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Il Diocesano al traguardo dei 25 anni

Inaugurato dal cardinal Martini nel 2001, quest'anno ha superato i 90mila visitatori

Il Diocesano al traguardo dei 25 anni
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Il Museo Diocesano Carlo Maria Martini resta "aperto per ferie". Lo fa a modo suo, con una formula che funziona: ancora fino a domenica, porte aperte per ammirare la ricca collezione permanente e poi dal 13 luglio al 31 agosto solo con ingresso serale (dalle 17.30 alle 22.30) con la combinazione, fino ad oggi apprezzata dal pubblico, del biglietto alle mostre fotografiche e consumazione al bistrot (12 euro in totale).

Si possono vedere per tutta l'estate l'interessante personale dello svizzero Werner Bischof (19161954), tra i più grandi fotoreporter del Novecento, e la mostra, curata da Barbara Silbe, dedicata ai Sony World Photography Awards 2026, che presenta una selezione delle immagini vincitrici e finaliste dell'edizione di quest'anno del noto concorso internazionale di fotografia.

Se il chiostro è il fulcro della programmazione estiva, bisogna attendere l'autunno, e il mese di novembre in particolare, per le novità più importanti. Ci ricorda infatti la direttrice Nadia Righi che il 2026 è un anno speciale per il Diocesano: il 5 novembre il museo, inaugurato nel 2001 dall'indimenticabile cardinale Carlo Maria Martini (cui è stato poi intitolato nel 2017), compie 25 anni e celebrerà la ricorrenza a dovere. Come? "Ci saranno una serie di eventi e di iniziative, ma non voglio svelare tutto troppo presto. Cominciamo col dire che il giorno del compleanno il museo aprirà gratuitamente le sue porte al pubblico", ci dice Righi che, anche grazie a una sapiente programmazione, mantiene saldi i numeri dei visitatori (superano i 90mila l'anno).

Qualche anticipazione da segnare in agenda siamo però in grado di fornirvela: a fine ottobre, per il tradizionale appuntamento Capolavoro per Milano approda al Diocesano un pezzo davvero notevole. È la seicentesca Annunciazione di Artemisia Gentileschi (1593-1654), importante prestito dal Museo e Real Bosco di Capodimonte di Napoli e di certo il grande dipinto della pittrice (misura 257 cm in altezza e 179 cm in larghezza) colpirà gli occhi dei visitatori. In una mostra curata da Mario Epifani e da Righi, dal 27 ottobre al 31 gennaio si potrà ammirare una delle testimonianze più significative di Artemisia, figura straordinaria, quasi unica, di artista donna che operò in un ambiente dominato da pittori uomini. Dal cartiglio sappiamo la data esatta in cui Artemisia realizzò l'Annunciazione: era il 1630, appena rientrata a Napoli da Venezia. Di questo dipinto squarciato da luce caravaggesca, con dei giochi di luce incredibili, non conosciamo però la destinazione: forse era una pala d'altare.

E chissà se qualcosa in più scopriremo in mostra al Diocesano: grazie al sostegno della Fondazione Bracco, saranno, infatti, divulgati i risultati delle indagini diagnostiche non invasive sulla tela per aggiungere un altro tassello alla conoscenza del talento della grande Artemisia Gentileschi.

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