Don Farinella: «Sul testamento biologico ho ragione io»

Don Farinella: «Sul testamento biologico ho ragione io»

Don Farinella non fa passi indietro. Anzi rilancia. Il parroco di San Torpete riferisce all’agenzia di stampa Ansa che «nessun richiamo particolare» gli sarebbe stato rivolto dall’arcivescovo Bagnasco durante l’incontro voluto dalla Congregazione della Fede per chiarire le posizioni del sacerdote sul caso del testamento biologico. La reazione dell’ex Santo Uffizio è stata provocata proprio da un’iniziativa di Paolo Farinella, uno dei sacerdoti che il 23 marzo scorso, in piena bufera sul caso Eluana, firmarono su Micromega online un appello a favore della libertà di coscienza in tema di fine vita. Don Farinella ha spiegato di essere stato convocato dal suo diretto superiore, l’arcivescovo di Genova e presidente della Cei cardinale Angelo Bagnasco, con il quale ha avuto, il 7 agosto scorso, un «incontro cordiale, durato più di tre ore, nel quale solo per dieci minuti si è parlato di testamento biologico». L’appello su Micromega aveva indotto la Congregazione della dottrina della Fede a invitare i vescovi diretti superiori dei 41 firmatari a convocarli per un chiarimento. Tra loro, anche don Andrea Gallo. «Il cardinale - ha detto don Farinella - mi ha tranquillizzato e mi ha chiesto se avessi già una pubblicazione o se avevo intenzione di fare una dichiarazione pubblica per permettergli di dare una risposta e chiudere il caso. Ho risposto che il mio pensiero era coerente con la teologia, anche se non allineato con le opinioni correnti di qualche prelato ardente di eccessivo zelo». Don Farinella ha detto di sentirsi «tranquillo», in quanto il suo pensiero «è coerente con la teologia», ma tanto per non cambiare attacca il metodo usato dalla Congregazione. In particolare attacca «le modalità dell’ex Sant’Uffizio che quantomeno avrebbe dovuto informarmi direttamente, in quanto inquisito, mentre ha scritto direttamente al vescovo. Dissi che la Congregazione non ha perso il vizio di espungere una parola o una frase dal suo contesto per imbastire un processo. Aggiunsi che è un metodo inaccettabile non solo in uno stato di diritto, ma a maggior ragione dentro la Chiesa che dovrebbe essere il santo dei santi della coscienza e della trasparenza». La lettera della Congregazione, oltre all’appello di Micromega, riguarda anche la partecipazione di don Farinella ad un incontro pubblico il 16 luglio scorso a Genova, nell’ambito della «Settimana dei Diritti» organizzata dal Comune di Genova. In quell’occasione, nella quale era presente anche Beppino Englaro, ha spiegato ancora don Farinella, «mi sono presentato come prete cattolico, pienamente e convintamente cattolico ed ho letto un testo di Paolo VI, ho citato il Cardinale Martini ed ho parlato di un documento della Conferenza Episcopale tedesca risalente agli anni Novanta, documenti nei quali si afferma quello che ho sostenuto io». «Per questo - ha aggiunto - durante l’incontro con il cardinale Bagnasco ho ricordato al mio vescovo che nella Chiesa ci sono posizioni diverse e diversificate ed io sono a favore del testamento biologico come lo è la conferenza episcopale tedesca». Diversa la posizione di don Gallo, che ha affermato di non aver «ricevuto alcun invito, alcun richiamo, nessuna richiesta di colloquio né telefonico né di persona sull’argomento».