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Difesa

Washington punta sui missili ipersonici: cosa sappiamo del vettore a lungo raggio HACM

Gli Stati Uniti testano il rilascio dell’HACM su un poligono australiano. Il missile punta a integrare l’arsenale convenzionale con una capacità ipersonica aviolanciata a lungo raggio.

Missile HACM

Gli Stati Uniti avanzano nello sviluppo delle capacità di attacco ipersonico con il primo volo del missile HACM (Hypersonic Attack Cruise Missile) su un poligono australiano. La sperimentazione rientra nel rafforzamento della cooperazione militare tra Washington e Canberra e nei programmi di ammodernamento delle forze statunitensi in un Indo-Pacifico segnato dalla competizione strategica con la Cina. L’obiettivo è dotare l’US Air Force di un sistema aviolanciato capace di raggiungere velocità ipersoniche e ridurre i tempi di reazione delle difese avversarie, ampliando le opzioni di attacco contro obiettivi strategici protetti. Secondo alcuni analisti, il lancio segna un passaggio importante per un programma che ha accumulato ritardi, Per valutare i progressi del sistema, resterà da chiarire alcuni aspetti tecnici legati al test.

Cosa sappiamo

Il programma HACM rientra nel partenariato tecnologico e militare tra Stati Uniti e Australia, con particolare attenzione alle capacità necessarie a operare nel teatro indo-pacifico. Il progetto si sviluppa nell’ambito del Southern Cross Integrated Flight Research Experiment (SCIFiRE), iniziativa bilaterale dedicata alla sperimentazione di tecnologie ipersoniche aviolanciate, e raccoglie i risultati delle ricerche condotte attraverso il programma Hypersonic Air-breathing Weapon Concept (HAWC) della DARPA⁠.

Nel 2022, l’US Air Force ha selezionato Raytheon, società del gruppo RTX, per sviluppare il missile in collaborazione con Northrop Grumman, coinvolta nella realizzazione del sistema propulsivo. La Royal Australian Air Force ha eseguito il lancio dell’esemplare sperimentale, contribuendo alla raccolta dei dati necessari per le successive fasi di sviluppo. La collaborazione comprende la condivisione di competenze tecniche e infrastrutture di prova, elementi rilevanti per programmi che richiedono condizioni sperimentali complesse e aree di sicurezza estese.

Tra le possibili sedi per le prove è stato indicato in passato il poligono di Woomera, nell’Australia meridionale, utilizzato per attività di ricerca e sperimentazione militare. Non è stato tuttavia confermato che il test dell’HACM sia avvenuto in quest’area. Anche l’impiego degli F/A-18F Super Hornet australiani è contemplato nel quadro delle attività sperimentali, mentre l’F-15E Strike Eagle è stato indicato come piattaforma iniziale per le prove statunitensi. I dettagli del rilascio più recente non sono stati divulgati.

La dimensione strategica del programma va oltre la cooperazione industriale. Per Washington, il consolidamento delle capacità militari con gli alleati regionali costituisce uno degli elementi della propria postura di deterrenza nell’Indo-Pacifico. La collaborazione con Canberra consente di sostenere lo sviluppo tecnologico e l’interoperabilità, in una regione dove la modernizzazione delle forze armate cinesi e la crescente diffusione di sistemi missilistici avanzati incidono sulle valutazioni operative statunitensi.

Architettura propulsiva e impiego militare

L’HACM è progettato come missile da crociera ipersonico a respirazione d’aria, con una velocità di riferimento superiore a Mach 5, equivalente a oltre cinque volte la velocità del suono. Secondo la descrizione tecnica del Government Accountability Office (GAO)⁠, il sistema prevede due stadi: un acceleratore a razzo, necessario a raggiungere le condizioni iniziali di velocità, e uno stadio di crociera alimentato da un motore scramjet, nel quale la combustione avviene con flusso d’aria supersonico.

Il razzo iniziale consente di portare il missile al regime necessario per l’attivazione dello scramjet, un propulsore che non può funzionare efficacemente a velocità ridotte. Durante la fase di crociera, il motore utilizza l’ossigeno atmosferico per sostenere la combustione, evitando di trasportare l’intera riserva di ossidante richiesta da un sistema a razzo tradizionale. Tale architettura presenta tuttavia notevoli difficoltà ingegneristiche, legate soprattutto alla gestione delle temperature, alla stabilità della combustione e al comportamento aerodinamico alle velocità estreme.

Le prestazioni definitive del missile non sono state rese pubbliche. Non risultano confermati la velocità massima, il raggio d’azione, il profilo di volo né i dettagli della configurazione aerodinamica. Il programma si colloca nella linea di ricerca statunitense che comprende il dimostratore X-51A Waverider e le sperimentazioni condotte nell’ambito dell’HAWC, ma non è possibile dedurre da questi precedenti che l’HACM presenti caratteristiche progettuali identiche.

Sul piano operativo, un missile da crociera ipersonico può ridurre il tempo disponibile per rilevare un attacco e organizzare una risposta, soprattutto quando impiegato contro obiettivi sensibili al fattore temporale. La combinazione di velocità elevata e traiettoria atmosferica potrebbe complicare l’intercettazione, ma l’efficacia dipenderà dalle prestazioni effettivamente dimostrate, dalla precisione, dall’autonomia e dalla capacità di mantenere un profilo di volo affidabile. La velocità, da sola, non garantisce il superamento delle difese avversarie.

Ritardi, acquisizione e competizione strategica

Il programma ha subito diversi rinvii rispetto alle previsioni iniziali, che indicavano l’avvio delle prove in volo nel 2024, poi posticipato al 2025 e al 2026. Nel rapporto Weapon Systems Annual Assessment del luglio 2026, il GAO⁠ ha segnalato rischi legati alle tempistiche di sviluppo e alla riduzione del margine disponibile per completare la fase di prototipazione rapida. Il piano di sperimentazione è passato da sette a cinque voli programmati, mentre il completamento di almeno tre test è stato indicato come un passaggio determinante per orientare la decisione sull’avvio dell’acquisizione accelerata nell’anno fiscale 2027.

Il documento prevede la realizzazione di 13 esemplari nella fase di prototipazione, destinati alle attività di prova, alla disponibilità di ricambi e all’impiego operativo. La riduzione del numero di voli limita tuttavia i margini per recuperare eventuali criticità tecniche, con il rischio di compromettere il rispetto delle tempistiche previste. Il primo rilascio costituisce dunque un avanzamento concreto, ma non appare, allo stato attuale, sufficiente a certificare il completamento della validazione né a confermare l’effettiva entrata in servizio.

L’armamento si pone al centro della competizione per lo sviluppo di armi in grado di penetrare sistemi di difesa avanzati e ampliare le opzioni di attacco a lungo raggio. Nel teatro indo-pacifico, queste capacità sono considerate nell’ambito della pianificazione militare statunitense anche in relazione alle capacità missilistiche cinesi. Il loro valore strategico dipenderà non soltanto dalle prestazioni tecniche, ma anche dall’integrazione con le piattaforme aeree, dalla disponibilità di munizioni e dalla capacità di impiego in operazioni prolungate.

Resta centrale anche la sostenibilità economica del programma. Sistemi ad alta complessità tecnologica richiedono investimenti significativi e una filiera industriale in grado di garantire produzione, manutenzione e disponibilità delle scorte. L’US Air Force, secondo gli analisti, dovrà quindi conciliare le prestazioni attese con i costi e con i requisiti quantitativi delle proprie forze. Le prossime prove saranno decisive per stabilire se il programma potrà rispettare la tabella di marcia e passare dalla sperimentazione alla fase di acquisizione.

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