai tormenti Inzaghi prende il palo, Pato pure ma sembra addormentato

Al diavolo (per ora) Dinho. Meglio Seedorf

Diciamolo subito e senza tentennamenti: successo striminzito, quello del Milan, guadagnato attraverso grandi tormenti per poter far festa. Sembra quasi un Milan provinciale, quello appena passato da Ancelotti a Leonardo, capace di risalire la china con atroci sofferenze. Nell'occasione basta il primo gol domestico della stagione, realizzato da un controverso esponente della famosa schiatta rossonera, Clarence Seedorf, per piegare la modesta resistenza del Bologna, rimasto, per quasi tutto il pomeriggio, tranne il concitato finale (2 occasioni in pochi minuti, ah signor Papadopulo, ci vuole coraggio nel calcio per fare punti), a difendere il fortino di Viviano con 7-8 sentinelle schierate dietro la palla, secondo una tecnica che piacerebbe alla buonanima di don Oronzo Pugliese. I problemi del Milan sono quelli più noti. E cioè la mancanza di smalto tra gli attaccanti e di ritmo ossessivo. A furia di cambiare Huntelaar con Inzaghi forse si finisce con esaurire l'entusiasmo dell’olandese ma non si risolve in modo soddisfacente il deprimente deficit dei rossoneri, appena 3 gol in 4 sfide. La spiegazione, per una volta, chiama in causa Pato e non solo per quello sciopero finale, appena Pippo lo ignora, dinanzi alla porta. Il brasiliano deve farsi concavo e convesso a seconda delle circostanze ma deve migliorare nettamente il proprio rendimento. Un gol, due pali (Inzaghi più Pato) e una paratona di Viviano sono il rendiconto rossonero ottenuto con un turn-over coraggioso, che tiene conto anche dell'esperimento di Abate terzino a destra. Seedorf è l'uomo dalle mille risorse: quando pensi che sia stanco morto, distrutto e anche un po' involuto, eccolo uscire fuori dal bozzolo, fare 35 metri e depositare un pillolone da 3 punti alle spalle del portiere. Ne tragga spunto Ronaldinho. 

 

Pagelle

OCCHIO AL SOLSTIZIO Adriano Galliani (prepartita Marsiglia-Milan, martedì Sky Sport): «Le previsioni dicevano di una serata di sole».
DISNEY CHANNEL Fabio Caressa (1’ Juventus-Bordeaux, martedì Sky Sport): «Ovrebo ha smussato la pancia e assomiglia un po’ meno a Shrek rispetto alla scorsa stagione».
CANTA CHE TI PASSA Fabio Caressa (20’): «Tre palloni inguardabili di Fernando: mi sa che era meglio quello degli Abba».
GOSSIP A LONDRA Roberto Prini (43’ Chelsea-Porto): «Guardate Anelka, qui è quasi impossibile trovare lo spiraglio tra il recupero di Rolando, che non è il parrucchiere delle dive ma un difensore del Porto, e l’incrocio dei pali».
QUI LO DICO E QUI LO NEGO Fabio Caressa (74’): «Probabilmente regolare la posizione, perché mi sembra che Plasil sbuchi alle spalle di Marchisio. Sì, nettamente, almeno da questa inquadratura, sembra sbucare alle spalle di Marchisio, Plasil. Vediamo, eh, insomma, mica tanto: questo è fuorigioco secondo me. Probabilmente in fuorigioco Plasil». (79’): «Qui rivediamo il gol di Plasil, sospettissimo fuorigioco di Plasil». (89’): «Ha trovato un gol in possibile, probabilissimo fuorigioco il Bordeaux».
UFFICIO ANAGRAFE Stefano Bizzotto (sintesi Marsiglia-Milan, 90° minuto Champions): «Malouda è l’unico tra i ventidue a essere nato a Marsiglia». (poco dopo): «Ammonito Flamini, marsigliese di nascita».
ERRATA CORRIGE Marco Cattaneo (17’ Lione-Fiorentina, mercoledì Sky Sport): «Non esce benissimo Lloris. Non esce bene. Esce malissimo». Maurizio Compagnoni (19’ Inter-Barcellona): «Bravo a uscire dal fuorigioco Eto’o. No, bravino, non bravissimo». Compagnoni (38’): «Arriva in ritardo, mica troppo Dani Alves».
TERMOMETRO PAZZO Paolo Ciarravano (84’ Dinamo Kiev-Rubin Kazan): «Ora la partita è definitivamente in ghiaccio: fa caldissimo a Kiev».
DUE DOMANDINE Gianni Cerqueti a Salvatore Bagni (commento finale di Inter-Barcellona, mercoledì Raiuno): «Cosa ha detto questa partita nell’ottica europea della personalità dell’Inter?». «In cosa soprattutto deve migliorare l’Inter alla luce della prestazione di stasera?».
SARÒ BREVE Enrico Varriale a Pep Guardiola (90° Champions, mercoledì Raiuno): «Quando hai messo dentro Iniesta, abbiamo visto il Barcellona che tutto sommato è quello che abbiamo visto l’anno scorso, perché Messi ha dovuto giocare un po’ più indietro, non avendo appunto Iniesta in centro. È così?». Pep Guardiola: «No».
SCARPA D’ORO/1 Marco Foroni (15’ Milan-Bologna, domenica Sky Sport): «Gattuso si è mangiato un gol: si può essere campioni del mondo anche con questi piedi». (17’): «Gattuso non avrà i piedi raffinatissimi, si è visto in quella occasione, ma ci tiene a fare una bella partita».
SCARPA D’ORO/2 Andrea Marinozzi (22’ Sampdoria-Siena): «La Samp trova il gol con Palombo, bravissimo il suo destro».
STOMACO DI FERRO Roberto Prini (71’ Parma-Palermo): «Ci vorrebbe una caponata per rivitalizzare il Palermo».