Alitalia, Bruxelles pretende una svolta

Vestager chiede discontinuità. E il governo affianca a Leogrande altri due commissari

Alitalia, Bruxelles pretende una svolta

Mentre procede il confronto su Alitalia tra il governo e l'Europa, cambia il vertice dell'amministrazione straordinaria, dove all'attuale commissario unico ne vengono affiancati altri due: le notizie non sono collegate se non dall'evidente intento di accelerare una soluzione per il salvataggio della compagnia. La nomina di altri due commissari avviene d'intesa con l'attuale, Giuseppe Leogrande, che di fatto viene a sua volta commissariato: i nuovi sono Daniele Santosuosso, ordinario di diritto commerciale all'Università La sapienza e il giuslavorista Gabriele Fava.

La mossa non stupisce, essendo cambiato il ministro dello Sviluppo al quale l'amministrazione fa riferimento. L'ingresso di un esperto in diritto del lavoro mostra poi particolare attenzione al tema dell'occupazione e degli ammortizzatori sociali. L'incontro (a distanza) sulla vicenda Alitalia tra i ministri economici Giancarlo Giorgetti, Sviluppo, Daniele Franco, Economia, ed Enrico Giovannini, Trasporti, e la commissaria europea alla Concorrenza Margrethe Vestager, è stato positivo e costruttivo.

E' stata ribadita la necessità di procedere nel segno della discontinuità. La commissaria ha giudicato positivamente l'incontro e ha concordato con i ministri italiani di lavorare insieme in modo costruttivo per trovare soluzioni praticabili. Al vertice politico di ieri seguirà, la prossima settimana, il confronto tecnico per valutare nel dettaglio riferiscono fonti vicine al dossier le possibili soluzioni.

Tutto ruota sempre sul concetto di discontinuità, necessario per non considerare aiuto di Stato lo stanziamento di 3 miliardi statali alla newco Ita: quest'ultima, cioè, per poter decollare deve rescindere ogni cordone ombelicale con la vecchia Alitalia. I punti sui quali l'Europa insiste da mesi si possono semplificare così: la newco deve rinunciare a un congruo numero di slot, sopratutto a Linate, dove ne possiede più di ogni concorrente; la cessione degli asset da parte dell'amministrazione straordinaria deve avvenire dividendo aviation, terra e manutenzione che oggi sono un tutt'uno. Fin qui le parti sembrano avvicinarsi. Altri punti sono più in salita: una gara trasparente per la cessione degli asset, senza trattativa riservata con Ita (a gara dovrebbe andare anche il programma Mille miglia, forte strumento di legame con la clientela). Infine, il marchio Alitalia: secondo la commissione Ue esso è un indicatore emblematico di continuità e come tale non dovrebbe appartenere alla newco. Ma è spontaneo chiedersi: è pensabile che la newco voli senza la livrea Alitalia, e che quest'ultima venga acquistata all'asta da un concorrente qualsiasi?

Da segnalare ieri una presa di posizione dell'Associazione italiana distribuzione turistica, che apprezza la decisione del governo di rilanciare il trasporto aereo come presupposto per la ripartenza del settore turistico. Sempre ieri, la Federazione nazionale trasporto aereo (piloti e personale di volo), apprezzando il dialogo concreto tra governo e Ue, si è detta pronta a discutere di occupazione. Infine, è tornata a manifestare interesse la società americana Usaerospace, che si è detta pronta a investire in Alitalia 1,5 miliardi di dollari.

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