Una caccia segreta e una guerra silenziosa attraversano l’Europa. Stando alle dichiarazioni raccolte dal quotidiano inglese Financial Times almeno cinque agenzie di controspionaggio europee sarebbero impegnate a proteggere i manager delle più grandi aziende di armamenti del Vecchio Continente. Dietro l’allarme c’è il sospetto, non si capisce quanto verificato, che il Gru, il servizio di controspionaggio militare russo, stia dando la caccia ai principali responsabili delle aziende di armamenti coinvolte nelle forniture di tecnologie e strumenti bellici alle forze armate dell’Ucraina. Tra i piani elaborati dal servizio segreto rientrerebbe anche l’assassinio di alcuni dei manager, un obbiettivo considerato in passato alla stregua di un tabù anche dai «servizi» di Mosca. A spingere il Gru a cambiare le proprie metodologie avrebbe contribuito il sempre maggior coinvolgimento delle aziende belliche europee nella guerra in Ucraina. «Oggi - spiegava al Giornale l’analista militare russo Konstantin Sivkov, già vicepresidente dell’Accademia di Studi Missilistici di Mosca - i missili Storm Shadow e molte componenti dei droni usati per colpire la Russia vengono prodotti in Europa o assemblati in Ucraina usando tecnologie fornite dalle nazioni Europee. Dunque - continuava Sivkov - sono le armi europee ad uccidere la nostra gente e i nostri bambini. Proprio per questo la Russia avrebbe tutto il diritto di rispondere colpendo chi fornisce a Kiev questi strumenti e queste tecnologie».
Il sospetto dell’intelligence europea è che il Gru stia seguendo proprio la via indicata da Sivkov e prepari una sorta di guerra segreta sul territorio europeo. Una guerra ibrida simile a quella usata a suo tempo da Israele per eliminare gli scienziati della Repubblica islamica coinvolti nei progetti nucleari iraniani. Proprio per questo molti dei manager e alcuni degli scienziati e dei tecnici coinvolti nei progetti di riarmo dell’Ucraina sarebbero già stati posti sotto sorveglianza dalle forze di sicurezza di alcuni paesi europei. In altri casi sarebbe stata la direzione delle aziende a fornire sistemi di protezione in grado di garantire la sicurezza degli addetti. «In Europa il livello della minaccia - spiegava al FT il responsabile di un agenzia d’intelligence europea - sta salendo considerevolmente e riguarda non soltanto le proprietà o le sedi, ma anche il personale». Fra le agenzie d’intelligence più impegnate a garantire la difesa del personale e delle sue sedi vi sarebbe la BfV. l’agenzia tedesca responsabile della sicurezza interna. Secondo uno dei dirigenti coinvolti in questi piani alle singole compagnie viene raccomandato di affiancare ai propri dirigenti squadre di guardie del corpo in grado di garantirne la protezione ravvicinata. Stando a quanto riferito ai parlamentari tedeschi dal capo della BfV Sinan Selen «la Russia sta pianificando atti di deliberata violenza attraverso l’impiego di attori sotto il controllo diretto o indiretto dei propri agenti. Stiamo osservando un ulteriore sviluppo di queste azioni per quanto riguarda i metodi, gli obbiettivi e le persone coinvolte. E tutto questo anche attraverso l’impiego di strutture del crimine organizzato».
