«Dal Donizetti allo stadio cambierò faccia a Bergamo»

BergamoUna cosa è certa: Franco Tentorio, sindaco di Bergamo del Pdl (ex An), è un uomo dinamico. Per tutta la durata del nostro incontro, circa un’ora, è rimasto non più di un minuto comodo alla sua scrivania, nell’ufficio al primo piano di Palazzo Frizzoni, sede del Comune.
Mentre rispondeva animatamente alle mie domande avrà percorso qualcosa come una ventina di chilometri su e giù per la stanza, circumnavigando tutti i mobili rimasti nello stesso ordine lasciato dai suoi predecessori. Lui era a suo agio, io col torcicollo per poterlo seguire nella sua passeggiata garibaldina. Apre l’agenda e mi mostra il planning degli appuntamenti dell’ultimo mese, sono stati più di centocinquanta. «Faccio l’amministratore della città cinquanta ore la settimana e dopo cena mi dedico alla mia professione di commercialista».
E pensare che in questi giorni l’opposizione, con l’ex primo cittadino Roberto Bruni in testa, ha accusato la giunta di centrodestra di immobilismo. Con tutto quell’argento vivo addosso, Tentorio avrà contagiato la sua squadra e, a parte un primo periodo di rodaggio, i frutti si stanno raccogliendo. L’inquilino di Piazza Matteotti non ci sta al gioco di chi ha fatto di più nei primi sei mesi di mandato. «Il nostro piano è quinquennale e lo abbiamo scritto nero su bianco in campagna elettorale. Non mi aspettavo obiettività dai colleghi dell’opposizione, ma mi domando se in questi mesi hanno vissuto in un’altra città. Le grandi opere richiedono tempo e le linee programmatiche le presenteremo non più tardi di chi ha governato prima di noi. Abbiamo rispettato il patto di stabilità, approvato il piano di governo del territorio con 800mila metri cubi in meno di cemento a favore del verde, stiamo lavorando per limare i quattro piani integrati d’intervento che l’amministrazione Bruni ha immaginato sviluppati in altezza». Tentorio si riferisce ai progetti per la riqualificazione di aree cittadine come l’ex Sace nella zona dello stadio. Si pretendeva la realizzazione di grattacieli in un quartiere con palazzine di massimo tre piani e con il rischio di deturpare il paesaggio di città alta.
Il primo cittadino punta inoltre su una Bergamo solidale, attenta alla fasce più deboli. «Sarà rinnovato il fondo di solidarietà a cui hanno partecipato Caritas e Mia (Opera Pia Misericordia Maggiore) indirizzando le risorse in maniera mirata agli effettivi bisogni».
È però il nuovo stadio, la vera scommessa da vincere. Il dibattito è durato già troppi anni, ma si è ancora nella fase delle ipotesi, cinque per la precisione. Il campus dello sport potrebbe sorgere a Cortenuova, Urgnano, Grassobio, Zanica o nel quartiere cittadino di Grumello al Piano. Quest’ultima l’ipotesi più gettonata, anche se ci sono aspetti controversi non trascurabili a partire dal parere negativo più volte espresso dai residenti che chiedono un quartiere di servizi (manca la farmacia, l’edicola, un supermercato). Tentorio precisa: «Un parco dello sport alla Grumellina è fattibile soltanto se si rispetteranno tre condizioni. Si tratti di un complesso dedicato a tutte le discipline e con ampi spazi verdi; siano risolti i nodi viabilistici e la volumetria sia ragionevole».
Al momento però non ci sono progetti e senza quelli tutto è fermo. Altra questione che sta a cuore alla giunta è il turismo con l’obiettivo di far sedere intorno allo stesso tavolo enti e associazioni per costruire un piano di rilancio della città dei mille. Certo a guardar bene gli angoli di Bergamo si scoprono incurie e degrado.
«La Camera di commercio si è impegnata a sostenere le spese per la sistemazione della fontana in piazza Dante, si sta intervenendo nella zona della stazione per rifare il look alla piazza dedicata agli alpini in previsione del raduno nazionale di maggio». È il teatro Donizetti ad aver bisogno di un intervento radicale da 18-20milioni di euro. Cifra esorbitante per il Comune, ma con l’aiuto di Stato, Regione, Provincia e una sottoscrizione popolare si potrebbe dare avvio all’opera. Prima è necessario insonorizzare il Palacreberg (struttura realizzata per eventi e concerti), che per un paio d’anni dovrebbe ospitare tutta la stagione donizettiana.
Tentorio ha un sogno nel cassetto, avviare entro la fine del mandato una grande opera: l’accesso a città alta o il primo tratto della tangenziale est, l’asse interno tra il rondò delle valli e via Borgo Palazzo. Cose a divenire insomma. Nel frattempo la giunta di centrodestra ha riportato il sorriso tra i commercianti di viale Papa Giovanni XXIII. Dopo diciassette anni sono stati ripristinati i parcheggi.
Altro punto le tasse. La legge finanziaria impedisce manovre, ma Tentorio pensa alle tariffe per l’area occupata dalle bancarelle, diventate in periodi alterni parte urbanistica della città. «Oggi una bancarella sul Sentierone nel centro di Bergamo paga la stessa tariffa di quella posizionata nell’area periferica della Malpensata». Altra questione il matrimonio tra Pdl e Lega. Tentorio sorride e tranquillizza chi pensa sia un unione in bilico: «Andiamo d’amore e d’accordo».
Bussano alla porta; entrano il coordinatore del Pdl bergamasco Carlo Saffioti e l’assessore alla sicurezza, il leghista Cristiano Invernizzi. Casca a fagiolo, calco la mano. È vero, come sostiene l’opposizione, che la Lega comanda e il Pdl ubbidisce? Il sindaco rigetta l’accusa: «Le diversità sono punti di forza». Così impegnato con la fascia tricolore ha tempo per la sua famiglia? «Me lo ritaglio, spesso porto a cena fuori mia moglie. La sua pizza preferita? Tentorio risponde istintivamente una “napoletana”, poi guarda ironico il leghista Invernizzi e ci ripensa, optando per una romana, ma aggiunge: fa una brutta fine, me la divoro».
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