Ariela Piattelli
Ciò che distingue larte è la sua capacità di rinascere senza morire. E ciò fu per il cinema, che dopo gli esordi del 1895, rinacque in Italia con il Neorealismo, in Francia con la Nouvelle Vague. Negli anni 50 e 60 accadde qualcosa di straordinario alla Settima Arte, registi, cinefili, critici, diedero vita a un fenomeno che coinvolse tutta lEuropa: una presa di coscienza, una nuova consapevolezza del mezzo cinematografico (grazie soprattutto alla lezione del Neorealismo) diedero il via a una delle stagioni più felici del cinema mondiale. Fino al 31 dicembre il Filmstudio dedica una rassegna (costituita da ben 130 pellicole) a questa magica pagina della storia della Settima Arte, «Le Nouvelles Vagues: il nuovo cinema europeo negli anni 50-60». Si comincia con la Nouvelle Vague francese, perché furono proprio i film dei registi come Godard, Truffaut e Resnais a iniziare quella «rivoluzione»: domani «Vivre sa vie» («Questa è la mia vita» alle 18.30) di Godard, uno tra i film più appassionanti del «giovane turco» di cui è memorabile linizio, un piano sequenza di ben sette minuti.
Martedì 29 novembre il testimone passerà al cinema italiano con Pasolini: «Comizi damore» (martedì 29 alle 15.30), il film-inchiesta del 63 dove Pasolini interrogò passanti di diversi ceti sociali sullerotismo e lamore. Seguiranno «Accattone», «La ricotta» ed «Edipo Re». Mercoledì 30 novembre (alle 19) «Una storia moderna: lape regina» di Marco Ferreri con uno straordinario Ugo Tognazzi. Tra le opere prime dei nostri registi resta nella memoria quella di Marco Bellocchio, «I pugni in tasca» (venerdì 2 dicembre alle 20.30), dove il regista compie una riflessione pungente su tematiche (allora scottanti) come la religione, la patria, la famiglia e lamore. Sempre tra le opere prime «storiche» segnaliamo quella di Carmelo Bene, «Nostra signora dei turchi» (sabato 3 dicembre alle 22.30). Non può mancare il primo vero e proprio film dautore di Bernardo Bertolucci, «Prima della rivoluzione» (giovedì primo dicembre alle 20.30) che seguì il controverso «La commare secca» (si continuerà con gli italiani come Scavolini, Taviani e Agosti).
Dal 9 dicembre il Filmstudio ospiterà «il nuovo cinema inglese» che include film degli «stranieri a Londra» come «Cul de sac» di Roman Polansky, «The accident» di Joseph Losey e «Blow up» di Michelangelo Antonioni.
Una rassegna vasta, un quadro esaustivo, dei fermenti della Settima Arte di quegli anni, e ce nè veramente per tutti.
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