Da produttore di esplosivi a gigante globale della Difesa: la storia dell’azienda sudcoreana Hanwha racconta una trasformazione radicale, specchio della trasformazione avvenuta in Corea del Sud dal Dopoguerra a oggi. Il gruppo, nato negli anni ’50 come Korea Explosives, si è evoluto in un conglomerato che oggi vale decine di miliardi di dollari e opera in settori che vanno dalla cantieristica navale ai missili, fino ai droni e ai sistemi satellitari. Date le crescenti tensioni internazionali, l’azienda sta capitalizzando l’aumento della spesa militare alimentata dai conflitti in Ucraina e dalla guerra in Medio Oriente.
Il boom di Hanwha
Come ha spiegato nel dettaglio Nikkei Asia, Hanwha è oggi il più aggressivo tra i grandi gruppi sudcoreani della Difesa, capace di competere con colossi occidentali come Lockheed Martin o BAE Systems. Questa società sta infatti puntando su una strategia precisa: aprire impianti produttivi fuori dalla Corea del Sud per soddisfare la crescente domanda di “localizzazione” richiesta dai governi acquirenti.
Un esempio simbolico è il cantiere navale di Philadelphia, acquisito negli Stati Uniti, che rappresenta un punto d’ingresso diretto nella filiera militare americana e un tassello chiave nella costruzione di una rete industriale globale. Non solo: questa espansione si inserisce in un più ampio cambiamento di tutta la Corea del Sud, dove la difesa è diventata un motore strategico di crescita economica.
Un leader globale della Difesa
La crescita del gruppo è trainata soprattutto dalla divisione Difesa, che ha registrato forti aumenti di utili e una rapida espansione delle esportazioni. Sistemi come l’obice K9, venduto a diversi Paesi Nato, hanno rafforzato la posizione internazionale dell’azienda, aprendo la strada a nuovi contratti in Europa, Medio Oriente e Nord America.
Ma come ha fatto la Corea del Sud a diventare una regina del settore? L'esistenza, o meglio la minaccia, della Corea del Nord ha costretto Seoul a continuare a incrementare il bilancio della Difesa anche in tempo di pace, e questo ha di fatto generato la base per la crescita dell'industria militare nazionale
Attenzione però, perché la
delocalizzazione produttiva comporta non pochi rischi tra costi elevati, difficoltà di gestione delle filiere locali e, soprattutto, il potenziale trasferimento di tecnologie che potrebbero in futuro creare nuovi concorrenti.