Agricole vuole Creval, riparte il risiko

È Crédit Agricole a riaccendere il risiko bancario per una seconda ondata di consolidamento dopo la conclusione dell'Opas di Intesa Sanpaolo su Ubi

Agricole vuole Creval, riparte il risiko

È Crédit Agricole a riaccendere il risiko bancario per una seconda ondata di consolidamento dopo la conclusione dell'Opas di Intesa Sanpaolo su Ubi. La banque verte ha annunciato ieri mattina un'offerta pubblica di acquisto in contanti da 737 milioni sul Credito Valtellinese. L'Opa sarà lanciata dalla controllata Crédit Agricole Italia a 10,5 euro, il 21,4% in più rispetto ai prezzi di venerdì scorso, una valutazione pari, secondo le stime di Equita a 0,42 volte il patrimonio netto o 10,9 volte gli utili dell'istituto valtellinese.

L'operazione ha sorpreso il mercato visto che i francesi, fino a poche settimane, fa erano dati in avvicinamento a Banco Bpm che, a questo punto, potrebbe accelerare le trattative di nozze con Bper in una sorta di domino destinato a rivoluzionare il panorama bancario tricolore. In Piazza Affari il Creval si è allineato al prezzo offerto chiudendo la seduta a 10,75 euro (+23,7%), mentre l'altro istituto valtellinese, Popolare Sondrio (legata a Bper in Arca sgr e partecipata da Unipol) ha guadagnato il 5,3% a 2,13 euro.

L'offerta dell'Agricole sul Creval è condizionata al raggiungimento del 66,7% del capitale (ma i francesi si sono riservati di poter procedere anche con il 50% più un'azione) e ha già ricevuto il via libera di Algebris (al 5,4% di Creval), oltre a poter contare sull'apporto del 9,8% detenuto da Crédit Agricole Assicurances. «Si tratta di un'operazione che noi consideriamo sostanzialmente amichevole», ha dichiarato Giampiero Maioli, ad di Crédit Agricole Italia, per poi aggiungere: «Sul progetto industriale non ho percepito contrarietà o diversità di vedute». Il Creval annovera la presenza nel capitale di Denis Dumont (al 9,9%) e dei fondi Altera Absolute Investment (al 7%) e Hosking Partners (al 5,12%).

L'acquisizione del Creval dovrebbe chiudersi entro maggio dopodiché Crédit Agricole Italia procederà all'incorporazione dell'istituto dando vita alla sesta banca commerciale italiana con una quota di mercato pari al 5%, asset in gestione per 100 miliardi, un fatturato pro-forma di 2,5 miliardi, 1.200 filiali e quasi tre milioni di clienti. Con il Creval la banca francese raddoppierà la quota di mercato in Lombardia (dal 3 a oltre il 6%), rafforzando inoltre la posizione in Piemonte, Marche, Lazio ed entrando in Sicilia, Valle d'Aosta e Trentino A livello industriale, Crédit Agricole si aspetta un aumento dell'utile per azione dal 2022, un ritorno sull'investimento maggiore del 10% in tre anni, basato sulle sinergie di costo (pari a 150 milioni) e un impatto minimo sulla patrimonializzazione..

Giudizi positivi dal fronte sindacale. «Esprimiamo un parere positivo sulla base delle informazioni ad ora disponibili» commenta Massimo Masi, segretario generale della Uilca, per poi aggiungere: «Ora restano sul tappeto la questione di Mps e altre fusioni che girano nell'aria».

Ed è Monte Paschi l'osservato speciale di Piazza Affari: +1,2% il titolo a 1,24 euro. Il Tesoro (azionista al 68% di Rocca Salimbeni) starebbe accelerando il pressing su Unicredit per convincere il suo ad Jean Pierre Mustier a salvare Mps. A Roma si starebbe ragionando su una ricapitalizzazione da 2,5 miliardi del Monte, sul successivo riconoscimento a Unicredit di 3,7 miliardi di crediti fiscali e su una bad company in cui far confluire la bomba legata ai 10 miliardi di richieste di danni derivanti dalle cause pendenti contro Rocca Salimbeni. A queste condizioni, secondo Equita, i rischi verrebbero disinnescati e l'operazione sarebbe neutrale/leggermente accrescitiva sotto il profilo del capitale per Unicredit che ieri in Borsa ha guadato il 3,3% a 8,75 euro.