Don Gelmini a giudizio «Ma sono innocente»

Premesso che un processo si debba celebrare in Tribunale, giammai in televisione o sulla stampa, pur sollecitato alla difesa da più parti ho preferito tacere, ho ritenuto più opportuno che il procedimento penale facesse il proprio corso, nella certezza che il giudizio sul mio operato e sulla mia vita avrebbero potuto esprimerlo appieno le diverse migliaia di ragazzi e ragazze che ho salvato dalla droga e dall'alcol.
Così da quasi due anni ho subito una campagna denigratoria e menzognera, rimanendo in religioso silenzio. Ora, dopo aver letto con attenzione le carte che i miei difensori hanno opportunamente consegnato a me, tornando alla mia paradossale vicenda giudiziaria, non posso non rimarcare che:
a) per gli stessi fatti, oggetto di ipotesi di reato, avevo anni fa subito un procedimento penale, conclusosi con un’eloquente archiviazione per infondatezza della notitia criminis;
b) di converso nel procedimento base che mi coinvolge, mera riedizione del precedente archiviato è in corso di svolgimento un’udienza preliminare, avviata il 22 maggio 2008, quindi due anni orsono, ove, in forma e modi radicalmente inusuali sono stati escussi come testi tutte le mie asserite vittime. Perdipiù ho dovuto nel frattempo sentire delle nefandezze logiche, irriguardose del minimo di verosimiglianza, scandalisticamente riprese in gogna mediatica da una certa stampa, per le quali io ad 80 anni sarei stato in grado di intrattenere rapporti sessuali non condivisi, tutte le sere dalle 20.30 in poi con venti ragazzi, relazioni dalla singola autonoma durata di 20 minuti cadauna, per una attività sessuale complessiva di circa 6 ore quotidiane (sic!), tanto che altro compagno di cella del calunniatore ha definito quest'ultimo: soggetto disturbato psichicamente, messo di concerto con altri a riferire contro la mia personale condotta, per avere da me denari!
Ve n'è insomma quanto basta, perché l'Ufficio dei Gup di Terni concluda l'interminabile udienza preliminare durante la quale si è interessato solo per un verso di me, trasformandosi di fatto, in giudice del dibattimento. In ogni caso coltivo la speranza che, al termine oramai vicino di detta udienza, il giudice assuma, in piena libertà e verità, il motivato convincimento dell'infondatezza assoluta delle accuse rivolte alla mia persona e che tanto mi hanno addolorato proprio perché infamanti, false ed artatamente amplificate: contro la pura menzogna è difficile approntare patrocini terreni.
Ma ve n’è anche abbastanza perché i miei avvocati si limitino, su mia espressa richiesta, a concludere solo formalmente innanzi al gup, riservandosi di svolgere le mie difese in diverse e future sedi.

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