Alitalia, scoppia il caso Mille Miglia

La società del programma fedeltà non potrà passare a Ita. Il nodo biglietti premio

Alitalia, scoppia il caso Mille Miglia

Interrogativi, incertezze e qualche speranza: gli iscritti al programma Mille Miglia di Alitalia stanno cercando di capire che cosa sarà dei loro punti che danno diritto a viaggi premio. Le ultime notizie rilevanti sono due: Ita, la nuova compagnia creata «in discontinuità» decollerà il 15 ottobre e il giorno prima cesserà di volare Alitalia; la società Alitalia Loyalty (di proprietà dell'Alitalia in amministrazione straordinaria) andrà all'asta e Ita non potrà partecipare alla gara. Ita ha già annunciato che varerà un proprio programma di fidelizzazione.

Gli attuali iscritti alle Mille Miglia sono circa 5 milioni (oltre la metà italiani, il resto di varie nazionalità, la più numerosa è quella statunitense), di cui meno di un milione attivi: e sono costoro i più preoccupati. Si tratta di viaggiatori abituali che fino al 14 ottobre data dell'ultimo volo della old company continueranno ad accumulare punti, ma che non sanno ancora se e come potranno utilizzarli in futuro. Non viene rivelata la dimensione del «monte-miglia» da onorare, ma si tratta sicuramente di un numero di dieci o undici cifre.

Fino al 14 ottobre, naturalmente, Alitalia è nelle condizioni di assegnare biglietti premio, ma la domanda è: e dopo? Il governo ha annunciato che stanzierà 100 milioni per rimborsi e riprotezioni derivanti dal trapasso tra vecchia e nuova compagnia, ma finora non è stato ancora spiegato se il fondo servirà oltre che a rimborsare biglietti acquistati e non utilizzabili - anche a soddisfare le richieste di viaggi derivanti dalle miglia. Per esempio, un socio intenzionato a volare nei prossimi mesi potrebbe essere riprotetto su un'altra compagnia (che potrebbe essere anche Ita) pagata dal governo.

Il titolare di miglia può anche richiedere un biglietto premio di compagnie alleate di Alitalia, a cominciare da quelle Sky Team, quindi Air France, Klm, Delta ecc. (anche se le compagnie diverse da Alitalia richiedono più punti, rendendo il viaggio più caro). Il regolamento dice che i partner devono onorare la richiesta, ma prevede anche che la compagnia che emette le miglia paghi il viaggio. Ma Alitalia (ovvero, i commissari) pagherà? Forse sì. O forse, appunto, interverrà il governo.

E poi c'è un'altra possibilità. Ita non può partecipare alla gara, ma non le sarà vietato stipulare accordi con l'acquirente come fornitore dei voli richiesti; sarebbe un astuto modo per trovare una soluzione nazionale al problema delle miglia, e per dare lavoro a Ita. Non è invece più praticabile l'utilizzo dei punti per acquistare oggetti da catalogo (dal set di valigie agli elettrodomestici) perché il programma «MM Gallery» è stato cancellato un paio di anni fa.

La gara per la cessione di AZ Loyalty potrà essere vinta anche da un soggetto estraneo al trasporto aereo, una catena di alberghi, un autonoleggio, una carta di credito, una catena di supermercati; già oggi i rapporti commerciali sono i più svariati. Ebbene: chiunque si aggiudichi la società avrà l'interesse a non scontentare il nuovo bacino di clienti. Il valore della società è proprio questo: si tratta di un'enorme banca dati, con milioni di nominativi dotati di profilo, tutte persone di livello medio alto, con ottima capacità di spesa. Un patrimonio che può far gola a tanti operatori nazionali e internazionali. La società ha un bilancio in attivo, le sue entrate derivano soprattutto dalle tante relazioni di marketing intrattenute con numerosi marchi.

Va ricordato che Mille Miglia è un concorso a premi la cui durata è stata prolungata da 2 a 4 anni, con scadenza 31 gennaio 2022, in considerazione della crisi provocata dalla pandemia. Chi non ha effettuato movimenti, anche solo contabili, nell'arco di 24 mesi, previo avvertimento si è visto cancellare i crediti.

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