Ecco la verità sul passato di Andrini

I resoconti di «Repubblica» smentiti dalle dichiarazioni delle stesse vittime del pestaggio di vent’anni fa davanti al Capranica

Stando alle cronache di questi giorni vien fuori che al vertice di Ama Servizi ambientali ci sarebbe uno squadrista, un naziskin sprangatore, condannato prima per tentato omicidio, poi per aggressione e detenzione di pistola. È davvero così? A leggere le carte processuali di quel caso e la stampa dell’epoca pare di no.
Stefano Andrini, 39enne amministratore delegato fresco di nomina della controllata di Ama che si occupa di raccolta rifiuti in 40 comuni del Lazio, ha in effetti una vecchia condanna. C’era anche lui la notte tra 9 e 10 giugno del 1989 davanti al cinema Capranica, quando una lite nata all’interno della sala degenerò all’esterno, e tre ragazzi di estrema sinistra restarono a terra. Due di loro, presi a sprangate, con fratture al cranio. Andrini, che all’epoca aveva 19 anni, non fu però indicato da nessuno come autore materiale delle sprangate. Due giorni fa Repubblica intervistando Andrea Sesti, il ferito più grave di quella notte, a proposito del neomanager titolava: «Andrini mi massacrò, Alemanno ci ripensi». Eppure nel 1989, il 25 agosto, proprio Sesti ai giornali diede una lettura diversa. «Non posso giurare che a sferrare il colpo che mi ha quasi fracassato il cranio sia stato uno dei gemelli Andrini», pur dicendosi certo della loro presenza sul posto. Anche nei verbali d’udienza Sesti e gli altri due ragazzi rimasti feriti, Giannunzio Trovato e Giovanni Binel, confermarono di non essere in grado di identificare lo «sprangatore». Anzi, Sesti e Trovato - colpiti alle spalle - raccontarono di non aver visto nessuno impugnare la mazza, e Binel vide un ragazzo «robusto e con i capelli corti e biondi» raccogliere la spranga sotto una macchina. Una descrizione che non corrispondeva a Stefano Andrini, piccolo, moro. E con i capelli lunghi, come altri di quel gruppo. Un dettaglio, quest’ultimo, che fece dire allo stesso Sesti nel 1989 a Paese Sera: «La storia della banda naziskin è un’invenzione giornalistica, ma resta il fatto che hanno rischiato di ammazzarci». E al pm che gli domandava del comportamento tenuto dai gemelli Andrini nel corso della rissa, Sesti in aula rispondeva: «Ho visto che ce n’era uno coi capelli lunghi (Stefano, ndr) e uno coi capelli corti (il fratello Germano, ndr). Quello coi capelli corti mi ha detto “fatti gli affari tuoi”. Non posso precisare il comportamento ancora degli Andrini perché immediatamente dopo sono stato sprangato da dietro». L’allora 19enne Stefano Andrini era dunque presente, e per questo è stato riconosciuto colpevole in concorso di lesioni gravi (ma non più tentato omicidio), lesioni provocate da sprangate che Andrini comunque non diede, e il dettaglio non è di poco conto. Ha infine pagato il suo debito con la giustizia. Ottenendo, qualche anno fa, la riabilitazione penale, che cancella i reati dal casellario giudiziario a chi «abbia dato prove effettive e costanti di buona condotta». Era un giovane militante di destra che ha commesso un reato. Non un terrorista né un criminale incallito. Eppure negli ultimi giorni è stato dipinto come un pericoloso filonazista che reiterava errori e violenze fino all’altroieri. Il riferimento, ripreso quasi da ogni testata, è a un arresto del 1994, avvenuto in seguito al ferimento di uno studente di sinistra alla Sapienza. Una patacca. Di quella storia vecchia di tre lustri Andrini è la vittima. Fu portato in carcere, tenuto lì per due mesi senza essere interrogato. Quindi scarcerato e prosciolto da ogni accusa, tanto da essere risarcito per ingiusta detenzione con 10 milioni di lire. Insomma, stando ai fatti il polverone mediatico-politico su Andrini appare forse eccessivo. Negli ultimi anni si sono moltiplicati i casi di ex terroristi condannati per omicidio e reduci degli anni di piombo «piazzati» nella pubblica amministrazione come consulenti o collaboratori (anche nell’era Veltroni, in Campidoglio) dalla Baraldini all’ex br Claudia Gioia. Come mai al centrosinistra un precedente per lesioni di vent’anni fa sembra una macchia così irreparabile?