Dorotheum, all'incanto dipinti e gioielli da sogno

Dorotheum, all'incanto dipinti e gioielli da sogno

Le opere d'arte, quando accuratamente selezionate e garantite, possono rappresentare una valida alternativa di investimento per quanti desiderano stare lontani dalle Borse e dalla crisi finanziaria che nel 2008 ha gelato il mondo con il fallimento di Lehman Brothers e che, ancora oggi, frena l'economia internazionale. Il prossimo appuntamento da tenere d'occhio per quanti vogliono scommettere su dipinti e gioielli è l'importante carrellata d'aste che Dorotheum terrà a Vienna dal 26 al 30 novembre presso lo stesso «Palazzo Dorotheum». Cinque giorni nei quali la maggiore casa d'aste dell'Europa centrale metterà all'incanto artisti come Klimt, De Chirico, Burri, Toulouse-Lautrec e Kounellis, cui si affiancheranno lavori di maestri del design come Libeskind, Le Corbusier e Giò Ponti, oltre a gioielli e orologi (vedi secondo articolo).
Arte contemporanea: 29 novembre
Dorotheum propone l'opera «Eight» di Robert Clark Indiana, punto di partenza dei lavori dedicati ai numeri dell'artista che con la serie «Exploding Numbers» nel 1964 interpreta i dieci numeri cardinali come emblemi delle diverse età dell'uomo. Il numero «Eight», che è simbolo dell'infinito, per Indiana vuole rappresentare l'età matura (la stima è 100.000- 150.000 euro). L'Arte Povera è invece ben rappresentata da due opere di Jannis Kounellis.
La prima, datata 1987/88 composta da quattro enormi placche di ferro con vecchie macchine da cucire ed una bottiglia di gas propano che alimenta le fiamme distribuite sulla superficie (130.000- 200.000 euro la stima). La seconda, eseguita nel 2005, rielabora in chiave personale, l'esperienza della pittura «d'azione» con gestuali colature di catrame riportate su carta (80.000-120.000 euro). Di Alberto Burri sarà invece proposto in asta uno dei suoi primi «Cretti»: l'opera del 1971 è stimata 110.000-140.000 euro. Altri protagonisti italiani sono: Enrico Castellani, Mario Schifano, Tancredi Parmeggiani, Piero Dorazio e Afro Basaldella. Fra le opere di «Arte Cinetica» e le sue rivisitazioni troviamo invece l'oggetto sferico, di Adolf Luther del 1988, con al retro i timbri e la scritta «Sehen ist schön (vedere è bello)» e «Energetische Plastik (plastica energetica)».(70.000-90.000 euro la stima).
Uno sguardo sull'arte Optical ci porterà alle diverse dimensioni e colori apparentemente in movimento nell'opera di Victor Vasarely del 1992 «Tsipke» (45.000-65.000 euro). Franz West è presente con un'opera bianca composta da filo, garza e gesso la cui stima è di 40.000-50.000 euro. Infine, immancabile in ambito austriaco, un olio di grande formato di Friedensreich Hundertwasser «Globulant» del 1956, che già anticipa il carattere dei suoi lavori (220.000-280.000 euro).
Arte moderna: 28 novembre
La rassegna d'arte moderna vede come top lot due opere di geni indiscussi come Schiele e Klimt. Di quest'ultimo Dorotheum propone uno studio a matita (stimato tra 18.000 e 25.000 euro) raffigurante Hermine Gallia, moglie dell'omonimo mecenate d'arte ritratto nel quadro custodito alla National Gallery di Londra. È invece del 1907 l'olio dell'allora diciassettenne Egon Schiele che rappresenta una casa - non più esistente - nella periferia di Vienna: si tratta di una composizione dai colori forti e luminosi (140.000-220.000 euro). In asta anche un romantico piccolo dipinto di Carl Moll, «Veduta di Venezia - Le Zattere con la Punta della Dogana», dedicato dall'artista a un amico italiano in ricordo della sua visita in Italia (50.000-70.000 euro).
Impegno intellettuale e astrazione per Frantisek Kupka, cui si aggiunge l'opera degli anni '30 di Giorgio de Chirico «Calligramme» (90.000-120.000 euro). Dello stesso periodo è il gatto nero di Max Oppenheimer (50.000-70.000 euro). Ossessione del dettaglio infine con Gino Severini per l'opera del 1938/39 «Donna con bambina», in cui le stoffe dei vestiti e del decoratissimo divano sono raffigurate nei particolari più minuti (80.000-120.000).
www.dorotheum.com

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