Ecco Marrazzo dopo la bufera: pranzo fuori porta con la moglie

Una scampagnata fuori porta, prove tecniche di ricostruzione. Piero e Roberta, quasi una coppia qualunque. Il ritorno dei Marrazzo dopo la bufera è il colpaccio del settimanale Chi oggi in edicola, leggasi primo avvistamento pubblico del governatore dimissionario e transfuga in compagnia della giornalista consorte. Il fotoracconto del settimanale diretto da Alfonso Signorini: «Gita in un centro medievale a 40 chilometri da Roma per l’ex presidente della Regione Lazio, che ha deciso di concedersi un pranzo al ristorante». E nel borgo di Riano si materializza un frammento di vita quotidiana. Ovvero come sopravvivere agli scandali. Intimità da condividere con gli uomini della scorta, riporta ancora Chi, e un’amica di famiglia. Eppure è già tanto così, dicono.
Stavolta di diverso c’è che il titolone è tutto per Roberta Serdoz, la moglie tradita, la donna-che-perdona. Lei in mezzo alla bagarre tra viados, coca e ricatti hard, aveva voluto restare comunque al fianco del marito. Un gesto capace di meritare il plauso dell’avvocato e deputato Pdl Giulia Bongiorno («Una scelta sorprendente e coraggiosa», sul Corriere della Sera, 28 ottobre); nonché l’ammirazione di una femminista coi fiocchi come Dacia Maraini («Ecco una donna generosa, che vuol bene al suo uomo»). E pazienza se era stato lui, allora, a scappare in clausura, ché «della Regione non me ne frega più niente, penso soltanto a Roberta e mia figlia, ha appena otto anni». Negli scatti di oggi la Serdoz, mezzo busto del Tg3, lascia nell’armadio il tailleur e appare in versione casual. Giaccone, completo beige mimetico e scarpe da tennis. «Serena e sorridente», sottolinea Chi. E anche Marrazzo gira in jeans, come quando - la settimana scorsa - i fotografi di Oggi l’hanno sorpreso in un supermercato della via Tiberina, a metà strada tra Roma e casa sua a Colle Romano. Il volto disteso, testa alta, niente a che vedere con le scene di due mesi fa. Quelle sagome nascoste dietro le giacche all’uscita dagli interrogatori in Procura, per proteggersi dai flash.
In libertà era già da un pezzo invece il trans brasiliano China, sui documenti Edson Vasconcelos Menezes di anni 36, l’amico di Brenda arrestato per non aver rispettato un ordine di espulsione. Il giudice monocratico di Roma, Laura D’Alessandro, ha assolto China con formula piena. «Il fatto non costituisce reato», poiché ha appena ricevuto il permesso di soggiorno per «motivi di giustizia». Sta collaborando a dipanare la matassa di misteri sul giro di prostituzione tra via Gradoli e via dei Due Ponti, negli ultimi mesi costellato di omicidi.
Morale della favola, le immagini di Piero Marrazzo e signora escono in contemporanea con l’ennesima mazzata a opera di chi a marzo sogna di prendersi la poltrona di governatore nel Lazio, la radicale molto poco democratica Emma Bonino, intervistata da Mattino 5: «Sì, per lui ci sono risvolti di compassione umana che peraltro riguardano tutti. Ma i risvolti politici sono da condannare senza se e senza ma, non mi appartengono. C’è da voltare pagina, bisogna cerca di fare quello che si dice», liquida la Bonino, altro che solidarietà della prima ora. Ormai i giorni dello sputtanamento sono lontani, insomma, adesso importa riacciuffare voti.
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