Emanuela Fontana
da Roma
Le parole del segretario Ds erano state una pietra tombale per lentusiasmo dei governatori regionali: «Considero una semplificazione errata la chiusura dei cpt». Due parole per smontare un teorema: «semplificazione», un sostantivo poco lusinghiero, e «errata», un aggettivo di definitiva disapprovazione.
La dichiarazione di Piero Fassino arrivò proprio allindomani di un convegno a Bari organizzato dal governatore pugliese Nichi Vendola (Rifondazione) per chiedere al governo lannullamento dei centri di accoglienza temporanea per immigrati clandestini. Un incontro che si era svolto tre giorni dopo gli attentati di Londra: «Mi avevano chiesto di rinunciare», aveva spiegato Vendola in apertura, ma aveva brillantemente riconquistato la palla spiegando che la «risposta al sangue di Londra» doveva essere la politica dellaccoglienza. Da qui il titolo dellincontro: «Mare aperto». E lo slogan: «No-cpt», ovvero chiusura dei centri di accoglienza temporanea decisi da una legge dellUlivo, la Turco Napolitano del 98, quando capo del governo era Romano Prodi.
Il ritornello «no-cpt», chiudiamo i cpt, ronzava già da settimane. Improvvisamente, poco dopo le elezioni regionali, Vendola ne aveva fatto il cavallo di battaglia, con il supporto, dai movimenti, di Luca Casarini, che non aveva esitato a invitare: «Distruggiamoli». Pian piano lidea vendoliana di smontare i centri pensati da Livia Turco e Giorgio Napolitano (e e confermati dalla successiva legge Bossi-Fini della Cdl) è diventata una sorta di appello, a cui hanno aderito tutti i presidenti di Regione del centrosinistra. Sul Manifesto Vendola ha lanciato il messaggio e presto gli si sono accordati tutti, da Piero Marrazzo a Antonio Bassolino ad Agazio Loiero, che pure appartiene al partito più moderato del centrosinistra (Margherita). Il disappunto della Turco e di Napolitano non è tardato ad arrivare. Dapprima era stato il sottosegretario allInterno Alfredo Mantovano ad avvertire che si stava creando un «accordo» tra i governatori dellUlivo per far chiudere quei centri che erano state una delle condizioni per entrare nel trattato di Shengen. I cpt erano stati pensati per consentire alle forze dellordine un periodo di giorni (prima 30, poi 60 con la Bossi-Fini) per identificare i clandestini che normalmente si fanno trovare sprovvisti di documenti. I cpt si possono migliorare «non sono hotel a quattro stelle», aveva precisato appunto Mantovano. Ma chiederne la chiusura «è da irresponsabili», aveva affossato liniziativa lex ministro dellInterno Napolitano (Ds).
Il 7 luglio, nel pieno della polemica italiana sui cpt, Londra viene attaccata e ritorna il dibattito sulle misure antiterrorismo per contrastare una minaccia sempre più diretta nei confronti dellItalia. Ma da Bari non arrivano disdette: il convegno si svolge, l11 luglio, quando lInghilterra e lEuropa sono ancora scosse dalle bombe di Londra. Tredici governatori danno lappoggio, più formale che pratico,, perché al convegno di Vendola ne arrivano soltanto tre: Loiero, Ottaviano del Turco (Abruzzo)e Vito De Filippo (Basilicata). Il fronte è comunque compatto, ma non lo è altrettanto il centrosinistra. Fassino bacchetta i presidenti e Fausto Bertinotti lo critica: «La sua posizione non è quella dellUnione».
E Fassino bocciò i governatori: «Chiudere i centri è un errore»
I presidenti delle Regioni rosse avevano fatto proprio lo slogan di Casarini e compagni. Poi il leader dei Ds li ha sconfessati
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