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Il maxi addestramento della Cina inquieta l’Asia: così Pechino prepara un possibile sbarco a Taiwan

Le esercitazioni del 2025 hanno simulato operazioni anfibie complesse su più fronti, con l’impiego coordinato di mezzi militari e navi civili

Il maxi addestramento della Cina inquieta l’Asia: così Pechino prepara un possibile sbarco a Taiwan

La questione taiwanese, benché lontana dagli attuali riflettori della politica internazionale, rappresenta una crisi di difficile risoluzione, e nonostante la stessa intelligence statunitense, di recente, abbia posposto a dopo il 2027 una possibile azione aggressiva cinese nei confronti dell'isola – a differenza delle previsioni di qualche anno addietro – è possibile definire l'attuale situazione come “in peggioramento”.

Gli Usa sono lontani e le esercitazioni sono più grandi e complesse

Dal punto di vista politico, la decisione della presidenza Usa di sospendere l'invio di armamenti a Taiwan, venendo incontro alle richieste cinesi confezionate in quella che è sembrata un'implicita minaccia, ha peggiorato il panorama di sicurezza di quel lontano teatro, comprendente anche il Mar Cinese Meridionale e quello Orientale.

Quello che è sembrato un disimpegno politico statunitense per ottenere degli immediati vantaggi commerciali, ha innescato un meccanismo di “autodifesa” regionale con Tokyo e Taipei che per la prima volta, storicamente, hanno stabilito di accordarsi per definire la propria reciproca Zona di Esclusività Economica.

Dati alla mano, le esercitazioni militari cinesi intorno all'isola si sono fatte più numerose e complesse nell'ultimo anno, mentre per la prima volta Pechino guarda oltre la Prima Catena di Isole per stabilire una propria sfera di influenza, giocando una pericolosa partita con le Filippine e col Giappone stesso.

Proprio dal punto di vista navale, la Cina negli ultimi anni ha compiuto progressi nella sua capacità anfibia non solo dal punto di vista cantieristico, ma anche dal punto di vista delle modalità di assalto anfibio.

Recenti manovre militari cinesi suggeriscono che l'Esercito Popolare di Liberazione non stia semplicemente cercando di risolvere il problema dello sbarco di truppe su una spiaggia taiwanese, ma sia passato a simulare come muovere, sostenere e occultare una vasta campagna anfibia in diverse località.

Navi civili usate per sviare l’attenzione e aumentare le capacità della flotta

Ad agosto del 2025, la Cina ha condotto una vasta esercitazione anfibia lungo la sua costa sud-orientale che ha consolidato diverse manovre di addestramento precedentemente separate in una simulazione di campagna più coerente.

L'operazione ha incluso attività anfibie sincronizzate in diverse aree geografiche, sbarchi diretti a terra con unità navali civili, l'utilizzo di pontoni galleggianti rialzati per prolungare la distanza di sbarco, e il dispiegamento in mare di veicoli da combattimento anfibi da traghetti civili del tipo roll-on/roll-off.

Questo non significa che Pechino sia pronta per un'invasione, almeno non ancora, ma che stia stabilendo una dottrina di assalto anfibio integrando tutti i mezzi disponibili, anche civili, compiendo progressi ben visibili nella simulazione di uno sbarco a Taiwan.

Le operazioni anfibie rimangono tra le operazioni militari più difficili da condurre, e l'esercitazione del 2025 si è comunque svolta in condizioni meteorologiche e marine favorevoli. Inoltre, la geografia dell'isola concentra le possibilità di sbarco in pochi punti precisi, ma la recente costruzione dei pontoni galleggianti le aumenta aprendo nuovi scenari.

La capacità anfibia cinese è intuibile dal numero di navi da guerra atte allo scopo, e secondo molti analisti esse sono ancora scarse, ma non bisogna dimenticare che l'integrazione di assetti civili con quelli militari la aumenta e soprattutto la cela dietro un velo di “normalità”, in pieno stile dissimulante cinese. Un primo assalto, infatti, potrebbe essere condotto da normali traghetti roll-on/roll-off per non destare sospetti. L'esercitazione del 2025 dimostra infatti che queste imbarcazioni civili non sono più marginali, ma parte integrante del concetto operativo cinese di assalto anfibio. Altre imbarcazioni civili, ad esempio, hanno operato in concerto con gli hovercraft militari a supporto delle operazioni di costruzione di ponti galleggianti. Questa combinazione offre all'Esercito Popolare di Liberazione non solo una maggiore capacità, ma anche opzioni a bassa osservabilità.

Capacità in miglioramento per condurre operazioni anfibie oltre Taiwan

Quello che spicca di più è stata la complessità dell'esercitazione: dopo la prima fase, in cui le operazioni si sono concentrate sul classico sbarco di uomini e mezzi su una spiaggia, le navi si sono disperse raggiungendo diverse località lungo la costa del Fujian, tra cui la baia di Hougang, la baia di Qianhu e la baia di Houcai. In questi siti, traghetti roll-on/roll-off hanno dispiegato e recuperato veicoli anfibi in aree geograficamente separate.

L'esercitazione ha quindi simulato non solo lo sbarco su una singola spiaggia, ma anche il coordinamento delle attività su più assi. Risulta anche interessante notare l'estensione geografica dell'esercitazione di sbarco: circa 360 chilometri dalle località più meridionali a quelle più settentrionali, che è una distanza paragonabile a quella della costa occidentale di Taiwan, da Taipei a Kaohsiung. Ovviamente le spiagge usate per la manovra non erano esattamente come quelle di Taiwan, sebbene sia noto che l'Esercito Popolare si stia esercitando – in poligoni nell'entroterra – a effettuare operazioni in esatte riproduzioni dei palazzi del quartiere governativo di Taipei, ma un'invasione ha bisogno anche di una “scala”, di un “ordine di grandezza”, per abituare truppa e comandanti a uno scenario il più verosimile possibile, con distanze, tempistiche e percorsi logistici il più simili possibile.

L'esercitazione del 2025, in ultima analisi, non va letta solo come una “prova generale” di un'invasione di Taiwan, ma dimostra lo sforzo dell'Esercito Popolare di Liberazione per migliorare l'addestramento al combattimento realistico, il comando congiunto e la logistica civile-militare.

Significa che le forze militari cinesi stanno lavorando sistematicamente per affrontare le sfide pratiche che una futura operazione di questo tipo pone, per il momento solo nel loro intorno geografico, ma dati gli assetti navali che la Cina sta costruendo è ragionevole supporre che lo sguardo sia rivolto oltre il limite della Prima Catena di Isole.

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