Docenti abilitati e programmi ministeriali

Gli obblighi da rispettare: prof assunti regolarmente e iscrizioni aperte a tutti

Augusto Pozzoli

La scuola per gli islamici, i figli degli immigrati egiziani a Milano, ancora una volta è al centro di dibattiti e polemiche. Ma con quali argomentazioni? È nota l’intesa raggiunta a livello interistituzionale per fare uscire dallo stato di illegalità la scuola di via Quaranta frequentata da quasi 500 alunni ogni anno al di fuori di ogni regola che porta a garantire il diritto allo studio dei minori: i responsabili della comunità islamica hanno accettato di dar vita a una scuola paritaria e a queste condizioni il Comune si è dichiarato disponibile a mettere a disposizione un edificio scolastico dimesso dietro regolare pagamento del canone previsto per le attività scolastiche. L’ipotesi di lavoro a questo punto è quella di dar vita a una scuola che, come tutte le paritarie, è tenuta a seguire tutte le regole oggi vigenti per qualsiasi tipo di scuola italiana: svolgimento dei programmi previsti dal sistema scolastico nazionale, classi affidate a docenti abilitati regolarmente assunti, impegno ad accettare chiunque voglia iscriversi anche se handicappato, idoneità dei locali in cui si svolge l’attività didattica.
Chiunque può aprire una scuola a queste condizioni e presentare all’ufficio scolastico regionale la documentazione di avere i requisiti richiesti: un ispettore valuta quindi la domanda, verifica che tutto sia in regola, e se così è il competente ufficio rilascia al richiedente la qualifica di parità. In Lombardia le scuole riconosciute come paritarie sono 2.300 e accolgono oltre 200mila alunni (più del 16 per cento del totale). Per frequentare questi istituti bisogna pagare una retta, ma le famiglie possono usufruire del «buono scuola» grazie ai fondi messi a disposizione dalla regione. In questo circuito scolastico potrebbe entrare, dunque, anche quella che dovrebbe accogliere bambini e ragazzi oggi ospiti della struttura di via Quaranta accanto a scuole private laiche e religiose e anche caratterizzate da altre matrici nazionali, tutte però rispettose delle regole previste dal sistema di istruzione italiano.
E se queste regole non vengono seguite? Ogni anno l’ufficio scolastico regionale è costretto a intervenire per togliere la parità a qualche scuola non in regola. Ciò avviene da quando il direttore scolastico regionale Mario Dutto ha adottato il sistema di tenere sotto controllo attraverso i suoi ispettori un certo numero di scuole scelte a campione, oppure segnalate per particolari lamentele dall’utenza e dagli stessi operatori scolastici.

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