Tensione alle stelle nei cieli e nelle acque attorno a Taiwan. Nelle ultime ore le autorità cinesi hanno riferito di aver individuato due velivoli da ricognizione riconducibili al Giappone impegnati a effettuare una missione di pattugliamento marittimo a sud-est dell’isola. Gli analisti militari di Pechino hanno pochi dubbi. A loro avviso, quei velivoli sono stati inviato da Tokyo in un’area sensibile per "spiare" e osservare le navi del Dragone.
L’allarme della Cina e l’avvistamento degli aerei spia
Secondo quanto riportato dal South China Morning Post, i due aerei sarebbero stati avvistati lunedì nel corso di un’operazione speciale di controllo marittimo organizzata dalle autorità cinesi. Le immagini diffuse da Yuyuan Tantian, account collegato all’emittente statale CCTV, mostrerebbero un primo velivolo individuato nelle prime ore del mattino e un secondo aeromobile nel pomeriggio, quest’ultimo caratterizzato dalla tipica livrea bianca e blu attribuita alla Guardia Costiera giapponese.
Per gli analisti vicini all’Esercito Popolare di Liberazione, si tratterebbe di piattaforme da ricognizione elettronica impiegate per raccogliere informazioni sulle attività delle navi cinesi presenti nell’area. L’esperto militare Fu Qianshao, ex colonnello dell’aeronautica cinese, ha spiegato per esempio che i suddetti aerei sarebbero stati inviati per osservare da vicino i movimenti della task force marittima di Pechino e raccogliere dati di intelligence.
Uno dei velivoli, ha spiegato ancora l’analista cinese, potrebbe derivare dalla conversione di un aereo regionale turboelica, mentre il secondo sembrerebbe basato su un business jet modificato e dotato di apparati elettronici installati sotto la fusoliera. Pur senza fornire prove definitive, le autorità cinesi considerano la presenza dei due mezzi un segnale dell’attenzione crescente che il Giappone dedica alle operazioni navali di Pechino nelle acque circostanti Taiwan.
Alta tensione a Taiwan
Ricordiamo che, nei giorni scorsi, la Cina ha rafforzato le proprie attività di pattugliamento a est di Taiwan in risposta ai colloqui avviati da Giappone e Filippine sulla delimitazione delle rispettive zone economiche esclusive nel Pacifico occidentale.
La leadership cinese ha criticato duramente quei negoziati, definendoli lesivi dei propri interessi marittimi e accusando Tokyo e Manila di ignorare le rivendicazioni avanzate da Pechino.
Le missioni navali e aeree del Dragone attorno a Taiwan si sono moltiplicate negli ultimi anni, alimentando il timore di incidenti o errori di valutazione tra le diverse forze presenti nella regione che possano scatenare un conflitto.
Di recente, Taipei ha dichiarato di aver individuato un imbarcazione cinese, identificata dal numero di scafo 3501, a circa quattro miglia dalla zona marittima sottoposta a restrizioni. In quel caso, una motovedetta taiwanese è stata immediatamente inviata nell’area per affiancare il mezzo cinese e ordinargli via radio di allontanarsi.