La crisi tra Stati Uniti e Iran resta appesa a un fragile equilibrio tra diplomazia e minaccia militare.
Il Pentagono avverte Teheran: c’è spazio per “un buon accordo”, ma le forze americane sono pronte a colpire di nuovo. Intanto il ministro degli Esteri iraniano è atteso a Islamabad per un nuovo round negoziale mediato dal Pakistan. Sullo sfondo pesano i piani Usa per Hormuz, il consumo di missili e il costo crescente della guerra.Tesoro Usa congela 344 milioni di dollari in criptovalute legati all'Iran
Il Dipartimento del Tesoro americano sta sanzionando diversi portafogli di asset legati all'Iran, congelando 344 milioni di dollari in criptovalute. Lo annuncia il segretario al Tesoro Scott Bessent che, in più dichiarazioni postate su X, ha dato conto di sanzioni anche a carico della Hengli Petrochemical (Dalian) Refinery, una raffineria indipendente (una cosiddetta 'teapot') con sede in Cina, parte di uno schema che continua "a svolgere un ruolo fondamentale nel sostenere l'economia petrolifera dell'Iran".
Media, Teheran non ha chiesto nessun incontro con Usa
"L'Iran non ha avanzato alcuna richiesta di colloqui con gli americani e, al contrario, ha finora respinto categoricamente le richieste di negoziati da parte degli Stati Uniti a causa delle loro pretese eccessive". Lo ha affermato l'agenzia di stampa Tasnim, affiliata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), respingendo le dichiarazioni della portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt in merito alla richiesta di colloqui da parte di Teheran.
Trump, l'Iran farà un'offerta per soddisfare le richieste Usa
L'Iran ha in programma di formulare un'offerta per soddisfare le richieste Usa. Il presidente Donald Trump, secondo il Guardian, ha detto che "stanno formulando un'offerta e vedremo", precisando di non sapere in cosa consisterà. Alla domanda sugli interlocutori degli Usa nei negoziati, il tycoon ha risposto: "Non voglio rivelarlo, ma stiamo trattando con le persone che detengono ora il potere". Gli inviati speciali Steve Witkoff e Jared Kushner andranno ai colloqui di Islamabad con il ministero degli esteri iraniano Abbas Araghchi: i due partiranno sabato mattina, ha riferito la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt.
Axios, incontro Araghchi con Usa verrà valutato dopo bilaterale con Pakistan
"La possibilità di un incontro trilaterale con gli Stati Uniti verrà valutata dopo il nostro faccia a faccia con Abbas Araghchi". Lo ha riferito ad Axios un funzionario pakistano, precisando che i colloqui con il ministro iraniano, in programma oggi e domani a Islamabad, si concentreranno sul rilancio dei negoziati con l’amministrazione del presidente Donald Trump. Secondo le stesse fonti, Araghchi dovrebbe poi proseguire il suo viaggio verso Muscat, in Oman, e successivamente a Mosca, rendendo incerta la tempistica di un eventuale incontro con gli emissari statunitensi. Due fonti indicano tuttavia che un faccia a faccia potrebbe tenersi lunedì, dopo che Jared Kushner e Steve Witkoff avranno condotto separati colloqui bilaterali con i mediatori pakistani.
Media, Araghchi esortato ad annullare viaggio a Islamabad
L'agenzia di stampa Fars, affiliata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), ha esortato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ad annullare il suo viaggio a Islamabad, in Pakistan, sostenendo che la sua sovrapposizione con la visita della delegazione negoziale statunitense potrebbe comunicare l'accettazione da parte di Teheran della prosecuzione dei colloqui con gli Stati Uniti, che ha definito "costosi" e "inutili". "Non si può negare la preoccupazione per le iniziative del ministro degli esteri, e l'esito dei suoi due precedenti cicli di colloqui con la controparte americana è la guerra che ora ci troviamo ad affrontare", scrive Fars.
Trump, vogliono presentare offerta che soddisfi nostre richieste
L'Iran vuole presentare un'offerta che possa soddisfare le richieste degli Stati Uniti. Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump alla Reuters, citata da Sky News, aggiungendo che i funzionari statunitensi che stanno negoziando con l'Iran hanno ora a che fare con "le persone attualmente al comando".
Media Teheran, Araghchi non ha in agenda incontro con Usa
"Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi non terrà alcun negoziato con gli americani a Islamabad". Lo ha riferito l’agenzia di stampa iraniana Tasnim, citando una dichiarazione ufficiale che accusa i media statunitensi di diffondere notizie false sul presunto nuovo ciclo di colloqui. La Casa Bianca ha confermato la partenza per il Pakistan degli inviati speciali americani, Steve Witkoff e Jared Kushner. Nel comunicato, intitolato "I media americani mentono ancora", si afferma che "funzionari e media statunitensi inventano storie su nuovi contatti da oltre dieci giorni" e che un negoziato con Washington "non è attualmente all’ordine del giorno". Secondo la stessa fonte, Araghchi discuterà invece con le autorità pakistane le "valutazioni dell’Iran sulla fine della guerra".
Casa Bianca, Vance in standby, andrà in Pakistan solo se necessario
"Vedremo cosa hanno da dire gli iraniani". Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, parlando a Fox News alla vigilia della partenza per Islamabad degli inviati di Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner. A proposito dell'assenza di Jd Vance: "il vicepresidente, per quanto ne so, è in standby e sarebbe disposto a essere inviato in Pakistan se ritenessimo necessario un impiego del suo tempo".
Fox, è stata Teheran a chiedere nuovo incontro a Islamabad
Secondo quanto riportato da Fox News, sarebbe stato l'Iran a chiedere un incontro di persona con i rappresentanti Usa. Come confermato dalla Casa Bianca, domattina, l'inviato speciale Steve Witkoff e il genero del presidente Trump, Jared Kushner, si recheranno in Pakistan per colloqui diretti con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi.
Cnn, Trump invierà Witkoff e Kushner in Pakistan per colloqui con Araghchi
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, invierà Steve Witkoff e Jared Kushner in Pakistan per incontrare il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, questo fine settimana. Lo hanno riferito alla Cnn due funzionari dell'Amministrazione Usa senza precisare dettagli sul loro viaggio per Islamabad né quando sarebbe in programma l'incontro con la delegazione iraniana. Il vice presidente, Jd Vance, al momento non ha in programma di partecipare ai colloqui dal momento che nemmeno il presidente del Parlamento dell'Iran, Mohammad Bagher Ghalibaf, prenderà parte all'incontro. I due funzionari hanno fatto notare che Ghalibaf è considerato internamente alla Casa Bianca come il capo della delegazione iraniana e l'omologo di Vance. Tuttavia, hanno aggiunto, il vice presidente resterà in attesa di recarsi a Islamabad se i colloqui progrediranno, mentre membri del suo staff saranno in Pakistan e parteciperanno ai negoziati.
Per Hormuz pronta anche una fregata italiana oltre ai cacciamine
C'è anche una fregata tra i mezzi approntati dalla Difesa, attualmente in porto in Italia, disponibili ad essere inviati nel caso di un eventuale intervento di bonifica con due cacciamine e una nave logistica nello Stretto di Hormuz. Affinché si verifichi l'invio - che avverrà solo in sicurezza - saranno necessarie tre condizioni: una tregua, quindi la cessazione delle ostilità nella stessa area, un mandato internazionale e infine l'autorizzazione del Parlamento. Lo si apprende da fonti informate.
Araghchi in partenza per Islamabad, nostri vicini sono priorità
"I nostri vicini sono la nostra priorità". Lo ha scritto in un post su X il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, annunciando di essere in partenza per un tour che lo porterà a Islamabad, Muscat e Mosca. "Lo scopo delle mie visite è quello di coordinarmi da vicino con i nostri partner su questioni bilaterali e di confrontarmi con loro sugli sviluppi regionali", ha aggiunto Araghchi.
Hegseth, il Papa fa il suo e va bene, noi abbiamo nostra missione e autorità
"Il Papa fa quello che deve fare e va bene, noi sappiamo quale è la nostra missione, quale autorità abbiamo. Siamo molto chiari su questo, seguiamo gli ordini del presidente". Così Pete Hegseth ha risposto ad una domanda su come il Pentagono giudica la disputa in corso tra amministrazione Trump e Vaticano sull'interpretazione del principio cattolico della guerra giusta, avviato dall'attacco senza precedenti di Donald Trump a Papa Leone XIV. "Noi abbiamo avvocati dappertutto che controllano quello che facciamo e perché lo facciamo e ci forniscono ogni autorità necessaria sulla base della Costituzione e delle nostre leggi per agire a largo spettro", ha aggiunto il segretario alla Difesa in una conferenza stampa oggi al Pentagono.
Media, attacchi israeliani nel sud del Libano
Aerei da guerra israeliani hanno effettuato altri due raid aerei sul villaggio di Deir Aemes (distretto di Tiro), dopo che l'esercito israeliano aveva ordinato l'evacuazione degli abitanti nel corso della giornata. Gli aerei da guerra israeliani hanno inoltre preso di mira la periferia della città di Bint Jbeil, in direzione del villaggio di Kunin. Lo scrive L'Orient du Jour. Entrambe le località si trovano nel sud del Libano.
Hegseth, guerra è dono per il mondo
Il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth ha definito la guerra in Iran un "dono per il mondo" parlando con i giornalisti al Pentagono. Hegseth ha aggiunto che il blocco navale statunitense contro le navi iraniane continuerà "finché sarà necessario" per portare a termine la missione "audace e pericolosa" degli Stati Uniti, volta a porre fine alla minaccia che l'Iran rappresenta per la sicurezza globale.
fonti pakistane, 'colloqui con Usa potrebbero riprendere prestò
I colloqui di pace tra Stati Uniti ed Iran potrebbero riprendere presto. Lo hanno indicato tre fonti pakistane all'agenzia Reuters, secondo quanto riporta Sky News Arabia.
Iran International, Ghalibaf lascia i negoziati per disaccordi interni
Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, capo della squadra negoziale iraniana con gli Stati Uniti, si è dimesso per i disaccordi interni. Lo riporta Iran International in un'esclusiva. Ghalibaf è stato criticato per aver tentato di includere la questione nucleare nei colloqui con Washington ed è stato costretto a dimettersi. La figura intransigente Saeed Jalili, rappresentante ultraintegralista della Guida Suprema presso il consiglio supremo di sicurezza nazionale, potrebbe sostituirlo, scrive Iran International, mentre anche il ministro degli Esteri Abbas Araghchi cerca di assumere la guida dei colloqui.
Hegseth: "Colloqui ospitati da Francia e Gb su Hormuz chiacchere inutili"
"Chiacchiere inutili". Così Pete Hegseth ha liquidato le discussioni tra quasi 50 paesi, ospitate la scorsa settimana a Parigi da Francia e Gran Bretagna, su come ristabilire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. "So che ci sono molte discussioni, avete visto la conferenza - che definirei sciocca - che si è tenuta in Europa la settimana scorsa, dove - ha detto - si sono riuniti per parlare di parlare, di fare forse qualcosa in futuro, quando le cose saranno sistemate. Non si tratta ancora di sforzi seri".
Hegseth, per Europa è finito tempo di approfittare della nostra protezione gratis
Pete Hegseth ha fatto eco alle critiche agli alleati europei di Donald Trump. "L'Europa e l'Asia hanno beneficiato della nostra protezione per decenni, ma il tempo di approfittarne gratuitamente è finito", ha affermato il segretario alla Difesa in un briefing sulla guerra in Iran.
Hegseth: "L'Iran ha la possibilità di fare un buon accordo o colpiremo di nuovo"
"L'Iran ha la possibilità di fare un buon accordo". Lo ha detto Pete Hegseth in un briefing al Pentagono con il capo degli stati maggiori congiunti, Dan Caine, sull'operazione 'Epic fury'. In mancanza di un'intesa, ha ribadito il segretario alla difesa, l'esercito americano è pronto a colpire di nuovo. "Abbiamo tutto il tempo del mondo, come ha detto il presidente Trump", ha aggiunto Hegseth.
Il ministro degli Esteri dell'Iran atteso a Islamabad oggi
Fonti governative pachistane hanno riferito all'ANSA che il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è atteso a Islamabad questa sera con una piccola delegazione. A seguito di importanti colloqui con la squadra di mediazione pachistana, è previsto un secondo round di colloqui di pace a Islamabad tra Stati Uniti e Iran, affermano le stesse fonti governative. Un team logistico e di sicurezza statunitense è già presente nella capitale pachistana per facilitare il processo negoziale.
Riunione con Crosetto, Mantovano e vertici intelligence, focus su Iran
Si è svolta questa mattina a Palazzo Dante una nuova riunione del ministro della Difesa, Guido Crosetto, e del sottosegretario con delega alla Sicurezza della Repubblica, Alfredo Mantovano, con i vertici militari e dell'Intelligence. L'incontro ha consentito di fare il punto sugli sviluppi più recenti relativi agli aspetti militari e di intelligence connessi alla crisi nell'area Mediorientale.
Nyt, la guerra in Iran ha prosciugato le scorte Usa di missili
Secondo valutazioni interne del Dipartimento della Difesa, confermate anche da fonti del Congresso che hanno parlato con il New York Times, le scorte di missili statunitensi e di armi costose si sono notevolmente ridotte a causa della guerra con l'Iran. Secondo le stime, gli Usa hanno consumato 1.100 missili da crociera stealth a lungo raggio, progettati per una guerra con la Cina; 1.000 missili da crociera Tomahawk, circa 10 volte il numero che acquistano attualmente ogni anno; 1.200 missili intercettori Patriot, ognuno dei quali costa più di 4 milioni di dollari; e 1.000 missili di precisione e missili terrestri.
Alcune fonti stimano che gli Stati Uniti abbiano speso tra i 28 e i 35 miliardi di dollari durante la guerra, quasi un miliardo di dollari al giorno. La corsa al riarmo, secondo il Nyt, renderebbe gli Usa meno preparati ad affrontare potenziali rivali come Russia e Cina. Per far fronte al deterioramento delle forniture di armi, gli Stati Uniti si sono rivolti alle case automobilistiche affinché partecipassero alla produzione di armamenti, come era consuetudine durante la Seconda Guerra Mondiale, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal. La guerra ha anche messo in luce la dipendenza del Pentagono da intercettori e munizioni per la difesa aerea estremamente costosi, e non è ancora chiaro se l'industria della difesa statunitense sia in grado di sviluppare armi economiche, soprattutto droni, in tempi brevi, ha affermato il Nyt.
Trump, 'l'Italia invece dell'Iran ai Mondiali? Non ci sto pensandò
'Non ci sto pensando più di tanto". Così il presidente americano Donald Trump ha risposto alla domanda su cosa pensasse dell'ipotesi di partecipazione dell'Italia invece dell'Iran agli imminenti Mondiali di calcio, come suggerito dall'inviato speciale del tycoon, Paolo Zampolli, nel resoconto del Financial Times. "Nessuna comunicazione proveniente dagli Usa ha detto loro (all'Iran, ndr) che non possono venire", ha aggiunto il segretario di Stato, Marco Rubio, invitato a rispondere da Trump. "Tuttavia, non so da dove provenga questa voce", ha aggiunto Rubio. Via libera agli atleti, ma "non vogliamo persone legate ai pasdaran".
Trump, 'incontrerò leader Israele e Libano nelle prossime due settimane
Il presidente americano Donald Trump ha affermato di attendersi che i leader di Israele e Libano lo incontrino nel corso delle prossime due settimane, esprimendo fiducia sulla possibilità di definire un accordo di pace permanente entro l'anno. Il cessate il fuoco è stato esteso di tre settimane. "Credo vi siano ottime probabilità. Penso che dovrebbe trattarsi di un obiettivo facile da centrare", ha detto Trump, nelle battute iniziali dell'incontro ospitato alla Casa Bianca tra gli ambasciatori dei due Paesi, impegnati in un secondo ciclo negoziale per un possibile accordo di pace.
Cnn, Usa pianificano attacchi all'Iran su Hormuz se salta la tregua
Le forze armate americane stanno preparando piani di emergenza per colpire le difese iraniane nello Stretto di Hormuz qualora il fragile cessate il fuoco dovesse crollare. Lo riferisce la Cnn, in base a funzionari Usa, secondo cui il focus è sulla neutralizzazione delle mine iraniane, delle imbarcazioni d'attacco rapido e delle minacce costiere, al fine di mantenere aperta il braccio di mare da cui transita il 20% del petrolio mondiale. "Le forze armate americane continuano a fornire opzioni al presidente Trump e tutte le opzioni restano sul tavolo", ha commentato un funzionario del Pentagono, sulla pianificazione degli obiettivi.