E in Corea la "scelta" è tra uccidere o restare disoccupati

Park Chan-wook riflette sulla crisi economica. Tra humour e sangue

E in Corea la "scelta" è tra uccidere o restare disoccupati
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da Venezia

Ieri è stata la giornata di riflessione sul mondo del lavoro nei due film in concorso al Lido. Oltre al più romantico A pied d'oeuvre della francese Valérie Donzelli su uno scrittore che, per sbarcare il lunario, fa il tuttofare, ecco No Other Choice (Non c'è altra scelta) del sudcoreano Park Chan-wook che utilizza i registri del grottesco e un po' del grandguignolesco tipici del suo cinema (da Old Boy a Lady Vendetta). Il protagonista è caporeparto in una cartiera che, quando viene comprata dagli americani, viene licenziato senza preavviso. Dopo 25 anni di lavoro si ritrova senza più nulla con la moglie e i due figli. L'alto tenore di vita viene subito ridimensionato con la dipartita di due enormi Goldon retriever ma probabilmente ci sarà pure da vendere la villetta di famiglia. You Man-su, interpretato da una star del cinema del suo Paese, Lee Byung Hun, proprio come la moglie nel film Park Hee Soon, inizia subito a fare colloqui in cerca di un nuovo lavoro nel suo settore ma capisce che la concorrenza è spietata e così prende una decisione ben precisa: "Se non c'è un posto per me, allora dovrò farmi spazio da solo".

Si può facilmente intuire, conoscendo il cinema del regista sudcoreano, la piega, anche di sangue, che il film prende nel tentativo di tenere insieme il grottesco, il dramma e i lati ironici della vicenda.

Però certo il tema di fondo è sempre molto attuale anche perché il romanzo a cui il film si ispira, The Ax, di Donald Westlake, è del 1997. Da quella storia, ambientata nei suburbi statunitensi, nel 2005 Costa-Gravas ha girato Cacciatore di teste al confine tra Francia e Belgio. Un progetto a cui Park Chan-wook teneva ben prima di conoscere il film di Costa-Gavras come ha avuto modo di dire ai giornalisti: "Tutti noi custodiamo quella paura profonda legata al lavoro e alla sicurezza. Ho potuto lavorare a questo film per vent'anni perché, chiunque ne parlasse, si riconosceva sempre e diceva: È una storia di grande attualità. Questo mi ha dato fiducia perché sapevo che era un film che, prima o poi, sarebbe stato realizzato".

No Other Choice (da gennaio prossimo nei cinema italiani con Lucky Red) nel giocare sul grottesco della vicenda mette comunque a fuoco cosa significhi perdere la professione oggi nella Corea del Sud

dove il mercato del lavoro, d'accordo come in tanti altri Paesi, è altamente competitivo e riflette la struttura della società dove il "capofamiglia" oltre al lavoro rischia di perdere anche la moglie e la stessa famiglia.

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