E La Russa chiude la porta: «Milano non è in discussione»

(...)Ma La Lega è un alleato o un avversario?
«È un alleato importante e leale che ha sempre contribuito al successo della coalizione».
Sarà leale, ma intanto Bossi vuol diventare sindaco di Milano.
«Bossi, che stimo molto e del quale sono amica, ha fatto del federalismo il punto più qualificante della sua azione politica. E penso che per la riuscita di questo progetto la sua presenza al governo sia indispensabile. Questa riforma ha bisogno della sua leadership».
E un altro leghista a Palazzo Marino?
«Il Pdl a Milano ha preso il 36 per cento, la Lega il 14».
Non si parla d’altro in questi giorni.
«Tutti ne parlano, ma i dati dimostrano che il Pdl è di gran lunga il primo partito. E che ha guadagnato voti anche rispetto alle ultime provinciali. E in queste ultime elezioni a Milano città il Pdl ha ricevuto più voti che in provincia».
Discorso chiuso?
«Se i numeri hanno ancora un significato, la volontà degli elettori è chiara».
Ammetta che alla vigilia il centrodestra ha tremato.
«In periodi di crisi il voto di solito non è mai favorevole ai partiti di governo. Questa volta lo è stato. Un successo ancora maggiore».
La aspetta un altro anno da sindaco.
«Continuo a lavorare giorno per giorno».
Per esempio?
«Sulle politiche della sicurezza».
La Lega ha vinto perché gli italiani chiedono più sicurezza.
«L’attenzione sul tema sicurezza che è stato uno dei punti di svolta per la riconquista del governo nazionale da parte de centrodestra è partita nel 2007 da Milano quando ho organizzato io una manifestazione proprio sulla sicurezza. Quelle richieste che non furono accettate dal governo Prodi, sono diventate delibere a Milano grazie alla nuova politica del governo Berlusconi, del ministro Maroni, del mio lavoro e di quello del vicesindaco abbiamo il 16 per cento di reati in meno e un meno 36 per cento nello spaccio di droga. E poi 250 sgomberi, gli ultimi in via Colico, Bisceglie, Rubattino, Bonfadini. Prima che arrivassimo gli sgomberi erano stati tre».
Rincorre la Lega e fa il sindaco sceriffo?
«No, perché la legalità è sempre collegata alle politiche sociali. A iniziative culturali. Due facce della stessa medaglia. Porto in giunta una delibera per i custodi sociali che si occupano degli anziani e delle famiglie in difficoltà. Un’esperienza nuova per la quale Milano è esempio in Europa».
C’erano già.
«Erano meno di venti, solo così ne aggiungiamo 250».
Formigoni ha presentato i quattro Progetti per Milano. E lei?
«Il mio è un lavoro quotidiano. Penso al turismo che a Milano è aumentato del 7 per cento, mentre in tutta Italia è in calo: alla semplificazione della macchia amministrativa che ha portato alla diminuzione delle code e dei tempi di attesa, ai certificati on line; al potenziamento dei trasporti pubblici, agli investimenti nei nuovi metrò, alle 200 colonnine per ricaricare auto elettriche. Oppure ai 280 nuovi mezzi ecologici dell’Atm, al bike sharing, al teleriscaldamento, agli incentivi per le donne in maternità, ai libri gratuiti per la scuola dell’obbligo, al raddoppio degli anziani seguiti nelle loro case. E questo solo per fare alcuni esempi».
Formigoni punzecchia, l’ex sindaco Gabriele Albertini la critica, Bossi vuol fare il sindaco. Lei ha più nemici dentro il partito che fuori.
«Inevitabile che in un grande partito ci siano voci non allineate. Ma ho incontrato La Russa, Lupi, Casero, Podestà e i vertici del Pdl mi hanno confermato la loro fiducia».
Si ricandida?
«La Russa ha già detto che il mandato di un sindaco si giudica sui dieci anni. C’è compattezza nei vertici del Pdl sulla mia ricandidatura».
L’assessore Massimiliano Orsatti è stato eletto in Regione. Pronto un rimpasto?
«Non so ancora cosa sceglierà. Ma sono felice, vuol dire che i cittadini hanno apprezzato il suo lavoro da assessore in Comune».
L’Udc ha corso da sola, un’occasione per farla uscire dalla giunta?
«L’Udc è sempre stata in giunta e ci resta».
C’è ancora bufera sull’Expo.
«No, stiamo lavorando serenamente per predisporre il dossier di registrazione. Non difficile da realizzare sulla base di un dossier di candidatura solido, scrupoloso e ben dettagliato».
La sinistra farà le primarie per scegliere il candidato sindaco. Lei sarebbe disposta?
«Non sono contraria in linea di principio. Ma con il Pd che perde voti e il Pdl che ne guadagna, mi sembra che le primarie siano necessarie per loro. Non per noi».

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