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Due secoli di storia e musica. A teatro debutta "Era"

L'identità culturale di Napoli è al centro dello spettacolo alla Sala Umberto. Con una grande orchestra sul palco...

Due secoli di storia e musica. A teatro debutta "Era"
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Era di maggio è la celebre canzone napoletana, basata sui versi scritti da Salvatore Di Giacomo nel 1885 e messa in musica da Mario Pasquale Costa, che, peraltro, ha un ruolo da protagonista nel nuovo bel film del napoletano Vincenzo Marra, Era, in questi giorni nelle sale.

Ora è anche il titolo dello spettacolo scritto e diretto da Stefano Reali che approda domani, 30 marzo, alla Sala Umberto di Roma, un evento teatrale e musicale che attraversa due secoli di storia, cultura e identità partenopea, nato a sostegno della candidatura della canzone classica napoletana a Patrimonio dell'Umanità. Era di Maggio però non è un semplice concerto ma un percorso scenico in cui musica, parole e immagini dialogano e raccontano. Al centro dello spettacolo, prodotto da Alessandro Longobardi, ci sono il regista Stefano Reali, anche pianista e voce narrante della serata, e l'attrice e cantante Clotilde Sabatino. Con la sua voce Clotilde Sabatino guida tutta la narrazione, attraversandone epoche, personaggi e atmosfere. È lei a trasportare il pubblico lungo questo percorso, dando vita a una serie di immortali figure femminili della canzone napoletana.

Accanto a loro ci saranno Leandro Amato, attore e performer, e l'orchestra dal vivo, composta da alcuni tra i più noti musicisti jazz e pop, come Marco Guidolotti (sax e clarinetto), Valerio Vantaggio (percussioni), Daniele Bonaviri (chitarra solista), Felice Tazzini (tastiere) e Stefano Nunzi (contrabbasso) che daranno vita a un ensemble tra tradizione e innovazione. Il lavoro coreografico di Cristina Arrò e i costumi curati da Annamaria Porcelli contribuiscono a creare una cornice visiva suggestiva, capace di trasportare il pubblico in un'altra epoca.

Durante l'esecuzione infatti, alle spalle degli artisti prendono vita proiezioni visive che supportano e amplificano il racconto.

Le immagini attingono sia a materiali di repertorio fotografie, filmati e documenti sia a contenuti visivi generati tramite Ia, utilizzati per ricreare le atmosfere del tempo e trasportare lo spettatore nel contesto storico di queste canzoni.

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