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Missili Harpoon a due passi dalla Cina: alta tensione in Asia

Taiwan avvia lo schieramento dei missili Harpoon terrestri forniti dagli Usa, rafforzando la deterrenza costiera e alimentando la tensione strategica con la Cina

Missili Harpoon a due passi dalla Cina: alta tensione in Asia
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Svolta a Taiwan. La consegna dei primi sistemi missilistici antinave Harpoon terrestri a Taipei segna un nuovo e delicato capitolo nella già complessa partita strategica che si sta giocando nel continente asiatico. A poche centinaia di chilometri dalle coste della Cina continentale, infatti, l’isola ha iniziato a ricevere componenti chiave di un sistema d’arma progettato per colpire unità navali in avvicinamento e rafforzare la difesa costiera. Le immagini di convogli militari, circolate sui media locali, mostrano camion lanciamissili, veicoli radar e unità di comando basati sulla piattaforma HEMTT di fabbricazione statunitense. Non si tratta di una semplice fornitura militare, ma di un messaggio ben preciso rivolto a Pechino: Washington continua a sostenere Taipei nel quadro delle vendite militari estere. La Cina, intanto, osserva con crescente irritazione. L’obiettivo dichiarato è aumentare la capacità di deterrenza taiwanese contro possibili operazioni navali o anfibie, rendendo più rischioso qualsiasi tentativo di forzare lo status quo nello Stretto di Taiwan.

I missili di Taiwan

Il programma prevede l’acquisizione di 100 sistemi Harpoon Coastal Defense e 400 missili, con consegne scaglionate fino al 2028. Secondo quanto riportato da Defence Blog, la prima fase include simulatori per l’addestramento e la presenza di istruttori e consulenti tecnici statunitensi, seguita dall’arrivo dei lanciatori mobili e dei sensori, mentre i missili veri e propri vengono consegnati solo in una fase finale.

Questa sequenza consente alle forze taiwanesi di integrare gradualmente il sistema e ridurre i rischi operativi. Entro la fine del 2026 dovrebbero essere consegnati 32 sistemi completi, mentre i restanti arriveranno nei due anni successivi. I missili in dotazione sono i RGM-84L-4 Block II (U), una versione avanzata della famiglia Harpoon, ottimizzata per ambienti costieri complessi e capace di ingaggiare bersagli navali in movimento.

Le stime sulla portata sono variabili: Boeing parla di oltre 124 chilometri, mentre alcune valutazioni indipendenti suggeriscono distanze ancora maggiori, aumentando così la profondità difensiva di Taiwan.

La strategia di Taipei

Dal punto di vista strategico, l’introduzione di questi sistemi rafforza l’approccio “asimmetrico” scelto da Taipei negli ultimi anni: meno grandi piattaforme vulnerabili e più sistemi mobili, difficili da individuare e neutralizzare. I lanciatori su strada possono disperdersi, nascondersi e riposizionarsi rapidamente, complicando la pianificazione di un eventuale attacco cinese. Tuttavia, ogni passo in questa direzione contribuisce ad alimentare la tensione regionale.

Ricordiamo che Pechino considera Taiwan una provincia ribelle e ha più volte condannato le forniture militari statunitensi, accusandole di minare la stabilità e incoraggiare il separatismo. Con missili Harpoon schierati “a due passi” dalla Cina, il margine di errore si riduce e il rischio di escalation aumenta.

In questo contesto, la modernizzazione delle difese taiwanesi non è solo una questione tecnica, ma un elemento centrale di un equilibrio precario, in cui deterrenza, diplomazia e rivalità tra grandi potenze si intrecciano ogni giorno di più.

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