La tragedia degli esuli istriani e dalmati, che va oltre i pur tragici massacri avvenuti nelle foibe e nei campi di prigionia jugoslavi, è stata a lungo rimossa dalla memoria nazionale, per pressioni politiche interne, era dissonante alla narrazione della Seconda guerra mondiale e della Jugoslavia comunista fatta dal Pci, ed internazionali (rendeva difficile per l'Italia chiudere la disastrosa parentesi bellica). Negli ultimi decenni è stato possibile recuperare la memoria di quegli eventi. Anche dal punto di vista librario. Tra i titoli usciti quest'anno vi segnaliamo Lontano da qui. Storia dell'emigrazione giuliana nel mondo (pagg. 304, euro 20) di Roberto Spazzali, pubblicato da Ares con la collaborazione dell'Istituto Regionale per la cultura istriano - fiumano - dalmata. Il libro inquadra il fenomeno dell'emigrazione da questi territori nel periodo che va dal 1918 al 1954, mettendo in luce come in questa terra di confine e di cambi di regime la popolazione sia stata spesso costretta a fare la scelta più difficile. Le pagine sull'esodo istriano, fiumano, dalmata sono tra le più interessanti e documentate.
Degno di nota anche Le donne e l'esodo giuliano - dalmata a firma di Giuseppina Mellace (Mursia, pagg. 222, euro 17). Durante l'esilio e l'esodo, infatti è stato fondamentale il ruolo delle donne che hanno pagato un prezzo altissimo nel tentativo di supportare le proprie famiglie nello sradicamento.
Il filo rosso della narrazione sono le vicende di Egea Haffner e di Licia Cossetto, che dopo aver riconosciuto il corpo della sorella, barbaramente violentata e uccisa, dovette lasciare l'Istria. Marino Micich invece in Fiume, addio! (Mursia, pagg. 326 euro 20) racconta l'epopea della città dal Secondo conflitto mondiale al grande esodo.